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Il valore della libertà, una conquista da tramandare
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La realtà che riunisce dal 1948 le formazioni partigiane autonome e cattoliche che combatterono per la libertà e la democrazia, celebrerà il Settantesimo dalla fondazione in una due giorni di incontri e commemorazioni, che si terrà a Milano il 27 e 28 aprile 2018.
L’evento si aprirà venerdì 27 aprile alle ore 14,30 in Piazza dei Mercanti con l’omaggio ai Caduti della Libertà, nel luogo simbolo della lotta di Liberazione della Città di Milano, Medaglia d’Oro della Resistenza.
Alle ore 16 presso il Collegio San Carlo si terrà l’apertura ufficiale delle celebrazioni con i saluti del Rettore del Collegio San Carlo, Don Alberto Torriani, e del Presidente della FIVL, Francesco Tessarolo.
A seguire sono previsti gli interventi delle Associazioni federate e la proiezione dei documentari “Bisagno” di Marco Gandolfo e “Scelte di Libertà” di Pai Dusi.
Alle 20,30 si terrà un concerto a cura del Corpo Bandistico “Verde Azzurra Città di Galliate”.
Sabato 28 aprile le celebrazioni si spostano all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Alle 9 S. Messa in ricordo dei Caduti per la Libertà.
Alle 10 presso la Cripta dell’Aula Magna si aprirà un convegno. Dopo i saluti delle autorità verrà proiettato il documentario “Scelte di Libertà. I valori della Resistenza nel 70° Anniversario della Federazione Italiana Volontari della Libertà”.
Alle 10,45 relazione del Prof. Massimo de Leonardis (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) sul tema “Gli alleati e le Formazioni Autonome della Resistenza italiana”; a seguire relazione del Prof. Alberto Canavero (Università degli Studi di Milano) dal titolo “I cattolici e la Resistenza”.
Alle 12,15 intervento di Sergio Romano, editorialista del Corriere della Sera.

Nella serata di domenica, inattesa è giunta all’Associazione Partigiani Osoppo la notizia della scomparsa del suo Presidente dott. Cesare Marzona di quasi 94 anni, ma sino a qualche giorno fa pienamente partecipe alla vita associativa, pur dalla sua casa di Valvasone.
Piero II°, questo il suo nome di battaglia assunto in onore del fratello Giancarlo, Piero, che era stato fucilato dall’occupante tedesco al bivio Morena di Tricesimo, era uno dei pochi partigiani combattenti ancora in vita, uno degli ultimi testimoni della stagione di libertà in cui i fazzoletti verdi furono dei protagonisti.
Cesare Marzona, di famiglia originaria di Venzone che si era poi trasferita a Valvasone, aveva vissuto anche a Udine, frequentando il Liceo “Stellini”, e a Treppo Piccolo, seguendo il padre Nicolò anche nella professione notarile che già aveva esercitato il nonno Carlo.
Dopo la nomina a S. Pietro al Natisone, Cesare Marzona aveva ottenuto la sede notarile di Spilimbergo in cui ha esercitato per 40 anni stimato e apprezzato per la grande capacità professionale e la disponibilità verso tutti.
Nella città aveva conosciuto la moglie Ebe Poli dei conti di Spilimbergo da cui aveva avuto i figli Nicoletta, Elena e Lorenzo.
Di animo nobile e di grande cultura, era ancora studente quando, assieme ai fratelli Giancarlo e Caterina, aveva scelto di resistere contro i nazisti entrando sin dagli inizi nelle prime formazioni dell’Osoppo, salendo con i suoi giovani amici alla casera Palamajor di Clauzetto.
Gentiluomo di altri tempi, con rare capacità di aperture al nuovo, amante dello sport, ha vissuto l’avventura partigiana con pieno e puro spirito patriottico, alieno da fanatismi e odi. Dopo alcune coraggiose azioni, venne catturato e rinchiuso nel carcere udinese di via Spalato per essere processato dalla SD di via Cairoli assieme ad altri patrioti e quindi subendo la condanna a morte, mai revocata, ma sospesa per l’intervento dell’Arcivescovo di Udine mons. Giuseppe Nogara.

