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Appuntamenti

4 luglio 2015

Sabato 4 luglio 2015 presso il Monte Penice, Menconico (PV), si terrà la manifestazione Italo Alleati Monte Penice.
Si prega di confermare la partecipzione entro il giorno 26/06/2014.
Nell'allegato si potrà trovare l'invito completo e il programma.


2 luglio 2016

Sabato 2 Luglio 2016 presso Monte Penice, Menconico (PV), si terrà l'annuale manifestazione nazionale FIVL.
La vostra presenza sarà molto gradita.
Si prega di confermare la partecipazione entro il 28 giugno 2016


Per maggiori informazioni si prega di scaricare il volantino in allegato.


21 giugno 2015

Domenica 21 giugno presso il Bosco Romagno in località di Spessa, la cerimonia che l’A.P.O. organizza per ricordare i patrioti osovani caduti al Bosco Romagno e per la consegna della “Medaglia della Liberazione” conferita dal Ministero della Difesa a 37 patrioti osovani.


Mercoledì 29 aprile presso l'aula Vismara (G.019) dell'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano si terrà la proiezione del film documentario Bisagno.

Per maggiori informazioni sul documentario invitiamo a visitare il sito http://www.bisagnofilm.com


22 aprile 2015

Verrà premiato il 22 aprile dal presidente Mattarella a Roma al palazzo Barberini.

Nell' articolo "Lettera al Corriere della Sera", Roberto Tagliani dell'associazione Fiamme Verdi di Brescia precisa alcune inesattezze riguardo l'articolo pubblicato nell' inserto bresciano del Corriere della Sera.


24 aprile 2015

L'incontro, che rientra nel contesto del settantesimo anniversario della Liberazione 1945-2015, si terrà presso l'aula magna del Collegio Ghislieri di Pavia, nella mattinata di venerdì 24 aprile prossimo, a partire dalle ore 09.15.

L'evento è organizzato da: Comune di Pavia, Collegio Ghislieri e Apc-Associazione partigiani cristiani, che l'ha promosso, con la collaborazio0ne di: Fivl-Federazione italiana volontari della libertà e Anpi- Associazione nazionale partigiani d'Italia Comitato regionale e provinciale e con l'adesione di varie realtà del territorio. Relatori ufficiali saranno il prof. Giulio Guderzo di Pavia e la prof.ssa. Carla Bianchi Iacono di Milano.

Hanno assicurato la loro presenza delegazioni studentesche provenienti da tutte le Scuole superiori cittadine.


11 aprile 2015

Il Convegno è organizzato da ALUMNI CATTOLICA, Associazione “Ludovico Necchi” e Apc (Associazione partigiani cristiani) con la collaborazione della Fivl (Federazione italiana volontari della libertà) cui l'Apc è federata.


16 aprile 2015

Museo della Resistenza di Ornavasso Giovedì 16 Aprile, ore 20,45

Estate che mai dimenticheremo
di Marcello Venturi
Interpreti : Luciana Grassi, Fabio Iacopino, Alberto Cerutti
1944: Faier
di Andrea Zanzotto
Interpreti: Agostino Roncallo

Si sentì più alto
di Ada Gobetti Interpreti: Arianna Filippi, Mirko Zullo, Fabrizio Borsani

Polenta e formaio zé bon
di Mario Rigoni Stern
Interpreti: Alessandra Freschin


19 marzo 2015

Museo della Resistenza di Ornavasso Giovedì 19 Marzo, ore 20,45

Vuoi?
di Mahmud Darwish
Interpreti: Cinzia Mupo

Spartak Mosca
di Mario Alessandro Curletto Interpreti: Mirko Zullo Gli Americani di Rino Romano
Interpreti: Rino Romano, Fabrizio Borsani, Alberto Cerutti

Il Nobel oppresso dal regime
di Paolo Ferrante, Cinzia Mupo Interpreti: Paolo Ferrante

La fine e l’inizio
Di Wislawa Szimborska
Interpreti: Alessandra Freschini


19 febbraio 2015

Museo della Resistenza di Ornavasso Giovedì 19 Febbraio, ore 20,45

Il disertore
di Isaak Babel
Interpreti: Arianna Filippi, Maria Grazia Dante, Fabio Iacopino

Il vero eroe
di Emilio Lussu
Interpreti: Agostino Roncallo, Alberto Cerutti, Mirko Zullo

