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Il valore della libertà, una conquista da tramandare
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Il Papa ha autorizzato il decreto sul martirio. Alpino nella campagna di Russia, iscritto ad Ac e Fuci, l’autore della preghiera dei «ribelli per amore» è morto - a calci - a Hersbruck


La Chiesa ha deciso: sarà beato Teresio Olivelli. La sua morte nel lager di Hersbruck è avvenuta in odium fidei. Dunque è un martire cristiano. Ieri, venerdì 16 giugno 2017, papa Francesco ha ricevuto in udienza il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi: il Pontefice ha autorizzato a promulgare il decreto riguardante il martirio del laico ucciso il 17 gennaio 1945.
La beatificazione avverrà nella diocesi di Vigevano, promotrice della causa iniziata trent’anni fa dal vescovo monsignor Mario Rossi.

Scrive il suo attuale successore, monsignor Maurizio Gervasoni: «La diocesi di Vigevano accoglie la bella notizia e se ne rallegra unitamente alle Chiese sorelle di Como e di Pavia, ai tanti devoti del futuro Beato sparsi in tutta Italia, all’Azione Cattolica, agli Alpini, al collegio Ghislieri di Pavia, al mondo universitario e alle associazioni che si rifanno ai valori della resistenza».

È vissuto soltanto 29 anni, Teresio Olivelli, dal 1916 al 1945. Nato a Bellagio sul lago di Como, un’esistenza passata tra Mortara, Pavia, Vigevano, Torino, Milano, alpino nella crudele campagna di Russia, iscritto all’Azione cattolica e alla Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci), giovanissimo rettore del prestigioso collegio Ghislieri, fascista critico e quindi resistente dopo l’8 settembre, infine internato in un lager nazista: storia e geografia di uno che fu sempre, prima di tutto e soprattutto, cristiano integrale.

Il Ponente della causa di beatificazione è il cardinale penitenziere maggiore Mauro Piacenza. Nei giorni scorsi la commissione di cardinali e vescovi si è pronunciata favorevolmente, all’unanimità.

«Il martirio di Olivelli – scrive il postulatore della causa monsignor Paolo Rizzi – non è un accadimento improvviso, ma è l’epilogo di un intenso cammino di fede e di un costante esercizio delle virtù cristiane. Il prossimo Beato ha affrontato il martirio mosso dalla sua fede, preparandosi adeguatamente a sacrificare la vita per testimoniare la propria fedeltà a Cristo e l’amore ai fratelli, sofferenti come lui nel campo di concentramento, a cui diede assistenza spirituale e materiale, incurante delle punizioni, fino a morire per i maltrattamenti subiti a causa della sua inesausta carità».

Lo ammazzano a calci. Non sopportano più, gli aguzzini nazisti, che quel ragazzo italiano si chini come buon samaritano sui compagni di sventura, li conforti, li consoli, li sfami, li aiuti a pregare, a sopravvivere e a morire. L’odio chiama odio, nel lager non c’è posto per l’amore. Nessuna pietà per quel prigioniero scandaloso che distribuisce speranza e resistenza. Hanno già fatto fuori così, ad Auschwitz, il frate polacco Massimiliano Kolbe. Soprattutto, venti secoli prima, è stato messo in croce Gesù di Nazaret.

In tempi minacciosi e tremendi come i nostri, la beatificazione di Teresio Olivelli ci rammenta lo scandalo cristiano dell’amore e della pace portato alla conseguenza estrema: usque ad sanguinem, fino alla morte. È un promemoria. Solo l’amore vince e cambia il mondo. Occorre una ribellione d’amore contro l’odio. Porgere l’altra guancia. Non rendere male per male. Perdonare settanta volte sette. Così ha scritto Teresio nella sua stupenda preghiera «Signore, facci liberi», la preghiera dei «ribelli per amore»: «Signore, che fra gli uomini drizzasti la Tua Croce segno di contraddizione, che predicasti e soffristi la rivolta dello spirito contro le perfidie e gli interessi dei dominanti, la sordità inerte della massa, a noi, oppressi da un giogo oneroso e crudele che in noi e prima di noi ha calpestato Te, fonte di libere vite, dà la forza della ribellione».

