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Il valore della libertà, una conquista da tramandare
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Lo scorso 26 luglio il Consiglio comunale di Bastia Mondovì ha approvato all’unanimità il Protocollo d’intesa fra il Comune, la Federazione Italiana Volontari della Libertà e l’Associazione Volontari della Libertà del Piemonte, protocollo che è finalizzato alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale costituito dal Sacrario Partigiano e dalla Biblioteca della Resistenza che trovano sede a Bastia Mondovì. Si tratta di un accordo importante e anche innovativo per certi aspetti, perché mette assieme l’ente pubblico e i soggetti privati per promuoverne la conoscenza e ad assicurarne le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica di beni culturali che richiedono necessari interventi di manutenzione e valorizzazione. Sentiamo i protagonisti di questo innovativo percorso.
Anzitutto Paolo Crosetti, sindaco di Bastia Mondovì dal 2012.
“Bastia Mondovì – esordisce Paolo Crosetti – fu dal 1943 al 1945 il crocevia per le attività delle forze partigiane che parteciparono alla lotta di liberazione nel Piemonte. Qui in particolare operarono dall'aprile 1944 fino alla Liberazione le formazioni autonome del 1° Gruppo Divisioni Alpine comandate da Enrico Martini Mauri che combatterono in zona. Proprio per questo motivo – prosegue il sindaco Crosetti - nell’immediato dopoguerra fu deciso di realizzare a Bastia un sacrario in ricordo di coloro che erano caduti per la libertà della Patria: venne individuata per tale scopo la cima del Colle San Bernardo, ove sorgeva una piccola scuola elementare con annessa Cappella dedicata al santo. La costruzione del Sacrario, dedicato ai caduti del 1° Gruppo Divisioni Alpine, ebbe inizio nel 1947 e l’inaugurazione si tenne il 14 ottobre 1951, alla presenza del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi.”
Sentiamo ora il presidente della Associazione Volontari della Libertà del Piemonte, la storica associazione che raccoglie coloro che aderirono alle formazioni partigiane autonome: Mario Anacar, torinese, alle spalle una carriera di dirigente industriale:
“Bastia Mondovì è sempre rimasta nel cuore dei partigiani autonomi – inizia Anacar - ed in particolare questo legame fu decisivo per convincere mio fratello Giuseppe a donare nel 2005 tutta la sua biblioteca composta di migliaia di volumi e uno sterminato archivio, al Comune di Bastia. Fu una decisione meditata cui seguirono gli opportuni passi formali: venne assunta una delibera di accettazione da parte del consiglio comunale e sottoscritto un atto notarile con il quale si stabilivano i termini della donazione al Comune. Devo dire – continua Anacar – che il Comune di Bastia ha fatto molto per custodire e valorizzare quanto ricevuto da mio fratello Giuseppe, prima ristrutturando l’edificio già sede della Confraternita di Sant’Antonio dove ha trovato sede la Biblioteca comunale, acquistando poi le scaffalature e l’arredamento che oggi la rendono ordinata e accogliente.
Da ultimo Francesco Tessarolo, di Bassano del Grappa, una carriera di insegnante appena conclusa, da due anni presidente della Federazione Italiana Volontari della Libertà: “Sono venuto nello scorso mese di maggio alla cerimonia che ogni anno il Comune e l’Associazione Volontari della Libertà organizzano per ricordare i caduti del 1° Gruppo Divisioni Alpine e il loro mitico comandante Enrico Martini Mauri. Con me era presente l’intera Giunta esecutiva della Federazione, poiché per noi il Piemonte rappresenta un punto centrale della nostra storia, così ben rappresentato dalla figura di Enrico Martini Mauri. Devo dire che abbiamo ritrovato molti amici e devo ringraziare il sindaco Paolo Crosetti per l’accoglienza che ci ha riservato. L’occasione è stata propizia per riannodare tanti fili di una storia che non vogliamo interrompere: per noi il sacrario partigiano di Bastia è un luogo importante, così come la Biblioteca comunale che raccoglie i volumi donati da Giuseppe Anacar, mentre è stata una vera sorpresa la scoperta che l’archivio raccoglie una buona parte dell’archivio storico della FIVL e che Giuseppe Anacar raccolse con cura evitando che venisse disperso.
Tutto questo – prosegue Tessarolo – ci ha spinto a proporre al Comune un documento nel quale esprimiamo la volontà di valorizzare al meglio questi beni culturali che fanno parte della memoria storica delle genti piemontesi, ma anche del mondo delle formazioni partigiane autonome che hanno avuto un ruolo fondamentale nella Resistenza. Si tratta di beni culturali che hanno un profondo valore storico, ma soprattutto morale e spirituale. Il protocollo che il Comune ha accettato ed approvato vuole significare proprio questo e la volontà dei tre sottoscrittori di valorizzare sia il Sacrario che la Biblioteca/Archivio.”
Chiediamo a tutti un commento guardando al futuro.
“Il protocollo d’intesa per noi è un passo importante – afferma il sindaco Crosetti – perché tutti sappiamo le condizioni in cui versano i piccoli comuni come il nostro, praticamente privi di risorse. Trovare soggetti veramente interessati a intervenire su questi patrimoni ci incoraggia a fare ancora di più, nella convinzione che, come sempre, l’unione fa la forza. Un primo passo al quale sicuramente ne seguiranno altri. “
“Abbiamo molto apprezzato la presenza della Presidenza della FIVL a Bastia nello scorso mese di maggio – esordisce Mario Anacar – e la sottoscrizione del protocollo d’intesa ci aiuterà molto a valorizzare la storia delle formazioni autonome piemontesi, la cui storia in realtà è ancora poco conosciuta. Ripartiamo da Bastia, dal suo Sacrario e dalla sua Biblioteca – Archivio. Riprendiamo in mano la nostra storia, così nobile e così carica di significato soprattutto per il mondo di oggi e per il mondo di domani. Questo è il mio augurio e il mio auspicio. “
“Questo con il Comune di Bastia è il primo esempio di protocollo d’intesa – premette Francesco Tessarolo – ma la nostra intenzione sarebbe quella di continuare su questa strada anche in tutte le nostre realtà: si tratti del Museo della Resistenza di Lucca, del Museo di Ornavasso, delle malghe di Porzus, del sacello di Granezza, o degli importanti archivi che tante delle nostre Associazioni posseggono, noi vorremmo che in tutti i casi si riesca ad applicare questo modello. Bastia Mondovì è un po’ il battistrada per coinvolgere le nostre realtà locali, assieme agli enti territoriali e la nostra realtà nazionale della Federazione che si pone a servizio di tutti sollecitando e curando che tutte le risorse di coinvolgano per salvaguardare e valorizzare ciò che l’incuria rischia inevitabilmente di far perdere.”