I disobbedienti dell’Intra
di Agostino Roncallo
Interpreti : Fabrizio Borsani, Alessandra Freschini

Nuove stanze
di Eugenio Montale
Interpreti: Renato Napoli


8 febbraio 2015

L’iniziativa assunta nel 2008 dalla Camera dei Deputati unanimemente per conferire al complesso delle Malghe di Porzus lo statuto di Monumento nazionale (attualmente -secondo le nuove norme del Codice dei Beni culturali- “sito di interesse storico-culturale”) sancisce il superamento, nell’identità unitaria dell’Italia d’oggi, delle radici di quell’eccidio in cui precipitarono, in un torbido groviglio, feroci ideologismi di una parte, con calcoli e pretese di dominio di una potenza straniera a danno dell’Italia, in una zona martoriata come quella del confine orientale del nostro Paese.
Le ragioni, quelle palesi e quelle occulte, per le quali dei partigiani garibaldini, membri di una formazione legata al Partito Comunista Italiano, uccisero altri partigiani, della formazione Osoppo, ci paiono oggi incomprensibili, tanto sono lontane l’asprezza e la ferocia degli scontri di quegli anni e la durezza di visioni ideologicamente totalitarie. Ne fu certo questo - occorre ribadirlo con forza - il carattere fondamentale della Resistenza italiana, che seppe mantenere uno spirito unitario e condusse con comune impegno la lotta contro il nazismo ed il fascismo repubblichino


2 novembre 2014

Programma della cerimonia di commemorazione che si è tenuta domenica 2 novembre.

Cimitero di Zinola

  • Ore 9,30 : Benedizione e deposizione collana d'alloro al Sacrario dei Caduti.
    Deposizione corone di alloro al Sacrario dei Partigiani, al Cippo dei Caduti nella II Guerra Mondiale (Campo V), al Cippo degli Invalidi di Guerra (Campo U) e alla lapide dei deportati.
  • Ore 9,45: Santa messa alla Cappella Superiore celebrata dal Vescovo della Diocesi Savona - Noli S.E. Mons. Vittorio Lupi

Piazza Mameli

  • Ore 10,45 : Deposizione corona d'alloro al Monumento dei Caduti.

Interno area portuale (Con il patrocinio del Comitato Cittadino della Resistenza Antifascista di Savona)

  • Ore 11,00: Deposizione corona d'alloro alla lapide commemorativa del Pramiar in occasione del 70° anniversario dell'eccidio del 1° novembre 1994.

Zona Porte

  • Ore 11,30: Lancio in mare di corona d'alloro per tutti i Caduti del Mare (a cura della Capitaneria di Porto)

14 dicembre 2013

Sabato 14 dicembre 2013 a Senago, Messa in memoria dei Caduti delle Brigate del Popolo - Chiesa Parrocchiale


21 dicembre 2013

A Senago presso l'Oratorio si tiene l'assemblea dei Soci e Simpatizzanti della Associazione Brigate del Popolo


24 novembre 2013
Domenica 24 novembre 2013  a Sistiana (TS) consegna agli artiglieri di una croce realiozzata con residuati bellici ritrovati nelle trincee del Carso - 1° Guerra Mondiale. AVL Trieste in collaborazione con Associazione Artiglieri.

21 novembre 2013

Carlo Colombo presenta il volume da lui curato "Tre mesi in Portogallo nel 1822"


8 giugno 2014
Raggruppamento Divisioni Patrioti Alfredo Di Dio - Divisione Valtoce - Comuni di Ornavasso e Massiola, con la partecipazione di CAI, ANA, ANPI Cusio, Casa Della Resistenza di Fondotoce, organizzano il Percorso della Memoria SENTIERO "ALFREDO DI DIO"

22 dicembre 2013

A Breno (BS) - Palazzo della Cultura di Breno - Domenica 22 dicembre 2013: Presentazione del libro "NANDO, appunti dal diario di Fernando Sala", di Giacomo Fanetti. Per info: 348 3207983


4 dicembre 2013

Gorgonzola 4-7 dicembre 2013: 1943-2013 I Giusti di Cefalonia. Mostra e visite guidate per le scuole e la cittadinanza


14 dicembre 2013

Presso la Sala Rossa Comune di Savona, Cerimonia di consegna di Benemerenze FIVL e presentazione del libro "Ombre e colori" di Antonio Rossello.