Fonte

Gli osovani si ritrovano domenica 25 giugno alla malga del Comune di Budoia intitolata alla medaglia d’oro Pietro Maset.

I superstiti Fazzoletti Verdi dell’Osoppo Friuli che, nella stagione della Resistenza del settembre 1943 all’aprile 1945 hanno combattuto sul Piancavallo e nella Valcellina con il capitano degli alpini Pietro Maset, l’indimenticato capitano Maso medaglia d’oro al valor militare, caduto su queste montagne, si ritroveranno per l’ormai tradizionale convegno domenica 25 giugno, assieme agli amici e simpatizzanti.
L’incontro si svolge alla Malga Pietro Maset “Maso” sopra il Sauc in comune di Budoia in quella che ancora molti conoscono come Malga Ciamp. Il programma prevede alle 9,30 il raduno dei partecipanti con l’alzabandiera cui farà seguito la santa messa celebrata presso la malga. Seguiranno l’intervento del Sindaco di Budoia Roberto De Marchi e delle altre autorità presenti; infine il saluto e la commemorazione ufficiale da parte del Presidente dell’Associazione Partigiani Osoppo Friuli. La cerimonia sarà accompagnata dalla Coral Risultive di Fontanafredda. Chiuderà la giornata il rancio offerto a tutti i presenti.
Con i Fazzoletti Verdi sono invitati tutti gli amici.

Associazione Partigiani Osoppo – Friuli

Udine 09 giugno 2017

DOMENICA 18 GIUGNO AL BOSCO ROMAGNO IL RICORDO DELLE VITTIME La rievocazione sul luogo della strage organizzata dall’Associazione Partigiani Osoppo.

Si rinnoverà domenica 18 giugno, a 72 anni dai tragici eventi entrati nella storia come l’”eccidio di Porzus”, la commemorazione delle vittime di una delle pagine più buie della lotta della liberazione. L’iniziativa è dell’Associazione Partigiani Osoppo, in collaborazione con il Comune di Cividale del Friuli, che intende così mantenere vivo il ricordo dei giovani osovani prelevati nel mese di febbraio del 1945 dalle malghe di Porzus e trucidati nel giorni successivi nel Bosco Romagno dove un cippo testimonia ancora oggi il tragico evento.

Quest’anno la cerimonia vedrà il patrocinio della Provincia di Udine (che parteciperà con il proprio presidente Fontanini) e dei comuni di Corno di Rosazzo, Moimacco, Premariacco, Prepotto, Torreano che parteciperanno con i rispettivi sindaci. La Regione sarà presente con il vicepresidente del Consiglio Cargnelutti in rappresentanza del presidente Iacop impegnato in altra manifestazione.

Il programma della commemorazione, che inizierà alle 10 e 30, prevede una breve cerimonia religiosa seguita dalla deposizione delle corone l’alloro, il saluto del presidente dell’Associazione Partigiani Osoppo, del sindaco di Cividale Stefano Balloch, del vicepresidente del Consiglio regionale Paride Cargnelutti e del Presidente della Provincia di Udine. Concluderà l’intervento dello storico Roberto Chiarini dell’Università di Milano.

Associazione Partigiani Osoppo – Friuli

La festa della repubblica del 2 Giugno celebra l’anniversario del cambiamento della forma dello Stato votato dal popolo italiano con il Referendum istituzionale del 1946. Con esso la maggioranza decideva la fine della monarchia di Casa Savoia e di governarsi da sola senza intermediari, scegliendo la Repubblica. Una classe dirigente, compromessa col fascismo e cresciuta all’ombra della protezione monarchica, fu condannata anche per non aver saputo o voluto riscattarsi, rifiutando il passato e per non aver partecipato alla guerra di liberazione insieme alle classi lavoratrici e popolari impegnate nella Resistenza. Questa libera Associazione dei Volontari della Libertà partecipa con i propri iscritti e con l’entusiasmo di sempre alle celebrazioni del 2 Giugno, richiamando alla memoria gli eroi che combatterono e sostennero la lotta resistenziale, con una rinnovata volontà di lavorare al consolidamento delle istituzioni democratiche, attraverso la più larga condivisione dei cittadini ai valori della Resistenza e della Repubblica, affinché si realizzi sempre più unità d’intenti intorno alle istituzioni democratiche. Ciò è segnatamente necessario e utile in questa Provincia e in questa città di Massa, fortemente provate per l’essere state il duro retroterra del fronte durante gli otto lunghi mesi della Linea Gotica.