Nel 70° Anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione Repubblicana (1* gennaio 1948) l’Associazione “Fiamme Verdi” di Brescia ritorna, come ogni anno, sui luoghi simbolo della propria idealità partigiana e invita tutte le bresciane e tutti i bresciani a salire sui “monti ventosi” della Valcamonica per il tradizionale appuntamento “Fiamme Verdi in Mortirolo”, in memoria dei Caduti per la Libertà.

Come sempre, la chiesetta di San Giacomo in Mortirolo (comune di Monno) sarà la cornice suggestiva della cerimonia in ricordo delle battaglie campali lì combattute tra il febbraio e il maggio del 1945; un teatro di durissimi scontri e di eroici sacrifici di molte giovani vite.

La cerimonia, promossa dal Coordinamento Provinciale dell’Associazione “Fiamme Verdi”, avrà luogo domenica 2 settembre 2018 e si svolgerà secondo il seguente programma:

- ore 9:30 Ritrovo presso la chiesetta di San Giacomo in Mortirolo
- ore 10:15 Santa Messa celebrata da mons. Tino Clementi, cappellano delle FF.VV.
a seguire Saluti del Coordinamento provinciale Fiamme Verdi Saluto delle autorità Orazione ufficiale tenuta dal dott. Filippo Perrini, Presidente della Cooperativa Cattolico Democratica di Cultura Onore ai caduti

Si pregano le SS.VV. di voler segnalare l’appuntamento con significativa visibilità, nelle forme ritenute più idonee. Le SS.VV. sono, altresì, invitate a prendere parte alla cerimonia.