Nel giorno anniversario della liberazione della città di Massa dal nazifascismo, questa Associazione vuole esprimere una memoria riassuntiva delle vicende di quegli anni difficili col sottolineare il sacrificio di Arnaldo Pegollo, ultimo partigiano caduto, in quel giorno di festa per la riconquista della libertà.

Ed insieme, fulgida e dolente immagine di una comunità che si apprestava a ricominciare a vivere, così ben descritta da Emilio Palla nell' inedito "La resistenza in Italia ed in Apuania".

"" Il 10 Aprile 1945, quando le truppe americane e le piccole ma attive forze partigiane cacciarono i tedeschi in precipitosa fuga, Massa distrutta dopo sei mesi di martirio e resistenza, riprese a vivere. Fra le macerie gli abitanti cercavano con fiducia qualche cosa che servisse per cominciare la ricostruzione della loro città""

Nel corso dei decenni si sono perduti molti significati dei sacrifici e delle speranze di quei giorni. Sarebbe perciò auspicabile una loro riconsiderazione insieme alla ricerca di una pacificazione intorno a quei valori, per il bene del Paese e per il miglior funzionamento delle istituzioni pubbliche.

Massa 10 Aprile 1945 / 10 Aprile 2018

Erano presenti anche il segretario nazionale della FIVL Roberto Volpetti e una delegazione della AVL di Mondovì guidata da Romolo Garavagno, alla cerimonia di commemorazione del 74° anniversario della strage delle Fosse Ardeatine a Roma. L’evento, al quale è intervenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si è svolto al Mausoleo Ardeatino alla presenza della Ministra della Difesa, Roberta Pinotti. Il presidente ha deposto una corona sulla lapide dedicata ai 335 Caduti nell'eccidio del 24 marzo 1944. Nel corso della cerimonia, dopo il saluto di Rosina Stame, Presidente dell'ANFIM, gli attori Cesare Bocci e Sandra Collodel hanno letto alcuni estratti delle ultime lettere dal carcere delle vittime delle Fosse Ardeatine e alcune testimonianze dei familiari delle vittime e il Segretario Generale dell'ANFIM, Aladino Lombardi, ha letto i nomi dei Caduti. La commemorazione è proseguita con la preghiera cattolica recitata dall'Ordinario Militare, Mons. Santo Marcianò e con la preghiera ebraica officiata dal Rabbino Capo della Comunità ebraica di Roma, Rav. Riccardo Di Segni. Al termine il Presidente Mattarella ha reso omaggio alle vittime dell'eccidio all'interno del Mausoleo Ardeatino. Presenti, tra gli altri, i Presidenti di Senato, Camera e Corte Costituzionale, il Capo di Stato Maggiore della Difesa.