23 novembre 2013

Associazione Fiamme Verdi - Convegno "I simboli della forza, la forza dei simboli" Aula Magna Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia.


25 novembre 2013

A Brescia, lunedì 25 novembre 2013, alle ore 18:30, sarà celebrata una Santa Messa presso la Chiesa di Santa Maria della Pace per ricordare i tanti che, settant’anni fa, partirono da quel luogo di formazione religiosa, culturale e politica che fu, negli anni della seconda guerra mondiale, fucina di spiriti liberi, autenticamente democratici e antifascisti secondo lo spirito del cattolicesimo più autentico, nonché luogo centrale della lotta per la liberazione della nostra città e delle coscienze dei suoi abitanti. Guiderà la riflessione in ricordo dei tanti “Caduti per la Libertà” padre Giulio Cittadini, oratoriano della Pace, partigiano e testimone di quella straordinaria stagione.


12 settembre 2014

Cerimonia per la ricorrenza della prima battaglia della Resistenza a Gorizia.


3 novembre 2013

Mostra iconografica delle corrispondenze dei ragazzi della Divisione Acqui trucidati a Corfù e Cefalonia.

Dal 3 al 14 novembre 2013 presso la Sala Consigliare del Comune di Paolo del Colle (Bari)


11 novembre 2013

Esposizione mostra fotografica nel 70° Anniversario dell'Eccidio della Divisione "Acqui" FIRENZE 11-16 novembre 2013


16 novembre 2013
Sabato 16 novembre 2013 - ore 18.00 - Spazio Cultura "Meno Assenza": Cefalonia, il coraggio della scelta. Mostra fotografica sull'Eccidio della Divisione Acqui - Loggia dei Mercanti - POZZALLO

25 gennaio 2014

Il Museo della Liberazione riceverà sabato 25 gennaio alle ore 11 la delegazione provinciale dell’ANA (Associazione nazionale alpini) guidata dal Presidente Domenico Bertolini, che donerà la terra del Don, luogo a gennaio del 1943 della tragica ritirata dell’Armir. Riceverà la terra il presidente del Museo Fausto Viola e il direttore scientifico Andrea Giannasi. La terra sarà custodita in una urna accanto a quella di Auschwitz, le Fosse Ardeatine, S. Anna di Stazzema, e molti luoghi e cimiteri simbolo dell’orrore umano.


7 febbraio 2014

Venerdì 7 febbraio alle ore 10,30 presso il Museo della Liberazione di Lucca si terrà l’incontro con Erminia Licitri, che dopo la visione del film "L'isola delle Rose. La tragedia di un paradiso" di Rebecca Samonà, parlerà, attraverso testimonianze e documenti, dello sterminio ad Auschwitz della comunità ebraica di Rodi. Interverranno il presidente del Museo Col. Fausto Viola e lo storico Andrea Giannasi. Evento in collaborazione con Aned (Associazione Nazionale ex Deportati). Durante l’evento sarà inaugurata la Mostra di fotografie dal titolo “Oświęcim Auschwitz” a cura di Alessio Duranti (Anpi Siena).


15 febbraio 2014

Il 15 febbraio presentazione alle ore 16 del libro “Tegole spezzate” di Bruno Giannoni sulla tragedia e l’esodo delle comunità italiane dall’Istria, la Venezia Giulia e la Dalmazia. Sarà presente Nadia Sabatti Casalino, esule da Pola. Introduce Andrea Giannasi. Letture di Sandras Tedeschi. Durante l’evento sarà proiettato il corto “L’altra storia” di Aldo rapè e Nicola Vero in collaborazione con l’ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia).