Ringraziando anticipatamente, saluto con la più viva cordialità,
Associazione “Fiamme Verdi” Brescia
Il Coordinamento Provinciale

Il 15 agosto 1944, Festa della Assunta, la zona di Reana del Rojale, un comune a Nord di Udine, fu investita da un imponente rastrellamento da parte delle truppe tedesche. Da parecchi mesi infatti i partigiani della Osoppo Friuli, guidati da Marino Silvestri, avevano preso di mira la linea ferroviaria Pontebbana, che passa proprio nel territorio di Reana. Questa ferrovia era strategica per l’esercito tedesco: attraverso il valico di Tarvisio infatti consentiva il collegamento diretto con l’Austria e la Germania, in pratica aveva la stessa importanza del collegamento dal Brennero. I “guastatori” della Osoppo, riforniti e istruiti dagli agenti della missione britannica, utilizzavano l’esplosivo plastico che veniva posto sotto i binari: ogni giorno qualche tratto della linea era fatto saltare e, di conseguenza, il transito dei treni era costretto a lunghe interruzioni. I tedeschi, evidentemente esasperati da questa situazione decisero di attuare una azione di forza, per convincere la popolazione a non dare sostegno agli osovani.

Nella mattinata del 15 agosto (testimoni dicono verso le nove) circa un centinaio di soldati tedeschi e fascisti, dopo aver circondato il paese, iniziarono un sistematico rastrellamento, fermando tutte le persone con più di 15-16 anni. Tutti i fermati venivano portati nella piazza della chiesa di Reana dove si era appostato un reparto tedesco con le mitragliatrici. Dopo alcune ore di rastrellamento furono portate nella piazza 5/600 persone: possiamo immaginare l’animo di questi poveri, costretti per ore sotto il sole cocente, senza mangiare e senza bere, circondati dai soldati tedeschi con la mitragliatrice puntata e senza sapere a quale destino sarebbero andate incontro. Sempre le testimonianze ci dicono che verso le cinque del pomeriggio giunsero numerosi camion e autocorriere i quali, dopo aver caricato i prigionieri, ripartirono alla volta di una caserma udinese. Una buona parte dei prigionieri fu liberata nei giorni successivi, dopo gli accertamenti, ma alcuni furono deportati nei campi di concentramento e alcuni di questi purtroppo non vi fecero ritorno.

Ma un altro fatto sconvolse quella giornata che avrebbe dovuto essere di festa: due osovani, Gian Carlo Marzona “Piero” e Fortunato Delicato “Bologna” si vennero a trovare proprio nel mezzo di tale situazione: furono visti passare con il loro furgoncino, furono anche messi in guardia dal rastrellamento in corso e di cambiare tragitto, ma evidentemente il senso di sfida dovette prevalere in loro. Proseguirono nel loro percorso probabilmente confidando nella efficacia del lasciapassare di cui disponevano, ma furono fermati al Bivio Morena e nella perquisizione che seguì vennero trovate le armi che trasportavano. Per loro non ci fu scampo: furono messe in atto le disposizioni previste in questo caso, con la fucilazione immediata senza alcun processo. I corpi di Piero e Bologna furono lasciati per ore sulla strada così che la gente di Reana, transitando sui camion sulla quale era stata caricata a forza, vide la scena dei due cadaveri stesi a terra: quella scena, unita al dramma della prospettiva della prigionia o ancora peggio dovette costituire un colpo al cuore e un’ondata di tristezza e di angoscia dovette investire tutti i prigionieri.

Subito dopo la fine della guerra sul luogo della fucilazione fu posta una lapide a ricordo dei due osovani, e ogni anno, al 15 agosto, puntualmente i loro amici si sono ritrovati al Bivio Morena per ricordarne il loro sacrificio. Alla cerimonia ha partecipato fino allo scorso anno anche Cesare Marzona, fratello di Gian Carlo e per lunghi anni presidente dell’APO. Ogni anno Cesare ci ha dato testimonianza di una fedeltà alla memoria e al testo stesso una grande nobiltà d’animo, in grado di dare un giudizio sulla storia degli uomini, così carica di ingiustizie e dolori, indicando percorsi di riconciliazione.

Da quest’anno Cesare Marzona non c’è più, ma il ricordo di Gian Carlo e Fortunato non è venuto meno: il 15 agosto saremo ancora in tanti a ricordarli, a ricordare la loro giovane vita ed il loro sacrificio. La cerimonia è stata organizzata assieme all’ANPI e al Comune di Reana del Rojale.