Tra i firmatari le realtà partigiane FIVL, ANPI e FIAP

Noi, cittadine e cittadini democratici, lanciamo questo appello alle Istituzioni repubblicane. Attenzione: qui ed ora c'è una minaccia per la democrazia. Si stanno moltiplicando nel nostro Paese sotto varie sigle organizzazioni neofasciste o neonaziste presenti in modo crescente nella realtà sociale e sul web. Esse diffondono i virus della violenza, della discriminazione, dell'odio verso chi bollano come diverso, del razzismo e della xenofobia, a ottant'anni da uno dei provvedimenti più odiosi del fascismo: la promulgazione delle leggi razziali. Fenomeni analoghi stanno avvenendo nel mondo e in Europa, in particolare nell'est, e si manifestano specialmente attraverso risorgenti chiusure nazionalistiche e xenofobe, con cortei e iniziative di stampo oscurantista o nazista, come recentemente avvenuto a Varsavia, persino con atti di repressione e di persecuzione verso le opposizioni. Per questo, uniti, vogliamo dare una risposta umana a tali idee disumane affermando un'altra visione delle realtà che metta al centro il valore della persona, della vita, della solidarietà, della democrazia come strumento di partecipazione e di riscatto sociale. Per questo, uniti, sollecitiamo ogni potere pubblico e privato a promuovere una nuova stagione di giustizia sociale contrastando il degrado, l'abbandono e la povertà che sono oggi il brodo di coltura che alimenta tutti i neofascismi. Per questo, uniti, invitiamo le Istituzioni a operare perché lo Stato manifesti pienamente la sua natura antifascista in ogni sua articolazione, impegnandosi in particolare sul terreno della formazione, della memoria, della conoscenza e dell'attuazione della Costituzione. Per questo, uniti, lanciamo un allarme democratico richiamando alle proprie responsabilità tutti i livelli delle Istituzioni affinché si attui pienamente la XII Disposizione della Costituzione (“È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”) e si applichino integralmente le leggi Scelba e Mancino che puniscono ogni forma di fascismo e di razzismo. Per questo, uniti, esortiamo le autorità competenti a vietare nelle competizioni elettorali la presentazione di liste direttamente o indirettamente legate a organizzazioni, associazioni o partiti che si richiamino al fascismo o al nazismo, come sostanzialmente previsto dagli attuali regolamenti, ma non sempre applicato, e a proibire nei Comuni e nelle Regioni iniziative promosse da tali organismi, comunque camuffati, prendendo esempio dalle buone pratiche di diverse Istituzioni locali. Per questo, uniti, chiediamo che le organizzazioni neofasciste o neonaziste siano messe nella condizione di non nuocere sciogliendole per legge, come già avvenuto in alcuni casi negli anni 70 e come imposto dalla XII Disposizione della Costituzione. Per questo, uniti, come primo impegno verso una più vasta mobilitazione popolare e nazionale invitiamo a sottoscrivere questo appello le cittadine e i cittadini, le associazioni democratiche sociali, civili, politiche e culturali. L'esperienza della Resistenza ci insegna che i fascismi si sconfiggono con la conoscenza, con l'unità democratica, con la fermezza delle Istituzioni. Nel nostro Paese già un'altra volta la debolezza dello Stato rese possibile l'avventura fascista che portò sangue, guerra e rovina come mai si era visto nella storia dell'umanità. L'Italia, l'Europa e il mondo intero pagarono un prezzo altissimo. Dicemmo “Mai più!”; oggi, ancora più forte, gridiamo “Mai più!”.

Tra i firmatari: ACLI, ANED, ANPI, Articolo 21, FIAP, FIVL, Libertà e Giustizia.
Firma l’appello