11 aprile 2014

Convegno venerdì 11 e sabato 12 aprile 2014 presso la Scuola "Ermenegildo Pistelli" di Nozzano (Lucca). L’amministrazione comunale di Lucca in occasione delle celebrazioni per i settanta anni dalla Liberazione, organizza in collaborazione con il Museo della Liberazione di Lucca, l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea, l’ANPI di Lucca, e la casa editrice Tra le righe libri, il convegno dal titolo “Da rastrellati a partigiani” che prende spunto dal diario di Nello Orsi; il giovane lucchese nell’agosto del 1944 venne catturato, con il fratello Franco, dalle SS della XVI divisione; condotti presso la Pia Casa e poi impiegati come lavoratori coatti sulla Linea Gotica i due riuscirono a fuggire nella zona di Ravenna ed aggregarsi alla 28ma Brigata Garibaldi di Arrigo Boldrini “Bulow”. Il giorno 11 aprile si terrà un incontro con gli studenti dell’Oltreserchio presso la scuola “Custer De Nobili” di S. Maria a Colle. Il giorno successivo alle 10 si aprirà il convegno al quale parteciperanno Gian Luigi Melandri (ISREC Ravenna), Andrea Giannasi (Museo della Liberazione Lucca), Gianluca Fulvetti (ISREC Lucca), Elda Carlotti (Ass. Il Castello), Paola Rossi (ANPI Lucca) e Claudio Orsi (curatore della pubblicazione). Presiede Matteo Garzella (Presidente del Consiglio comunale di Lucca).

http://www.museodellaliberazionelucca.it/


9 aprile 2014

Mercoledì 9 aprile alle ore 10,30, in collaborazione con l'amministrazione comunale, il Museo della Liberazione di Lucca festeggerà i 25 anni dalla sua inaugurazione. Durante la cerimonia - alla quale parteciperanno classi delle scuole superiori – sarà intitolata la sala delle conferenze al Comm. Carlo Gabrielli Rosi. Dopo la visione di un breve filmato il Museo sarà aperto al pubblico. Intervengono il Presidente dell’Ass. Amici del Museo Col. Fausto Viola, il Presidente del Consiglio comunale di Lucca Matteo Garzella, il Direttore scientifico del Museo Andrea Giannasi, la Prof.ssa Simonetta Simonetti.


25 aprile 2014

La festa della Liberazione. Venerdì 25 aprile e sabato 26 aprile il Museo della Liberazione nell’ambito delle celebrazioni dei 70 anni dalla Liberazione aprirà al pubblico nei seguenti orari: 9,30-13,00 14,30-18,30 L’ingresso è libero e gratuito. Durante le giornate sarà possibile visitare le sale guidati da numerose guide d’eccezioni.


30 aprile 2014

Saranno presenti il Vice Presidente Nazionale della FIVL, Dott. Lelio Speranza, il Presidente del Circolo culturale “Savona Libera”, emanazione della FIVL, Dott. Balduino Astengo, altri esponenti e rappresentanti della FIVL, delle Associazioni combattentistiche e d’Arma, delle Associazioni , delle istituzioni scolastiche presenti nel territorio.

Programma:
Ore 10,30, Giardini comunali:
-Benedizione del monumento ai Caduti da parte del Parroco di Bubbio, Rev.do Don Bruno Chiappello.
-Omaggio ai Caduti.
-Lettura della “Preghiera del Ribelle”. Ore 11, ex-Oratorio della Confraternita dei “Battuti”, incontro commemorativo:
- Intervento d’apertura del Sindaco di Bubbio, Fabio Mondo.
- Intervento d’apertura del Sindaco di Vesime, Pierangela Tealdo
- Rievocazione, a cura del Dott. Luca Visconti, della figura della staffetta partigiana Lucia Moretto Testori.
- Rievocazione a cura di Balaclava, della figura di Pasquale Balaclava, suo genitore, progettista dell’aeroporto partigiana di Vesime.
- Intervento della Prof.ssa Giovanna Rolandi, Assessore alla Cultura del Comune di Albisola Superiore, membro d’una famiglia di Combattenti per la Libertà.
-Intervento conclusivo del Dott. Lelio Speranza, Vice Presidente Nazionale FIVL.

Grati per la Sua attenzione e per la partecipazione all’evento, Le inviamo i migliori saluti.


17 novembre 2013

Gli osovani del Friuli Venezia Giulia si riuniranno per un convegno di amicizia a Fagagna per rendere omaggio ai Caduti, per rinnovare, nell’ora presente, la loro fedeltà ai valori ideali di amore alla Patria: per ricordare questa grande storia di libertà.