Come noto Gemona del Friuli fu quasi completamente distrutta dal terremoto che il 6 maggio 1976 colpì tutto l’Alto Friuli. Anche questa tragica pagina della storia cittadina non ha fatto venir meno il momento di ricordo per i 53 gemonesi che persero la vita nella Guerra di Liberazione, momento che, ininterrottamente, dal 1946 ha luogo a Ledis, una località posta sull’altopiano dove da sempre sorgevano gli stavoli che i gemonesi utilizzavano per l’alpeggio del bestiame. Raggiungere Ledis non è proprio una cosa da nulla: ci vuole oltre un’ora di cammino su un sentiero che in certi punti è molto impervio e che conduce al bellissimo altopiano, dove sono sparsi decine di stavoli. Questo luogo, dopo il settembre 1943, divenne il naturale rifugio per coloro che decisero di aderire alle formazioni partigiane. A Gemona per la maggior parte aderì alla Osoppo e proprio gli osovani vissero lunghi mesi a Ledis, assieme a un mitico personaggio: Thomas Macpherson, nome di battaglia “Eolo” che, a partire dagli ultimi mesi del 1944, comandò la missione inglese che operava in Friuli e che fu un personaggio veramente straordinario. “Tommy” Macpherson, classe 1920, volontario nei commandos inglesi in Africa e poi agente dei servizi segreti britannici in Francia e poi ancora in Italia, si rese protagonista di azioni coraggiose tanto da meritarsi l’appellativo di “soldato più decorato dell’esercito britannico”. Egli venne inviato in Friuli con il compito di “continuare l’opera di sabotaggio nell’area durante le sfavorevoli condizioni invernali”. In realtà trovò una situazione assai complicata e difficile, con le formazioni partigiane provate dai rastrellamenti che avevano stroncato l’esperienza della Zona Libera Orientale. Nonostante le condizioni avverse la missione aveva portato a termine un gran numero di operazioni di sabotaggio, perlopiù con l’ausilio delle formazioni “Osoppo”. Ma erano soprattutto le rivalità tra i partigiani a rendere difficile il lavoro degli inglesi che ben presto si trovarono nel mezzo del conflitto ideologico e confinario fra garibaldini e sloveni da una parte e Brigate Osoppo dall’altra. “I garibaldini – scrisse Macpherson mostrando di rendersi perfettamente conto della situazione – avevano accettato il suggerimento della missione di un comando unificato con l’Osoppo allo scopo di trarre pieno vantaggio dai molti lanci ricevuti dalla missione fino al settembre 1944. Si erano premurati di avere un ruolo preminente nel comando e di fare la parte del leone per quanto riguardava le armi paracadutate”. Nella sua posizione di osservatore privilegiato Thomas Macpherson è stato quindi un testimone importante delle vicende contrastate della Resistenza in Friuli, lasciando un ricordo indelebile legato alla sua figura, caratterizzata dal tipico Kilt scozzese che spesso portava, ma anche da eccezionali doti di soldato.
Ledis fu quindi al centro di questa vicenda che legò per sempre l’Osoppo Friuli, ai gemonesi e alla Missione inglese che vide in Tommy Macpherson un indiscusso protagonista e fu deciso che proprio a Ledis i gemonesi si dovessero ritrovare ogni anno per ricordare i caduti, ma anche per ricordare questa intensa e importante pagina della loro vita. Dal 1946 quindi tanti osovani si ritrovarono per ricordare, ma anche per costruire: la chiesetta prima e poi anche una casa-rifugio, che doveva essere a disposizione di tutti e aperta ad ospitare tutti.
Nel 2016 a Ledis si è svolto un incontro commovente: la moglie di Tommy Macpherson, la signora Jean ed il figlio Duncan, tornarono sui luoghi e sui sentieri percorsi oltre settanta anni prima dal marito e padre. Fu un’occasione straordinaria per ricordare quegli avvenimenti ormai così lontani e quasi dimenticati. In quella occasione si decise di dare un nome a quella casa di tutti che divenne da allora “Casa alpina Brigata Osoppo” come recita la lapide che in quel giorno venne inaugurata.
Quest’anno quindi domenica 26 agosto si terrà la 73^ edizione della Festa di Ledis, che continua con lo spirito che l’ha caratterizzata negli anni precedenti.
L’iniziativa viene riproposta ed organizzata dall’Associazione Partigiani Osoppo assieme all’Amministrazione comunale e con la collaborazione dell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese e con la Sezione ANPI di Gemona-Venzone.
Anche quest’anno la ricorrenza sarà l’occasione per ricordare alcuni di coloro che furono protagonisti di quella drammatica ma anche entusiasmante stagione: verrà infatti consegnata una medaglia in ricordo ad alcuni gemonesi che fecero parte della Resistenza osovana.
La cerimonia commemorativa che avrà luogo presso la chiesetta: la santa messa avrà inizio alle ore 11,00 cui farà seguito l’intervento di saluto del sindaco di Gemona Roberto Revelant, il saluto del rappresentante dell’ANPI ed infine l’intervento commemorativo del Presidente dell’Osoppo.
Seguirà poi un momento conviviale organizzato dagli Amici degli stavoli di Ledis.