È scomparso lunedì 12 febbraio all’età di 94 anni, Guido De Carli, partigiano e Presidente emerito della Federazione Italiana Volontari della Libertà e già presidente del Raggruppamento Alfredo Di Dio di Busto Arsizio, fazzoletto azzurro sempre in prima linea nel promuovere i valori della Resistenza.
Guido De Carli, nato a Cornaredo nel 1923, trasferito presto a Cuggiono, è uno dei ragazzi di Don Albeni, splendida figura di sacerdote educatore alla libertà, coadiutore dell’oratorio che ha indirizzato allevato una schiera di resistenti: Angelo e Pinetto Spezia, Bruno Bossi, Gianangelo Mauri , Giovani Marcora.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 si costituiscono tra Cuggiono e Inveruno e zona i primi gruppi partigiani: tra questi esponenti anche Guido, che sarà un importante figura all’interno delle neonate formazioni, che appena organizzate diventeranno la Gasparotto (e la Ticino per stare solo in zona). Formazioni al piano, di supporto logistico e organizzativo alla Resistenza: salgono i giovani a Pian Cavallo (per indicazione di Nino Chiovini, residente a Cuggiono ma proveniente da là) e poi in Val d’Ossola e Val Toce: frequenti continui scambi anche con Busto, dove Luciano Vignati tiene le redini ed il collegamento di tutta la Resistenza.
E Guido funge da staffetta–coordinatore, in quanto essendo minuto e un po’ cagionevole viene ricoverato nella casa di cura a Miazzina ma deve effettuare analisi e verifiche all’ospedale di Busto Arsizio. Ottiene così un lasciapassare di potersi muovere liberamente dalla Val Grande a Busto. Il suo soprannome partigiano è Ranin (ranetta), ragazzo esile.
L’imprimatur della Resistenza lo porterà ad impegnarsi per tutta la vita a favore degli ideali e dei valori di libertà e di pace. Nel settembre 1963 Albertino Marcora e Luciano Vignati fondano il Raggruppamento Divisioni Patrioti Alfredo Di Dio, per dare seguito all’esperienza nata come movimento militare nel dicembre 1944. E qualche anno dopo la modifica dello statuto del 1987, Guido succede a Cesare Bettini alla presidenza del Raggruppamento. Presidenza che terrà ininterrottamente fino al febbraio 2017. La sede si stabilisce in Via Espinasse dove si raccolgono via via tutte le testimonianze, i libri, i cimeli, le documentazioni della guerra partigiana.
Ma il suo impegno è anche impegno civile: assessore a Cuggiono, poi membro della direzione provinciale scudocrociata, economo all’Ospedale; negli anni ’60 è assessore a Turbigo, dove si è sposato con Agnese Lazzaroni, nella Giunta del sindaco Paratico; nel 1967 è segretario generale dell’ospedale di Bollate: nel 1992 è nell’ufficio di segreteria del presidente della Regione Lombardia Giuseppe Guzzetti.
Alla morte di Marcora nel 1983 saranno i partigiani della Gasparotto a portare il feretro: Guido è in prima fila, e sarà in prima fila per decenni come testimone attivo a tutte le manifestazioni organizzate dal Comune di Inveruno e dal Centro Studi Marcora: i vari premi europei, le ricorrenze degli anniversari, la presentazione di libri, le inaugurazione: lui e i suoi fazzoletti azzurri sempre numerosi e orgogliosi col loro medagliere onusto di riconoscimenti.
Ma il suo impegno era soprattutto rivolto ai giovani, che incontrava nei ricorrenti appuntamenti, sia alle Medie che alle Superiori della zona per ricordare e sottolineare l’importanza del rispetto e della trasmissione dei valori della Resistenza alle nuove generazioni.
Per le ricorrenze natalizie riempiva sempre il salone della sede di Via Espinasse. Dopo la S. Messa in ricordo dei partigiani caduti eseguiva la puntuale commemorazione dei deceduti nell’anno.
Il rapporto coi sindaci e le comunità locali, oltre a quelle di Busto, dell’Alto milanese e della valle Olona, cosi come quelle della Val Grande, della Val d’Ossola, Val Toce, Val Strona, Val Cannobina era una sua costante preoccupazione, per evitare di dimenticare o non presenziare alle varie celebrazioni, da quelle della Repubblica dell’Ossola alla Giornata del Ricordo dell’eccidio di Finero e della morte di Alfredo Di Dio o alle varie adunanze partigiane soprattutto al Boden di Ornavasso.
In occasione del 70° della Liberazione, nel novembre 2015 aveva organizzato una grande cerimonia in Comune a Busto per l’assegnazione delle medaglie ai partigiani e degli attestati a ciascun sindaco dei comuni dell’Alto Milanese, Valle Olona per “il contributo dato alla Resistenza e alla lotta per la Libertà e la Democrazia sul suo territorio”.
Col prefetto Giorgio Zanzi ed il sindaco Gigi Farioli aveva consegnato ancor fermo (per l’occasione aveva abbandonato il bastone che ormai aveva incominciato ad usare) le medaglie e gli attestati. Ma prima ancora, nell’aprile aveva ricevuto a sua volta a Roma dal ministro Pinotti la medaglia d’onore come partigiano e come presidente della FIVL, Federazione Italiana Volontari della Libertà ,presidenza che ha tenuto con capacità e competenza per oltre dieci anni, dal 2008. Cosi lo ricorda il nuovo presidente Tessarolo, succedutogli all’inizio del 2017: “Mi ha colpito la sua passione e la sua generosità, unite ad una costanza ed ad un impegno inarrestabili, gli stessi tratti che accomunavano i protagonisti della Resistenza, tutti intransigenti verso se stessi prima che verso gli altri, limpidi e diritti, liberi e intensi come recita la preghiera del Ribelle bel beato Teresio Olivelli”.
Da presidente del Raggruppamento aveva organizzato con un impegno continuo grazie anche all’aiuto del senatore Giampietro Rossi, il trasferimento della sede da Via Espinasse alla Casa del 900,Villa Tovaglieri, ma soprattutto la donazione al Comune di Busto di tutto il patrimonio digitalizzato del Museo Partigiano, ora disponibile su internet, assieme a quello dell’altro museo del Raggruppamento, quello di Ornavasso (val Toce), due pietre miliari per la conservazione della storia della Resistenza .
In accordo con Mario Colombo aveva informato di tutte le iniziative, soprattutto quelle del 70°, gli amici della missione statunitense Chrysler Mangosteen, in particolare il tenente Icardi, il capitano Corvo e sottotenente Daddario e tutta l’OSS (Organisation Strategic Service) con una pergamena di ringraziamento (autunno 2016) che diceva “I’m glad to transmit you a Thanking Parchment in memory of the help received in the Liberation of Italy-cooperating with our Resistenza”.
Negli ultimi tempi non riusciva più a tornare a Busto e dall’alto della casa sulla punta di una collinetta del comune di Premeno che spaziava su tutto il lago Maggiore ci incoraggiava comunque; voleva essere informato di tutte le iniziative e non si stancava di dare suggerimenti, con la voce sempre più incerta.
In giugno 2017 una rappresentanza del Raggruppamento, composta dal presidente e vice presidenti (Mainini, Vignati, Tosi, Mariani) gli aveva recapitato in una semplice cerimonia un attestato di ringraziamento “in riconoscimento del contributo offerto alla lotta partigiana di cui ha condiviso i rischi e gli impegni diventando esempio di autentica educazione alla libertà e alla democrazia. E per la sua lunga appassionata, competente testimonianza dei valori della Resistenza alla guida per tanti anni fecondi del Raggruppamento Divisioni Patrioti Alfredo Di Dio e della FIVL-Federazione Italiana Volontari della Libertà”.