Massa, 2 giugno 2017.

Si è svolta stamane al Parco della Rimembranza, in un clima raccolto e commosso, la cerimonia in ricordo del 72° anniversario dell’Insurrezione di Trieste, del 30 aprile 1945, contro le truppe tedesche che occupavano la città.

La cerimonia si è svolta alla presenza del Prefetto e Commissario del Governo Annapaola Porzio, del Questore, dei Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, del Comandante della Capitaneria di Porto, del Comandante della Zona Militare, mentre il Comune era rappresentato dall’Assessore Maurizio Bucci. Presenti tutte le Associazioni combattentistiche rappresentate nell'Associazione Grigioverde. Fra le altre Associazioni presenti anche la Lega Nazionale con il presidente Paolo Sardos Albertini e la Camera Confederale del Lavoro-UIL che venne fondata a Trieste nel 1945 da don Edoardo Marzari.

Dopo la deposizione della corona di fiori inviata dal Presidente della Repubblica, da parte dei Carabinieri in alta uniforme, e di quella del Comune, c’è stato l’intervento del presidente della Associazione Volontari della Libertà Fabio Forti il quale ha ricordato il significato di questo “gesto di ricordo”. Forti ha voluto innanzitutto ripercorrere il legame che si era creato fra il CLN di Trieste e le altre forze patriottiche che stavano combattendo contro i tedeschi, in particolare con le formazioni “Osoppo”, che a Trieste costituirono quella che fu la Quinta Divisione “Osoppo”, che assicurò un legame con l’Italia. Legame oggi rappresentato dalla presenza alla cerimonia della Federazione Italiana Volontari della Libertà il cui Presidente Nazionale Francesco Tessarolo ha inviato un messaggio di saluto, letto dal rappresentante della Associazione Osoppo Friuli Roberto Volpetti.

Forti ha poi rievocato la particolare situazione in cui si trovò a operare il CLN di Trieste e i combattimenti che ebbero luogo il 30 aprile del 1945, nel corso dei quali si ebbero 31 morti e 60 feriti tra i triestini insorti, attestando la durezza dei combattimenti di quel giorno. Ricordando poi come lui stesso, il giorno successivo, venne fermato dalle avanguardie dei partigiani di Tito, che lo costrinsero a togliere la fascia tricolore che portava al braccio quale segno di riconoscimento dei patrioti italiani.

Al termine della Cerimonia il presidente Forti ha consegnato al Prefetto Porzio e all’Assessore Bucci una speciale medaglia commemorativa della Federazione Italiana Volontari della Libertà.

Trieste, 29 aprile 2017

“Ripercorrendo le vicende e le scelte di Pietro Maset “Maso”, capiamo meglio come la Resistenza ed i valori di libertà e democrazia che l’hanno ispirata, abbiano un profondo significato anche oggi: in una fase delicata e complessa della storia dell'Italia repubblicana, segnata dalla crescente frammentazione del tessuto sociale, è un punto di riferimento vitale pensare che dei giovani meno che ventenni, nati e cresciuti durante il fascismo, frastornati dalla sua propaganda, abbiano saputo guardare nella propria coscienza ed abbiano deciso di abbattere la schiavitù, la dittatura, per instaurare la libertà e la democrazia, nel disorientamento generale e nel crollo di ogni riferimento istituzionale.”

Questo uno dei passi della orazione tenuta dal presidente nazionale della FIVL, il prof. Francesco Tessarolo, nel corso della cerimonia commemorativa che si è tenuta a Scomigo di Conegliano, luogo di nascita di Pietro Maset, “Maso” medaglia d’oro al valor militare, rimasto ucciso in uno scontro a fuoco con i tedeschi il 12 aprile 1945 pochi giorni prima della fine della guerra.

Così ha proseguito Tessarolo: “Leggendo nel profondo della loro coscienza, queste persone seppero capire che c’è un bene comune che vale più del bene del singolo, che prima del dibattito democratico, segnato dall'inevitabile divergenza delle visioni del mondo, occorre presupporre sempre la logica del riconoscimento reciproco, del rispetto della libertà altrui e del pluralismo.”

