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Il valore della libertà, una conquista da tramandare
Rassegna stampa | Social

A cura dell’Associazione «Fiamme Verdi» di Brescia, in collaborazione con l’Archivio storico della Resistenza bresciana e dell’Età contemporanea, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con il sostegno della Provincia di Brescia e con il patrocinio della F.I.V.L. – Federazione Italiana Volontari della Libertà venerdì 14 settembre 2018 alle ore 17:30 presso la Saletta Sant’Agostino, Palazzo Broletto, Piazza Paolo VI – Brescia verranno presentati i «Quaderni del Ribelle» in copia anastatica.

Interverranno: Pier Luigi Mottinelli, Presidente della Provincia di Brescia, Roberto Tagliani, Associazione «Fiamme Verdi» Brescia / F.I.V.L., Rolando Anni, Archivio storico della Resistenza bresciana e dell’Età contemporanea

A due anni di distanza dalla ristampa anastatica della serie completa di «Brescia Libera» e «il ribelle» (1943-1945) l’Associazione “Fiamme Verdi” di Brescia prosegue il suo progetto di rivalutazione dei valori del movimento resistenziale con la ristampa dei «Quaderni del ribelle» (1944-1945). Si tratta di undici fascicoletti, stampati e diffusi clandestinamente, nei quali sono raccolte testimonianze preziose, talora pungenti e polemiche ma sempre attualissime nella difesa e promozione dei princìpi che furono alla base della “pedagogia della libertà e della responsabilità” del mondo resistenziale cattolico, portata avanti dagli artefici di quella straordinaria stagione di impegno; testimonianze oggi pressoché inattingibili, a causa dello stato di precaria conservazione degli originali.

La ristampa, resa possibile grazie alla collaborazione dell’Archivio storico della Resistenza bresciana e dell’Età contemporanea dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia e realizzata con il sostegno della Provincia di Brescia, rende nuovamente disponibili contenuti e riflessioni, offrendole alla meditazione e all’educazione delle generazioni vecchie e nuove.

In questo delicato momento storico, segnato dal costante riemergere di rigurgiti d’intolleranza fascista, i semplici fogli di questi «Quaderni» vogliono essere, nelle intenzioni dei promotori, una risposta valoriale e nonviolenta al risollevarsi di atteggiamenti di razzismo, d’intolleranza, di rivendicazione sovranista, di egoismo sociale e politico, di ricerca del capro espiatorio da abbattere a ogni costo, che furono il primo nutrimento del fascismo, che proprio perseguendo quella linea ideologica condusse l’Italia verso le tragedie della dittatura e della guerra.

Coordinamento Provinciale “Fiamme Verdi”, Brescia.

Il 9 settembre ricorre il 75° anniversario dell’uccisione di Anna Maria Rivieri, prima vittima civile della nostra città.

Anna Maria Rivieri, spensierata bambina undicenne, fu colpita vicino alla propria casa, da una cannonata sparata contro un convoglio ferroviario di militari tedeschi in sosta fuori della stazione di Massa. A ricordare la vittima e l’evento sono unitamente impegnate l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra e l’Associazione Apuana Volontari della Libertà con una deposizione floreale sabato 8 settembre alle ore 18 nel luogo dove cadde il colpo mortale di mortaio in via San Remigio di Sotto presso il civico n. 29 per proseguire alle ore 19 con la celebrazione della S. Messa officiata da Mons. Giuseppe Peretti presso la chiesa di Turano. Insieme alla giovane vittima, l’occasione ci stimola a ricordare, con commossa partecipazione, tutte le vittime civili per causa di guerra. A tutti coloro che condividono tali sentimenti un invito al ricordo e alla partecipazione.
Massa 6 settembre 2018

Associazione Apuana Volontari della Libertà Associazione
Nazionale Vittime Civili di Guerra

Alessandro Canestrari coordinò la Resistenza nella brigata partigiana Luciano Manara (come attesta il certificato su carta azzurrina) che guidò.
Venne catturato e torturato ma non rivelò i nomi degli altri combattenti per la libertà.
Finì nel lager di Bolzano con il numero di matricola 9586 e il triangolo rosso dei prigionieri politici.
Fu caricato per tre giorni su un treno con destinazione il campo di Dachau che non partì mai a causa del bombardamento alleato della linea del Brennero.