18 maggio 2013

Il titolo della riunione del 18 maggio 2013 al Pirellone volava alto: La F.I.V.L. davanti alle sfide del futuro. Ecco, di seguito qualche elemento di sicuro interesse per tutti, emerso dagli interventi. Don Aldo Benevelli si pone l’interrogativo sul futuro: chi proseguirà l’azione dei partigiani? Per chi è stato partigiano “sentirsi giovane” è necessario e doveroso, ma serve anche che qualcuno prosegua l’azione, laddove gli anziani conservano certamente la passione. Per avere continuità bisogna fare informazione sulla storia del movimento partigiano, per far conoscere la storia e fare appassionare le giovani generazioni. Occorre operare in campo nazionale, anche se le forze sono poche si deve operare al meglio possibile. Dall’informazione nasce la formazione che fa crescere l’entusiasmo. Al termine delle riflessioni Don Aldo Benevelli propone per il settantesimo della Liberazione, a settembre, la realizzazione di due iniziative: il raduno di tutti i partigiani, da realizzarsi a Boves (CN), primo paese bruciato dopo l’8 settembre 1943, auspicabilmente con la presenza di Napolitano, da ripetere poi a Roma, incontrando il Papa. Claudia Bergia ha offerto le sue riflessioni centrate sul rapporto tra giovani e partigiani. Dallo spunto delle parole di don Benevelli, puntualizza la necessità di far conoscere la Storia, a partire dal fatto che la Resistenza non è stata la storia di una fazione, ma di una nazione, costituita da un’unità di forze che, di fronte al comune nemico, ha operato per la Libertà di tutti. Occorre farsi eredi di quella Storia “di tutti” specie in questa fase storica, in cui la società degradata chiama ad una “nuova” Resistenza, che passa dalla difesa e attuazione della Costituzione, a partire dall’art. 3, che dice, semplicemente, che tutti siamo uguali. Per attuare questo articolo c’è molto da fare. Conclude ricordando tutte le “solitudini” della società contemporanea e chiede alla Federazione di impegnarsi a fare la propria parte per migliorare la nazione. Francesco Tessarolo ha presentato una serie di immagini e un breve filmato per dare corpo visibile ed emotivo a quello che è stata la Resistenza, come fatto morale e di unificazione sociale nel pluralismo politico. Ricorda il ruolo della propaganda nella scuola fascista e l’indottrinamento delle masse operato dal regime, e le libere coscienze di pensatori importanti, come mons. Rodolfi, vescovo di Vicenza. Affida a una scena del film “Piccoli maestri” tratto dal romanzo di Meneghello il messaggio finale: libertà per tutti, lotta alla povertà e all’ignoranza, democrazia. Impegni per la Federazione, che deve far passare il messaggio centrale: “L’Italia vera adesso siamo noi”. Un messaggio di fiducia nel futuro, quello dei caduti per la libertà, aperto alle nuove generazioni. Roberto Tagliani è intervenuto efficacemente a proposito della necessità di mantenere alta l’attenzione sul riemergere di nostalgie e rigurgiti fascisti nella società contemporanea. Dal mausoleo di Graziani di Affile alle tante targhe revisioniste del tipo di quella sulle mura del castello di Voghera, dalla negazione a molti comuni d’Italia di celebrare il 25 Aprile, alla ricollocazione della statua “L’era fascista” a Brescia alla borsa di studio intitolata al criminale di guerra della GNR Spadini a Mantova, fino al sempre più capillare diffondersi di Forza Nuova, Casa Pound e Fascismo e Libertà tra i giovani. Tracce eloquenti del fascismo strisciante, che si declina poi nei comportamenti di molti “fascismi nascosti” di tanti soggetti singoli e di tante associazioni. Essenziale il ruolo di equilibrio, informazione ed educazione della Federazione verso le vecchie e le nuove generazioni; vitale, nel dialogo tra le generazioni, l’investimento sul protagonismo dei giovani, a cui devono essere affidati compiti di responsabilità anche nella Federazione.


A Milano, presso la Sala del Gonfalone del palazzo Pirelli della Regione Lombardia (Pirellone), sabato 18 maggio si è tenuto il Consiglio Federale della Federazione Italiana Volontari della Libertà (F.I.V.L.). Erano presenti delegazioni delle Associazioni locali aderenti e una nutrita rappresentanza giovanile. Il Segretario nazionale dott. Paolo Rossetti ha introdotto l’incontro, che ha avuto come titolo: "La FIVL davanti alle sfide del futuro".