Il ricordo di Maso, così come quella di molti altri volontari della Libertà, seppur trascorsi settantadue anni, costituisce un insegnamento tutt’ora valido e quanto mai attuale: non sono venuti meno i motivi per un impegno personale per il bene comune, anzi il disagio ed il malessere di questi anni ci indicano che la riscoperta del bene comune è essenziale per mantenere i valori della democrazia, della libertà e dello stesso benessere sociale.
All’intervento del Presidente Tessarolo è seguito quello del sindaco di Conegliano Floriano Zambon il quale ha ricordato il forte legame della comunità coneglianese con la figura di Maso.

Sabato 29 aprile alle ore 11,00 presso il Parco della Rimembranza si celebra il 72°anniversario dell’insurrezione della cittadinanza di Trieste contro le truppe tedesche che occupavano la città.

Fabio Forti, presidente dell’Associazione Volontari per la Libertà di Trieste ricorda i 3.500 giovanissimi triestini, ragazzi di poco più di 17 anni che insorsero su ordine impartito dal CLN il 25 aprile 1945 a tutte le forze partigiane italiane. “La nostra, però” ricorda Forti, “è stata una condizione diversa. I 31 morti ed i 60 feriti tra i triestini insorti attestano la durezza dei combattimenti di quel giorno. Gli altri italiani hanno potuto per la prima volta respirare l’aria della libertà, che a noi non era ancora concessa. Abbiamo dovuto combattere conto i nazisti per issare la bandiera italiana sulla Prefettura e sul Comune il 30 di aprile, ma il giorno dopo era già ammainata dai partigiani iugoslavi.”

Forti ricorda alcuni dei protagonisti di quelle giornate: il tenente colonnello Antonio Fonda Savio, comandante dei partigiani italiani di Trieste, e don Edoardo Marzari, presidente del CLN di Trieste e dell’Istria che è stato decorato con la Medaglia d’Oro al Merito Civile.

“La data del 30 aprile – continua Forti – e l’insurrezione costituiscono un simbolo per tutti noi, per tutta la Resistenza patriottica e democratica della Venezia Giulia e di Fiume che ha radici profonde nella storia e nella cultura di queste terre” e prosegue esprimendo “la gratitudine a tutti coloro che in questi decenni hanno saputo tener viva la memoria di quella giornata e di quei patrioti che hanno onorato la città e l’Italia”. Alla presenza delle autorità del Comune, e di numerose associazioni combattentistiche, fra le quali una rappresentanza della Federazione Italiana Volontari della Libertà, saranno deposte le corone d’alloro al Masso della Resistenza nel Parco della Rimembranza.

Trieste, 27 aprile 2017

A Busto Arsizio abbiamo partecipato in molti del Raggruppamento Di Dio alle cerimonie della commemorazione del 72 ° anniversario della Liberazione.

Di noi c’erano il vice presidente Maria Luisa Vignati e l’arch Castiglioni, il vicepresidente Valerio Mariani,l’on Paolo Caccia , i sigg Albè ,Borlandelli ,Monoli ,il Presidente Mainini e consorte e altri sparsi.

La cerimonia è stata sobria e sentita , con la messa al Tempio civico Sant’Anna e l’omelia del parroco la lettura della Preghiera del Ribelle, l ‘introduzione del sindaco Antonelli ,la “lectio” in sala Consiglio del prof Andrea Bienati e il corteo per la deposizione delle corone al Monumento della Resistenza e al Monumento ai Caduti di Piazza Trento e Trieste.

Presenti oltre al sindaco, la senatrice D’Adda ,il viceprefetto di Varese; l’avvLosa per l’ANPI e la dssa Longo per gli Amici di Angioletto.

Gianni Mainini

Benvenuti nel nuovo sito web di FIVL, Federazione Italiana Volontari della Libertà.

Il progetto nasce dall’esigenza di creare momenti di interazione generazionale, nella quale trasferire il valore storico esistenziale delle esperienze vissute. Trasferire significa fare in modo che quei sentimenti, quelle esperienze, che hanno motivato l’azione e il sacrificio di molti, siano sentite dalle nuove generazioni non come vissuto dagli antenati, bensì come realtà concreta del proprio presente valoriale.