In allegato potrete trovare l'articolo completo.

Domenica 02 settembre 2018 dalle ore 10.30, presso il Museo Partigiano di Ornavasso (VB) si terrà una manifestazione dedicata al Beato Teresio Olivelli, Alpino e Partigiano.
Previa prenotazione sarà possibile pranzare presso la struttura coperta allestita dal Comitato Festeggiamenti della Madonna del Boden.
Per maggiori dettagli, approfondimenti e prenotazioni: 340 5948277 (Professoressa Margherita Zucchi), 392 0417168 o marelfu@alice.it (Emanuele Rossi, Presidente del Museo Partigiano “Alfredo Di Dio)

Sabato 15 settembre alle ore 17 a Lucca presso la sala conferenze della Pia Casa, si terrà a cura dell’Associazione Toscana Volontari della Libertà (ATVL), un convegno dal titolo “Manrico Ducceschi: il comandante Pippo e l’XI zona patrioti”.
L’evento, patrocinato da FIVL, FIAP, ANPI, Istituto Storico della Resistenza di Lucca, sarà introdotto dai saluti di Walter Ramacciotti, delegato della Federazione delle Associazioni Partigiane a Lucca, Luciano Luciani, delegato delle associazioni partigiane nel consiglio di ISREC, Gabriella Paolini, Presidente Comitato Provinciale Anpi e Paola Rossi, membro del direttivo Anpi Lucca.
Nella ricorrenza dei settanta anni dalla tragica scomparsa di Ducceschi, avvenuta in circostanze mai chiarite in un appartamento in Piazza San Michele a Lucca, si intende parlare della scelta di resistenza di un uomo indipendente, che mantenne sempre saldi i valori di libertà e di eguaglianza. Che combatté il nazifascismo sulle montagne della valle del Serchio tra il 1944 e il 1945, perdendo in combattimento decine di uomini.
A parlare del comandante saranno Andrea Giannasi, storico e consigliere nazionale della FIVL, che presenterà la riedizione delle “Relazioni sull'attività militare svolta dalle formazioni patriottiche operanti alle dipendenze del Comando XI Zona dell'Esercito di Liberazione Nazionale”, la presidente di ATVL Simonetta Simonetti, Virginio Monti dell’ANPI e Laura Poggiani, nipote di Ducceschi.
E’ stata scelta dall’Associazione Toscana volontari della Libertà come sede dell’incontro la Pia Casa perché rappresenta più di altri il luogo di martirio, sofferenza, privazione della libertà, violenza e soverchieria del male nazifascista.
Al centro dell’attenzione nella giornata di studi anche uno dei pensieri tratti dall’Ordine del giorno del marzo del 1945 redatto da Pippo. Illuminante e attuale quando l’uomo militare cerca di tracciare le linee di pensiero per la nuova nazione: “Il nostro lavoro deve operare esclusivamente su di un piano di valori morali. L’uomo prima di raggiungere una maturità politica deve avere raggiunto prima una maturità morale. Prima di conoscere le Leggi con cui poter governare la società, deve acquistare la conoscenza di come governare se stesso: l’uomo deve essere prima uomo e poi cittadino”.
Saranno presenti all’incontro anche le vicepresidenti di ATVL Gemma Giannini e Patrizia Pieroni, che chiuderanno l’incontro con i saluti.
Sarà presente anche la delegazione di AVL Massa legata alla storia dei Patrioti Apuani, con il presidente Giancarlo Rivieri.