Gli indirizzi di saluto sono stati portati: dalla Sen. Mariapia Garavaglia - già Ministro della Sanità e Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana -, che ha letto la lettera inviata dal Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa Sen. Roberta Pinotti; dall’On. Mario Artali, Presidente della F.I.A.P. (Federazione Italiana Associazioni Partigiane); dal Consigliere regionale Gian Antonio Girelli, Presidente della commissione regionale antimafia della Lombardia. E’ seguito un momento di particolare commozione per la lettura de “La Preghiera del Ribelle” da parte del Vicepresidente nazionale dott. Lelio Speranza (Foto).

Ha aperto i lavori il Presidente nazionale rag. Guido De Carli, il quale con passione ha delineato le finalità della F.I.V.L. e ha evidenziato il determinante impegno associativo per un positivo futuro della società italiana. Hanno, quindi, tenuto le proprie relazioni: don Aldo Benevelli, Vicepresidente nazionale; la dott.sa Claudia Bergia, redattrice del periodico associativa “Libertà dal Popolo”; il prof. Francesco Tessarolo e il prof. Roberto Tagliani, membri della Giunta Federale.

I relatori hanno affrontato i temi del necessario ricambio generazionale, del maggiore riconoscimento del ruolo femminile, degli aspetti fondanti della dimensione comunicativa e dei nuovi possibili modi di valorizzazione degli ideali di libertà e di civiltà - propugnati nella lotta di liberazione e nei campi di concentramento e di prigionia - in cui affondano le radici della F.I.V.L.. E’ stato così ribadito il rilevante ruolo che può assumere la Federazione, in una fase in cui l’Italia sta attraversando uno dei momenti più difficili dal dopoguerra, forse ancor più di quelli del terrorismo e dello stragismo, che erano stati isolati dal Paese. Una congiuntura in cui è fondamentale investire sulla formazione e sul lavoro, riaffermare l’idea di eguaglianza, mettere al centro valori quali l’onestà, l’impegno e la sobrietà, auspicando la concezione nobile di politica che risolve i problemi guardando al futuro. In questi termini il valore della Resistenza assume, oggi, un nuovo significato e cioè quello di resistenza allo sfascio, per risorgere in un ritrovato spirito di coesione. Non rassegnandosi ad un presente confuso, che presenta segni evidenti di disgregazione a tutti i livelli. Esiste anche un’altra Italia, diversa, onesta, solidale, libera e coraggiosa. Un’Italia di cui andare fieri, che ci invita ad essere cittadini e non servi.

A conclusione della prima parte dell’evento, Stefano Sarazzi e Giorgio Scroffernecher dell'agenzia pubblicitaria Warning-Studio Comunicazione hanno esposto il progetto di comunicazione internet, deliberato dall'Esecutivo nell'ultima riunione di Giunta Federale.

Ha preso successivamente avvio il dibattito in cui, specialmente in riferimento al mondo giovanile, sono state espresse una generale sintonia e volontà di collaborazione. Tra i vari interventi, Lelio Speranza ha sottolineato “le linee guida per il futuro della F.I.V.L., prospettate nelle relazioni introduttive, hanno già trovato concretamente attuazione nella struttura organizzativa dell’Associazione che presiedo. In tal senso sono allo studio diverse modalità di ideazione e programmazione di eventi di carattere storico, culturale ed artistico, che uniscano, sotto l’aspetto informativo e formativo, le finalità istituzionali del Sodalizio all’effettivo interesse della cittadinanza. Il proposito - ha ricordato - è di traguardare le radici storiche della Resistenza, portandola, lontano dalle secche della commemorazione, verso la discussione critica e fertile sulla attualità dei principi che stanno alla base della nostra convivenza civile, per aiutare la costruzione critica di nuove coerenze a sostegno delle scelte individuali di vita e di cittadinanza attiva.”