Passeggiata —pellegrinaggio "I SENTIERI DEL PARTIGIANO"

Ore 09.00 Incontro presso il Monumento della SPEER (parcheggio Monte Corno)
Ore 09.15 Ritrovo Granezza — Fronte Sacello
Ore 09.30 Celebrazione S.Messa al Sacello
Ore 10.30 Inizio della passeggiata-pellegrinaggio con una guida
Ore 13.00 Pranzo presso Malga Granezzetta (su prenotazione - tel. 0445 861554)

Stante il grande interesse storico-ambientale che la cerimonia riveste, si confida nella partecipazione numerosa della popolazione, soprattutto dei giovani.

IL SINDACO CAPPOZZO dr. ROBERTINO
IL PRESIDENTE AVL BINOTTO dr. FRANCESCO

RICORDANDO I CADUTI DI TUTTE LE GUERRE

Commemorazione dei 250 Caduti della Divisione Alpina "Monte Ortigara", di tutte le formazioni partigiane, del Corpo Italiano di Liberazione e dei campi di internamento e prigionia, nel 74° anniversario della battaglia di GRANEZZA.

Nella Resistenza e nella Lotta di Liberazione si trovano le basi storiche e i valori civili e patriottici che hanno dato all'Italia la Repubblica e la Costituzione che ancor oggi regolano i rapporti di convivenza democratica e di solidarietà della società Italiana.

PROGRAMMA

Ore 10.00 - MONTE CORNO - Comune di Lusiana Onori al Monumento al "Caduto Ignoto per la Libertà"
Ore 10.30 - BOCCHETTA GRANEZZA - Comune di Lugo di Vicenza
Onori al Cippo ai Caduti della SPEER
Ore 11.00 - GRANEZZA - Comune di Asiago - Sacello votivo Onore ai Caduti - Discorso Commemorativo - Messa
La cerimonia sarà accompagnata dalla Banda Musicale di Lugo di Vicenza e dal Coro "Monte Pasubio" di Schio.

Nelle scorse ore è arrivata da Voghera la notizia che purtroppo sapevamo imminente e che tuttavia ci percuote e ci smarrisce nel dolore per la grave perdita.

La scorsa notte se ne è andato il carissimo Giuseppe Tizzoni, giovanissimo partigiano, Cavaliere della Repubblica, a lungo segretario della federazione Italiana Volontari della Libertà e presidente del RAP (Raggruppamento Autonomo Padano).

"Infaticabile Segretario in anni difficili – scrive il presidente Francesco Tessarolo - e poi guida quanto mai preziosa nei delicati passaggi di rinnovamento della FIVL, che la sua sensibilità ha saputo leggere come inevitabili e doverosi per rendere viva la federazione e ancor più attuale il suo messaggio.

Tutti noi ben sappiamo come fino all’ultimo Giuseppe si sia dedicato con passione e quotidiano impegno alla vita e alle attività della nostra Federazione. Piangiamo dunque non solo un testimone della lotta partigiana che lo vide coinvolto in giovanissima età, ma anche il suo essere per noi punto di riferimento morale, animato da lealtà e generosità non comuni che sono state il tratto distintivo del suo operare in seno alla Federazione, nel R.A.P., nell’Associazione Mazziniana e in ogni altra delle molte attività di impegno civile e partecipazione che gli sono valse il rispetto e la stima delle Istituzioni vogheresi e dei suoi concittadini.