Lo scorso 26 luglio il Consiglio comunale di Bastia Mondovì ha approvato all’unanimità il Protocollo d’intesa fra il Comune, la Federazione Italiana Volontari della Libertà e l’Associazione Volontari della Libertà del Piemonte, protocollo che è finalizzato alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale costituito dal Sacrario Partigiano e dalla Biblioteca della Resistenza che trovano sede a Bastia Mondovì. Si tratta di un accordo importante e anche innovativo per certi aspetti, perché mette assieme l’ente pubblico e i soggetti privati per promuoverne la conoscenza e ad assicurarne le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica di beni culturali che richiedono necessari interventi di manutenzione e valorizzazione. Sentiamo i protagonisti di questo innovativo percorso.
Anzitutto Paolo Crosetti, sindaco di Bastia Mondovì dal 2012.
“Bastia Mondovì – esordisce Paolo Crosetti – fu dal 1943 al 1945 il crocevia per le attività delle forze partigiane che parteciparono alla lotta di liberazione nel Piemonte. Qui in particolare operarono dall'aprile 1944 fino alla Liberazione le formazioni autonome del 1° Gruppo Divisioni Alpine comandate da Enrico Martini Mauri che combatterono in zona. Proprio per questo motivo – prosegue il sindaco Crosetti - nell’immediato dopoguerra fu deciso di realizzare a Bastia un sacrario in ricordo di coloro che erano caduti per la libertà della Patria: venne individuata per tale scopo la cima del Colle San Bernardo, ove sorgeva una piccola scuola elementare con annessa Cappella dedicata al santo. La costruzione del Sacrario, dedicato ai caduti del 1° Gruppo Divisioni Alpine, ebbe inizio nel 1947 e l’inaugurazione si tenne il 14 ottobre 1951, alla presenza del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi.”
Sentiamo ora il presidente della Associazione Volontari della Libertà del Piemonte, la storica associazione che raccoglie coloro che aderirono alle formazioni partigiane autonome: Mario Anacar, torinese, alle spalle una carriera di dirigente industriale:
“Bastia Mondovì è sempre rimasta nel cuore dei partigiani autonomi – inizia Anacar - ed in particolare questo legame fu decisivo per convincere mio fratello Giuseppe a donare nel 2005 tutta la sua biblioteca composta di migliaia di volumi e uno sterminato archivio, al Comune di Bastia. Fu una decisione meditata cui seguirono gli opportuni passi formali: venne assunta una delibera di accettazione da parte del consiglio comunale e sottoscritto un atto notarile con il quale si stabilivano i termini della donazione al Comune. Devo dire – continua Anacar – che il Comune di Bastia ha fatto molto per custodire e valorizzare quanto ricevuto da mio fratello Giuseppe, prima ristrutturando l’edificio già sede della Confraternita di Sant’Antonio dove ha trovato sede la Biblioteca comunale, acquistando poi le scaffalature e l’arredamento che oggi la rendono ordinata e accogliente.
Da ultimo Francesco Tessarolo, di Bassano del Grappa, una carriera di insegnante appena conclusa, da due anni presidente della Federazione Italiana Volontari della Libertà: “Sono venuto nello scorso mese di maggio alla cerimonia che ogni anno il Comune e l’Associazione Volontari della Libertà organizzano per ricordare i caduti del 1° Gruppo Divisioni Alpine e il loro mitico comandante Enrico Martini Mauri. Con me era presente l’intera Giunta esecutiva della Federazione, poiché per noi il Piemonte rappresenta un punto centrale della nostra storia, così ben rappresentato dalla figura di Enrico Martini Mauri. Devo dire che abbiamo ritrovato molti amici e devo ringraziare il sindaco Paolo Crosetti per l’accoglienza che ci ha riservato. L’occasione è stata propizia per riannodare tanti fili di una storia che non vogliamo interrompere: per noi il sacrario partigiano di Bastia è un luogo importante, così come la Biblioteca comunale che raccoglie i volumi donati da Giuseppe Anacar, mentre è stata una vera sorpresa la scoperta che l’archivio raccoglie una buona parte dell’archivio storico della FIVL e che Giuseppe Anacar raccolse con cura evitando che venisse disperso.
Tutto questo – prosegue Tessarolo – ci ha spinto a proporre al Comune un documento nel quale esprimiamo la volontà di valorizzare al meglio questi beni culturali che fanno parte della memoria storica delle genti piemontesi, ma anche del mondo delle formazioni partigiane autonome che hanno avuto un ruolo fondamentale nella Resistenza. Si tratta di beni culturali che hanno un profondo valore storico, ma soprattutto morale e spirituale. Il protocollo che il Comune ha accettato ed approvato vuole significare proprio questo e la volontà dei tre sottoscrittori di valorizzare sia il Sacrario che la Biblioteca/Archivio.”
Chiediamo a tutti un commento guardando al futuro.
“Il protocollo d’intesa per noi è un passo importante – afferma il sindaco Crosetti – perché tutti sappiamo le condizioni in cui versano i piccoli comuni come il nostro, praticamente privi di risorse. Trovare soggetti veramente interessati a intervenire su questi patrimoni ci incoraggia a fare ancora di più, nella convinzione che, come sempre, l’unione fa la forza. Un primo passo al quale sicuramente ne seguiranno altri. “
“Abbiamo molto apprezzato la presenza della Presidenza della FIVL a Bastia nello scorso mese di maggio – esordisce Mario Anacar – e la sottoscrizione del protocollo d’intesa ci aiuterà molto a valorizzare la storia delle formazioni autonome piemontesi, la cui storia in realtà è ancora poco conosciuta. Ripartiamo da Bastia, dal suo Sacrario e dalla sua Biblioteca – Archivio. Riprendiamo in mano la nostra storia, così nobile e così carica di significato soprattutto per il mondo di oggi e per il mondo di domani. Questo è il mio augurio e il mio auspicio. “
“Questo con il Comune di Bastia è il primo esempio di protocollo d’intesa – premette Francesco Tessarolo – ma la nostra intenzione sarebbe quella di continuare su questa strada anche in tutte le nostre realtà: si tratti del Museo della Resistenza di Lucca, del Museo di Ornavasso, delle malghe di Porzus, del sacello di Granezza, o degli importanti archivi che tante delle nostre Associazioni posseggono, noi vorremmo che in tutti i casi si riesca ad applicare questo modello. Bastia Mondovì è un po’ il battistrada per coinvolgere le nostre realtà locali, assieme agli enti territoriali e la nostra realtà nazionale della Federazione che si pone a servizio di tutti sollecitando e curando che tutte le risorse di coinvolgano per salvaguardare e valorizzare ciò che l’incuria rischia inevitabilmente di far perdere.”