Lo strumento si orienta perciò alla diffusione degli ideali, alla condivisione, diffusione e fruibilità di documenti e testimonianze, attraverso il contributo e l’interazione delle associazioni confederate.

Un cammino ideale verso una concreta manifestazione di come la testimonianza possa costituire un patrimonio valoriale, tangibile e tramandabile, per le generazioni di oggi e quelle che verranno.

Rassegna stampa APPUNTAMENTI

In occasione della cerimonia di commemorazione del 72° anniversario dell’eccidio delle malghe di Porzus, organizzata dalla Associazione Partigiani Osoppo Friuli, la Federazione italiana Volontari della Libertà (FIVL) ha partecipato con una folta delegazione alla cerimonia che si è svolta a Faedis e Canebola (in provincia di Udine).
Durante l’evento sono intervenuti il sottosegretario alla Difesa on. Domenico Rossi, la presidente della Regione Debora Serracchiani, il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini oltre a numerosissimi sindaci della Regione. Numerose anche le autorità civili e militari presenti, fra i quali il Prefetto ed il Questore di Udine, il comandante Regionale dei Carabinieri, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, parlamentari, consiglieri regionali e numerosi cittadini.
Molto apprezzato l’intervento della Medaglia d’oro al valor militare Paola Del Din, osovana e presidente emerito della FIVL la quale si è richiamata ai valori che spinsero lei e altri giovani di allora a partecipare alla lotta di liberazione.
Il saluto della Federazione è stato portato dal Presidente Francesco Tessarolo, il quale ha ricordato che “a distanza di oltre settant'anni dai tragici fatti di Porzûs e dagli altri innumerevoli episodi di violenza e barbarie che caratterizzarono gli ultimi venti mesi del secondo conflitto mondiale, non siano tanto le vicende militari o le contrapposizioni politiche tra le varie anime della Resistenza italiana da porre in evidenza, quanto gli aspetti morali ed ideali che accompagnarono tutta la lotta di liberazione e portarono alla nascita della Repubblica italiana.
Nel corso della cerimonia è stato dato ampio rilievo alla recente decisione della Regione Friuli Venezia Giulia di affidare le Malghe di Porzus, dichiarate monumento storico culturale di interesse nazionale, in gestione alla Associazione Partigiani Osoppo la quale avrà il compito di provvedere alla valorizzazione storica e culturale del compendio situato in comune di Faedis. Altrettanto rilievo ha assunto la presenza ufficiale, per la prima volta dopo 72 anni, di una delegazione dell’ANPI provinciale che, alcune settimane fa era stata ufficialmente invitata dalla Associazione Partigiani Osoppo.
La FIVL condivide la soddisfazione dell’APO per il clima composto e condiviso che ha caratterizzato la celebrazione e che ha trovato conferma nelle parole del presidente nazionale dell’ANPI Carlo Smuraglia, il quale, riferendosi alla presenza della delegazione provinciale dell’ANPI stessa, ha affermato che abbiamo assistito a “un ‘disgelo’ positivo, perché non si risolve in una sorta di ‘abbraccio’ formale, senza motivazioni e spiegazioni, come per ‘chiudere’ o coprire con un velo pietoso una vicenda, ripeto, dolorosa, ma prende atto della sua drammaticità e cerca di collocarla nel tempo, consentendo così che il ricordo e le celebrazioni siano patrimonio di tutti.
Come scrive Smuraglia, vicende drammatiche come quella di Porzus hanno prodotto “un dolore che non può, non deve trasformarsi nella coltivazione dell’odio”. Mentre “non bisogna calare ‘veli pietosi’ sulle vicende, anche le più complesse” conclude il presidente dell’ANPI con una osservazione che l’APO e la FIVL sottoscrivono in pieno “non bisogna neppure consentire che le divisioni e le divergenze si protraggano nel tempo, senza alcun vantaggio né per la verità, né per la giustizia storica”.

Voghera, 8 febbraio 2017 FEDERAZIONE ITALIANA VOLONTARI DELLA LIBERTA’