Con lui se ne va un pezzo di storia, della nostra storia comune.

Cari amici,
con dolore e commozione salutiamo Guido De Carli, partigiano e Presidente Emerito della nostra Federazione.
Il nostro più forte abbraccio ai figli, Anna e Paolo, ai famigliari tutti e agli amici dell’Associazione Raggruppamento Divisioni Patrioti Alfredo di Dio, di cui a lungo Guido è stato presidente.
I funerali si svolgeranno mercoledì 14 febbraio, alle ore 11.00, nella Chiesa di Pollino, frazione di Premeno.
Vogliamo ricordare Guido, emozionato e sorridente, mentre riceve la Medaglia della Liberazione dalle mani del Ministro Pinotti nel 70.mo della Liberazione, e con le parole del nostro Presidente, Francesco Tessarolo.

In ricordo di Guido De Carli, Presidente emerito della Federazione Italiana Volontari della Libertà

A nome della Federazione Italiana Volontari della Libertà e mio personale, voglio esprimere profondo cordoglio per la scomparsa del nostro Presidente emerito, Guido De Carli.
Ho potuto conoscerlo personalmente solo qualche anno fa e mi hanno subito colpito la sua passione e generosità, unite a una costanza e a un impegno inarrestabili, gli stessi tratti che accomunavano i protagonisti della Resistenza, tutti intransigenti verso se stessi prima che verso gli altri, “limpidi e diritti, liberi ed intensi” come recita la “Preghiera del Ribelle” del beato Teresio Olivelli.
Anche per questo la sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, ma il suo esempio e i suoi insegnamenti, uniti a quelli dei Presidenti che lo hanno preceduto alla guida della F.I.V.L., costituiscono le forti radici della nostra Federazione e ci spronano a guardare con fiducia al futuro pur nei tempi difficili in cui viviamo, per continuare a far crescere un’Italia libera, pacifica e democratica.

La FIVL e l'Associazione Partigiani Osoppo-Friuli invitano a partecipare alla commemorazione del 73° anniversario dell'eccidio della Malghe di Porzus.
Venerdì 9 febbraio alle ore 20,45 presso il Centro culturale delle Grazie a Udine si terrà la lettura scenica su testo di Giannino Angeli dal titolo "Il Diario di Bolla". Regia di Claudio Mezzelani.
Domenica 11 febbraio alle ore 10 a Faedis in piazza 1° maggio dopo l'onore ai Caduti intervento del sindaco di Faedis, Claudio Zani e saluto del Presidente dell'APO, Cesare Marzona.
Alle 11 a Canebola Santa Messa concelebrata da don Gianni Arduini e don Federico Saracino.
Alle 11,45 interventi dei rappresentanti delle istituzioni e relazione ufficiale del Presidente della Federazione Italiana Volontari della Libertà FIVL Francesco Tessarolo.

Benvenuti nel nuovo sito web di FIVL, Federazione Italiana Volontari della Libertà.