Nel 70° Anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione Repubblicana (1* gennaio 1948) l’Associazione “Fiamme Verdi” di Brescia ritorna, come ogni anno, sui luoghi simbolo della propria idealità partigiana e invita tutte le bresciane e tutti i bresciani a salire sui “monti ventosi” della Valcamonica per il tradizionale appuntamento “Fiamme Verdi in Mortirolo”, in memoria dei Caduti per la Libertà.

Come sempre, la chiesetta di San Giacomo in Mortirolo (comune di Monno) sarà la cornice suggestiva della cerimonia in ricordo delle battaglie campali lì combattute tra il febbraio e il maggio del 1945; un teatro di durissimi scontri e di eroici sacrifici di molte giovani vite.

La cerimonia, promossa dal Coordinamento Provinciale dell’Associazione “Fiamme Verdi”, avrà luogo domenica 2 settembre 2018 e si svolgerà secondo il seguente programma:

- ore 9:30 Ritrovo presso la chiesetta di San Giacomo in Mortirolo
- ore 10:15 Santa Messa celebrata da mons. Tino Clementi, cappellano delle FF.VV.
a seguire Saluti del Coordinamento provinciale Fiamme Verdi Saluto delle autorità Orazione ufficiale tenuta dal dott. Filippo Perrini, Presidente della Cooperativa Cattolico Democratica di Cultura Onore ai caduti

Si pregano le SS.VV. di voler segnalare l’appuntamento con significativa visibilità, nelle forme ritenute più idonee. Le SS.VV. sono, altresì, invitate a prendere parte alla cerimonia.

Ringraziando anticipatamente, saluto con la più viva cordialità,
Associazione “Fiamme Verdi” Brescia
Il Coordinamento Provinciale

Il 15 agosto 1944, Festa della Assunta, la zona di Reana del Rojale, un comune a Nord di Udine, fu investita da un imponente rastrellamento da parte delle truppe tedesche. Da parecchi mesi infatti i partigiani della Osoppo Friuli, guidati da Marino Silvestri, avevano preso di mira la linea ferroviaria Pontebbana, che passa proprio nel territorio di Reana. Questa ferrovia era strategica per l’esercito tedesco: attraverso il valico di Tarvisio infatti consentiva il collegamento diretto con l’Austria e la Germania, in pratica aveva la stessa importanza del collegamento dal Brennero. I “guastatori” della Osoppo, riforniti e istruiti dagli agenti della missione britannica, utilizzavano l’esplosivo plastico che veniva posto sotto i binari: ogni giorno qualche tratto della linea era fatto saltare e, di conseguenza, il transito dei treni era costretto a lunghe interruzioni. I tedeschi, evidentemente esasperati da questa situazione decisero di attuare una azione di forza, per convincere la popolazione a non dare sostegno agli osovani.