A nome della FIVL e di tutte le Associazioni Federate porgo alla famiglia di Giuseppe il nostro più vivo cordoglio e profonda gratitudine".

Si è svolta sabato 26 maggio l’annuale celebrazione in onore dei partigiani caduti per la Guerra di Liberazione presso il Sacrario Partigiano di Bastia Mondovì, che ricorda i circa mille caduti del I Gruppo Divisione Alpina del celebre comandante Enrico Martini “Mauri”.

La cerimonia, seguita da numerosi partecipanti, nonché da molte autorità civili e militari, è stata presieduta dal sindaco di Bastia Mondovì, Paolo Crosetti, dai membri dell’Avl Piemonte (Associazione volontari della libertà – organo della Fivl) e dai vertici della Fivl (Federazione Italiana Volontari della Libertà), rappresentati dal presidente Francesco Tessarolo, che – intervenendo di fronte a una folla in rispettoso silenzio di fronte a un luogo tanto suggestivo – ha detto: «Si è cercato e si cerca tutt’ora di dare alla guerra partigiana un significato angustamente politico, anzi partitico, ma va ricordato con forza che quella di chi decise di salire in montagna imbracciando le armi fu innanzi tutto una scelta di Libertà».

A seguire, dopo l’alza bandiera, c’è stata l’esibizione del Coro dei bambini della scuola primaria di Bastia Mondovì e la premiazione per il concorso annuale indetto in questa occasione, che ha visto gli alunni della scuola primaria di Bastia Mondovì, la quinta elementare di Clavesano e la terza media di Carrù, ricevere premi in denaro per le proprie attività.

Tra le molte autorità civili che hanno presenziato indossando la fascia tricolore, il vice sindaco di Farigliano, Ivano Airaldi; Angela Boetti, consigliere comunale di Mondovì; Ornella Grotto, consigliere di Clavesana; Luigi Ferrua, sindaco di Roccacigliè; Martino Belligero, assessore di Dogliani; Sandro Scotto, vice sindaco di Piozzo; Giovanni Sciolla, sindaco di Cigliè; Tommaso Rosso, assessore di Villanova Mondovì; Pierino Musso, vice sindaco di Marsaglia e Benedetto Angelo, sindaco di Niella Tanaro.

Per la Regione Piemonte presente l’assessore Alberto Valmaggia, che ha portato i saluti del presidente.

Una ventina le sigle presenti, giunte da tutta la provincia di Cuneo, nonché i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, sezione del Monregalese, l’Associazione Nazionale Carabinieri di Mondovì e l’Associazione Nazionale Arma Aeronautica della sezione Mondovì e diversi rappresentanti delle sezioni dell’Associazione Nazionale Alpini.

Di fronte tutti loro, il presidente Fivl Tessarolo ha concluso il suo intenso intervento con un: «Viva l’Italia, Viva la Resistenza, Viva la Repubblica».

Ma la celebrazione di quest’anno si arricchisce di un’ulteriore novità: per rinsaldare un rapporto che per troppo tempo era rimasto allentato e segnare così il concreto riavvio di una stagione di profondo rinnovamento, la Fivl, l’Avl Piemonte e il Comune di Bastia Mondovì hanno elaborato un protocollo d’intesa (che sarà perfezionato e firmato nelle prossime settimane) per la valorizzazione del Sacrario Partigiano e della Biblioteca della Resistenza di Bastia Mondovì, dove – tra le migliaia di volumi – si trova l’archivio donato nel 2005 da Giuseppe Anacar, partigiano combattente e membro di spicco dell’Avl Piemontese, la cui memoria e il cui lascito viene oggi conservato nella biblioteca della resistenza della comunità di Bastia Mondovì per la quale il fratello, Mario Anacar, insieme al sindaco Paolo Crosetti, al presidente Fivl Francesco Tessarolo e al segretario nazionale Roberto Volpetti si sono trovati d’accordo per trovare il modo migliore al fine di rendere il giusto merito a una memoria preziosa, che costituisce un vero e proprio patrimonio non solamente per il Comune o per la Regione Piemonte, ma per tutta la Storia nazionale della Resistenza.

Benvenuti nel nuovo sito web di FIVL, Federazione Italiana Volontari della Libertà.