Il progetto nasce dall’esigenza di creare momenti di interazione generazionale, nella quale trasferire il valore storico esistenziale delle esperienze vissute. Trasferire significa fare in modo che quei sentimenti, quelle esperienze, che hanno motivato l’azione e il sacrificio di molti, siano sentite dalle nuove generazioni non come vissuto dagli antenati, bensì come realtà concreta del proprio presente valoriale.

Lo strumento si orienta perciò alla diffusione degli ideali, alla condivisione, diffusione e fruibilità di documenti e testimonianze, attraverso il contributo e l’interazione delle associazioni confederate.

Un cammino ideale verso una concreta manifestazione di come la testimonianza possa costituire un patrimonio valoriale, tangibile e tramandabile, per le generazioni di oggi e quelle che verranno.

Rassegna stampa APPUNTAMENTI

In occasione della cerimonia di commemorazione del 72° anniversario dell’eccidio delle malghe di Porzus, organizzata dalla Associazione Partigiani Osoppo Friuli, la Federazione italiana Volontari della Libertà (FIVL) ha partecipato con una folta delegazione alla cerimonia che si è svolta a Faedis e Canebola (in provincia di Udine).
Durante l’evento sono intervenuti il sottosegretario alla Difesa on. Domenico Rossi, la presidente della Regione Debora Serracchiani, il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini oltre a numerosissimi sindaci della Regione. Numerose anche le autorità civili e militari presenti, fra i quali il Prefetto ed il Questore di Udine, il comandante Regionale dei Carabinieri, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, parlamentari, consiglieri regionali e numerosi cittadini.
Molto apprezzato l’intervento della Medaglia d’oro al valor militare Paola Del Din, osovana e presidente emerito della FIVL la quale si è richiamata ai valori che spinsero lei e altri giovani di allora a partecipare alla lotta di liberazione.
Il saluto della Federazione è stato portato dal Presidente Francesco Tessarolo, il quale ha ricordato che “a distanza di oltre settant'anni dai tragici fatti di Porzûs e dagli altri innumerevoli episodi di violenza e barbarie che caratterizzarono gli ultimi venti mesi del secondo conflitto mondiale, non siano tanto le vicende militari o le contrapposizioni politiche tra le varie anime della Resistenza italiana da porre in evidenza, quanto gli aspetti morali ed ideali che accompagnarono tutta la lotta di liberazione e portarono alla nascita della Repubblica italiana.
Nel corso della cerimonia è stato dato ampio rilievo alla recente decisione della Regione Friuli Venezia Giulia di affidare le Malghe di Porzus, dichiarate monumento storico culturale di interesse nazionale, in gestione alla Associazione Partigiani Osoppo la quale avrà il compito di provvedere alla valorizzazione storica e culturale del compendio situato in comune di Faedis. Altrettanto rilievo ha assunto la presenza ufficiale, per la prima volta dopo 72 anni, di una delegazione dell’ANPI provinciale che, alcune settimane fa era stata ufficialmente invitata dalla Associazione Partigiani Osoppo.
La FIVL condivide la soddisfazione dell’APO per il clima composto e condiviso che ha caratterizzato la celebrazione e che ha trovato conferma nelle parole del presidente nazionale dell’ANPI Carlo Smuraglia, il quale, riferendosi alla presenza della delegazione provinciale dell’ANPI stessa, ha affermato che abbiamo assistito a “un ‘disgelo’ positivo, perché non si risolve in una sorta di ‘abbraccio’ formale, senza motivazioni e spiegazioni, come per ‘chiudere’ o coprire con un velo pietoso una vicenda, ripeto, dolorosa, ma prende atto della sua drammaticità e cerca di collocarla nel tempo, consentendo così che il ricordo e le celebrazioni siano patrimonio di tutti.
Come scrive Smuraglia, vicende drammatiche come quella di Porzus hanno prodotto “un dolore che non può, non deve trasformarsi nella coltivazione dell’odio”. Mentre “non bisogna calare ‘veli pietosi’ sulle vicende, anche le più complesse” conclude il presidente dell’ANPI con una osservazione che l’APO e la FIVL sottoscrivono in pieno “non bisogna neppure consentire che le divisioni e le divergenze si protraggano nel tempo, senza alcun vantaggio né per la verità, né per la giustizia storica”.

Voghera, 8 febbraio 2017 FEDERAZIONE ITALIANA VOLONTARI DELLA LIBERTA’