Nella mattinata del 15 agosto (testimoni dicono verso le nove) circa un centinaio di soldati tedeschi e fascisti, dopo aver circondato il paese, iniziarono un sistematico rastrellamento, fermando tutte le persone con più di 15-16 anni. Tutti i fermati venivano portati nella piazza della chiesa di Reana dove si era appostato un reparto tedesco con le mitragliatrici. Dopo alcune ore di rastrellamento furono portate nella piazza 5/600 persone: possiamo immaginare l’animo di questi poveri, costretti per ore sotto il sole cocente, senza mangiare e senza bere, circondati dai soldati tedeschi con la mitragliatrice puntata e senza sapere a quale destino sarebbero andate incontro. Sempre le testimonianze ci dicono che verso le cinque del pomeriggio giunsero numerosi camion e autocorriere i quali, dopo aver caricato i prigionieri, ripartirono alla volta di una caserma udinese. Una buona parte dei prigionieri fu liberata nei giorni successivi, dopo gli accertamenti, ma alcuni furono deportati nei campi di concentramento e alcuni di questi purtroppo non vi fecero ritorno.

Ma un altro fatto sconvolse quella giornata che avrebbe dovuto essere di festa: due osovani, Gian Carlo Marzona “Piero” e Fortunato Delicato “Bologna” si vennero a trovare proprio nel mezzo di tale situazione: furono visti passare con il loro furgoncino, furono anche messi in guardia dal rastrellamento in corso e di cambiare tragitto, ma evidentemente il senso di sfida dovette prevalere in loro. Proseguirono nel loro percorso probabilmente confidando nella efficacia del lasciapassare di cui disponevano, ma furono fermati al Bivio Morena e nella perquisizione che seguì vennero trovate le armi che trasportavano. Per loro non ci fu scampo: furono messe in atto le disposizioni previste in questo caso, con la fucilazione immediata senza alcun processo. I corpi di Piero e Bologna furono lasciati per ore sulla strada così che la gente di Reana, transitando sui camion sulla quale era stata caricata a forza, vide la scena dei due cadaveri stesi a terra: quella scena, unita al dramma della prospettiva della prigionia o ancora peggio dovette costituire un colpo al cuore e un’ondata di tristezza e di angoscia dovette investire tutti i prigionieri.

Subito dopo la fine della guerra sul luogo della fucilazione fu posta una lapide a ricordo dei due osovani, e ogni anno, al 15 agosto, puntualmente i loro amici si sono ritrovati al Bivio Morena per ricordarne il loro sacrificio. Alla cerimonia ha partecipato fino allo scorso anno anche Cesare Marzona, fratello di Gian Carlo e per lunghi anni presidente dell’APO. Ogni anno Cesare ci ha dato testimonianza di una fedeltà alla memoria e al testo stesso una grande nobiltà d’animo, in grado di dare un giudizio sulla storia degli uomini, così carica di ingiustizie e dolori, indicando percorsi di riconciliazione.

Da quest’anno Cesare Marzona non c’è più, ma il ricordo di Gian Carlo e Fortunato non è venuto meno: il 15 agosto saremo ancora in tanti a ricordarli, a ricordare la loro giovane vita ed il loro sacrificio. La cerimonia è stata organizzata assieme all’ANPI e al Comune di Reana del Rojale.

Benvenuti nel nuovo sito web di FIVL, Federazione Italiana Volontari della Libertà.

Il progetto nasce dall’esigenza di creare momenti di interazione generazionale, nella quale trasferire il valore storico esistenziale delle esperienze vissute. Trasferire significa fare in modo che quei sentimenti, quelle esperienze, che hanno motivato l’azione e il sacrificio di molti, siano sentite dalle nuove generazioni non come vissuto dagli antenati, bensì come realtà concreta del proprio presente valoriale.