Il progetto nasce dall’esigenza di creare momenti di interazione generazionale, nella quale trasferire il valore storico esistenziale delle esperienze vissute. Trasferire significa fare in modo che quei sentimenti, quelle esperienze, che hanno motivato l’azione e il sacrificio di molti, siano sentite dalle nuove generazioni non come vissuto dagli antenati, bensì come realtà concreta del proprio presente valoriale.

Lo strumento si orienta perciò alla diffusione degli ideali, alla condivisione, diffusione e fruibilità di documenti e testimonianze, attraverso il contributo e l’interazione delle associazioni confederate.

Un cammino ideale verso una concreta manifestazione di come la testimonianza possa costituire un patrimonio valoriale, tangibile e tramandabile, per le generazioni di oggi e quelle che verranno.

Rassegna stampa APPUNTAMENTI

In occasione della cerimonia di commemorazione del 72° anniversario dell’eccidio delle malghe di Porzus, organizzata dalla Associazione Partigiani Osoppo Friuli, la Federazione italiana Volontari della Libertà (FIVL) ha partecipato con una folta delegazione alla cerimonia che si è svolta a Faedis e Canebola (in provincia di Udine).
Durante l’evento sono intervenuti il sottosegretario alla Difesa on. Domenico Rossi, la presidente della Regione Debora Serracchiani, il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini oltre a numerosissimi sindaci della Regione. Numerose anche le autorità civili e militari presenti, fra i quali il Prefetto ed il Questore di Udine, il comandante Regionale dei Carabinieri, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, parlamentari, consiglieri regionali e numerosi cittadini.
Molto apprezzato l’intervento della Medaglia d’oro al valor militare Paola Del Din, osovana e presidente emerito della FIVL la quale si è richiamata ai valori che spinsero lei e altri giovani di allora a partecipare alla lotta di liberazione.
Il saluto della Federazione è stato portato dal Presidente Francesco Tessarolo, il quale ha ricordato che “a distanza di oltre settant'anni dai tragici fatti di Porzûs e dagli altri innumerevoli episodi di violenza e barbarie che caratterizzarono gli ultimi venti mesi del secondo conflitto mondiale, non siano tanto le vicende militari o le contrapposizioni politiche tra le varie anime della Resistenza italiana da porre in evidenza, quanto gli aspetti morali ed ideali che accompagnarono tutta la lotta di liberazione e portarono alla nascita della Repubblica italiana.
Nel corso della cerimonia è stato dato ampio rilievo alla recente decisione della Regione Friuli Venezia Giulia di affidare le Malghe di Porzus, dichiarate monumento storico culturale di interesse nazionale, in gestione alla Associazione Partigiani Osoppo la quale avrà il compito di provvedere alla valorizzazione storica e culturale del compendio situato in comune di Faedis. Altrettanto rilievo ha assunto la presenza ufficiale, per la prima volta dopo 72 anni, di una delegazione dell’ANPI provinciale che, alcune settimane fa era stata ufficialmente invitata dalla Associazione Partigiani Osoppo.
La FIVL condivide la soddisfazione dell’APO per il clima composto e condiviso che ha caratterizzato la celebrazione e che ha trovato conferma nelle parole del presidente nazionale dell’ANPI Carlo Smuraglia, il quale, riferendosi alla presenza della delegazione provinciale dell’ANPI stessa, ha affermato che abbiamo assistito a “un ‘disgelo’ positivo, perché non si risolve in una sorta di ‘abbraccio’ formale, senza motivazioni e spiegazioni, come per ‘chiudere’ o coprire con un velo pietoso una vicenda, ripeto, dolorosa, ma prende atto della sua drammaticità e cerca di collocarla nel tempo, consentendo così che il ricordo e le celebrazioni siano patrimonio di tutti.
Come scrive Smuraglia, vicende drammatiche come quella di Porzus hanno prodotto “un dolore che non può, non deve trasformarsi nella coltivazione dell’odio”. Mentre “non bisogna calare ‘veli pietosi’ sulle vicende, anche le più complesse” conclude il presidente dell’ANPI con una osservazione che l’APO e la FIVL sottoscrivono in pieno “non bisogna neppure consentire che le divisioni e le divergenze si protraggano nel tempo, senza alcun vantaggio né per la verità, né per la giustizia storica”.

Voghera, 8 febbraio 2017 FEDERAZIONE ITALIANA VOLONTARI DELLA LIBERTA’