Lo strumento si orienta perciò alla diffusione degli ideali, alla condivisione, diffusione e fruibilità di documenti e testimonianze, attraverso il contributo e l’interazione delle associazioni confederate.

Un cammino ideale verso una concreta manifestazione di come la testimonianza possa costituire un patrimonio valoriale, tangibile e tramandabile, per le generazioni di oggi e quelle che verranno.

Rassegna stampa APPUNTAMENTI

In occasione della cerimonia di commemorazione del 72° anniversario dell’eccidio delle malghe di Porzus, organizzata dalla Associazione Partigiani Osoppo Friuli, la Federazione italiana Volontari della Libertà (FIVL) ha partecipato con una folta delegazione alla cerimonia che si è svolta a Faedis e Canebola (in provincia di Udine).
Durante l’evento sono intervenuti il sottosegretario alla Difesa on. Domenico Rossi, la presidente della Regione Debora Serracchiani, il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini oltre a numerosissimi sindaci della Regione. Numerose anche le autorità civili e militari presenti, fra i quali il Prefetto ed il Questore di Udine, il comandante Regionale dei Carabinieri, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, parlamentari, consiglieri regionali e numerosi cittadini.
Molto apprezzato l’intervento della Medaglia d’oro al valor militare Paola Del Din, osovana e presidente emerito della FIVL la quale si è richiamata ai valori che spinsero lei e altri giovani di allora a partecipare alla lotta di liberazione.
Il saluto della Federazione è stato portato dal Presidente Francesco Tessarolo, il quale ha ricordato che “a distanza di oltre settant'anni dai tragici fatti di Porzûs e dagli altri innumerevoli episodi di violenza e barbarie che caratterizzarono gli ultimi venti mesi del secondo conflitto mondiale, non siano tanto le vicende militari o le contrapposizioni politiche tra le varie anime della Resistenza italiana da porre in evidenza, quanto gli aspetti morali ed ideali che accompagnarono tutta la lotta di liberazione e portarono alla nascita della Repubblica italiana.
Nel corso della cerimonia è stato dato ampio rilievo alla recente decisione della Regione Friuli Venezia Giulia di affidare le Malghe di Porzus, dichiarate monumento storico culturale di interesse nazionale, in gestione alla Associazione Partigiani Osoppo la quale avrà il compito di provvedere alla valorizzazione storica e culturale del compendio situato in comune di Faedis. Altrettanto rilievo ha assunto la presenza ufficiale, per la prima volta dopo 72 anni, di una delegazione dell’ANPI provinciale che, alcune settimane fa era stata ufficialmente invitata dalla Associazione Partigiani Osoppo.
La FIVL condivide la soddisfazione dell’APO per il clima composto e condiviso che ha caratterizzato la celebrazione e che ha trovato conferma nelle parole del presidente nazionale dell’ANPI Carlo Smuraglia, il quale, riferendosi alla presenza della delegazione provinciale dell’ANPI stessa, ha affermato che abbiamo assistito a “un ‘disgelo’ positivo, perché non si risolve in una sorta di ‘abbraccio’ formale, senza motivazioni e spiegazioni, come per ‘chiudere’ o coprire con un velo pietoso una vicenda, ripeto, dolorosa, ma prende atto della sua drammaticità e cerca di collocarla nel tempo, consentendo così che il ricordo e le celebrazioni siano patrimonio di tutti.
Come scrive Smuraglia, vicende drammatiche come quella di Porzus hanno prodotto “un dolore che non può, non deve trasformarsi nella coltivazione dell’odio”. Mentre “non bisogna calare ‘veli pietosi’ sulle vicende, anche le più complesse” conclude il presidente dell’ANPI con una osservazione che l’APO e la FIVL sottoscrivono in pieno “non bisogna neppure consentire che le divisioni e le divergenze si protraggano nel tempo, senza alcun vantaggio né per la verità, né per la giustizia storica”.

Voghera, 8 febbraio 2017 FEDERAZIONE ITALIANA VOLONTARI DELLA LIBERTA’