L’ing. Antonio Rossello (foto), Rappresentante F.I.V.L. per le “Albissole”, si è riallacciato alle affermazioni di Speranza, illustrando più dettagliatamente i nuovi strumenti di cui, in ambito locale, si è dotata la F.I.V.L., per conseguire i propri obiettivi con successo. Tra di essi, l’emanazione del Centro Savona Libera (C.S.L.), adibito alla promozione di studi, incontri, convegni ed iniziative editoriali, e, per un più diffuso e capillare radicamento sul territorio, la costituzione di nuove Sezioni. Dopo quella delle “Albissole”, la più recente, intitolata “Pasquale Balaclava –Aeroporto Excelsior”, ha sede a Bubbio, borgo delle Langhe Astigiane, un territorio dove avvennero numerosi episodi della Resistenza. Per dare identità e valenza all’iniziativa, scopo strategico della neo costituita Sezione è di rendersi, attraverso forme opportune, depositaria delle memorie del campo d’aviazione “Excelsior”, cui fece capo, fra l’altro, una Missione Alleata. L’opera fu costruita, grazie alle genti del luogo, nell’Ottobre-Novembre ’44 nella vicina Vesime dalla 2a Divisione Autonoma “Langhe”, in base al progetto di Pasquale Balaclava. Ulteriormente, in linea agli emergenti orientamenti federali di rinnovamento, si tratta di un gruppo composto in larga misura da donne e giovani, come peraltro la Fiduciaria, Elisa Gallo.

E’ stato, infine, particolarmente apprezzato il contributo del Consigliere nazionali dott. Arturo Actis (foto), il quale, in quanto deportato e partigiano, è stato coinvolto in un progetto animato dal corpo insegnante della Scuola Media di Spotorno (SV), paese in cui risiede. Nella ricorrenza del 25 aprile sono state fornite agli studenti testimonianze vive, per sviluppare la conoscenza storica e il desiderio di impegno civile per i diritti fondamentali (il lavoro, la legalità, …..).

A margine, un altro membro della delegazione savonese, il Prof. Ottorino Bianchi, Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo Colombo-Pertini, ha potuto stabilire proficui contatti per una futura analoga iniziativa che vedrà le impegnate scolaresche.


8 settembre 2013

Sarà ripresentata al parlamento la proposta per riconoscere l'8 settembre come giornata della rinascita della patria


6 luglio 2013

Si è tenuto sabato 6 luglio 2013, presso Villa Meardi a Voghera, il Consiglio Federale della FIVL, al quale hanno partecipato Francesco Binotto e Francesco Tessarolo quali delegati della nostra Associazione. Nel ricco Ordine del Giorno, risultavano anche l’approvazione del Bilancio Consuntivo 2012 e del Bilancio Preventivo 2013; dopo un ampio dibattito, caratterizzato da alcuni distinguo presentati da Francesco Binotto, i bilanci sono stati approvati.

In apertura di seduta, l’accalorato intervento di don Aldo Benevelli ha puntualizzato significativamente l’importanza della Resistenza quale “grembo della Libertà” e la necessità di aprire alle giovani generazioni.


24 ottobre 2013

Trentacinquemila le partigiane inquadrate nelle formazioni combattenti; 70mila le donne organizzate nei Gruppi di difesa. Furono 4.653 le arrestate e torturate, oltre 2.750 vennero deportate in Germania, 2.812 fucilate o impiccate; 1.070 caddero in combattimento, 19 decorate di Medaglia d’Oro al valor militare, 54 con Medaglia d’Argento, 167 con Medaglia di Bronzo. Sono questi i numeri (dati dell’ANPI) della Resistenza al femminile, una realtà poco conosciuta e studiata, un argomento difficile, sottaciuto e sottovalutato a lungo.
La guerra contro il nazifascismo è stata quasi sempre rappresentata “al maschile”, lasciando alla donna solo ruoli secondari. Oggi, grazie all’affermarsi della componente femminile nel mondo culturale, sociale, economico e politico, si può invece facilmente sostenere che senza le donne non ci sarebbe stata la Resistenza e che, come disse Ferruccio Parri, “le donne furono la Resistenza dei resistenti”.
Dopo l’8 settembre ’43 operaie, casalinghe, contadine, studentesse, insegnanti, impiegate, intellettuali, artiste, di ogni età ed estrazione sociale entrarono in clandestinità, divenendo staffette, partigiane, molte anche Comandanti di bande partigiane. Chiamate a combattere in un mondo in sfacelo, le donne non esitarono ad esporsi a tutti i rischi della lotta partigiana.
Tuttavia, per la maggior parte delle donne la Resistenza non significò impugnare un moschetto ma attaccare manifesti e fare volantinaggio di propaganda del pensiero d’opposizione al nazifascismo, curare i collegamenti, portare le informazioni, trasportare e raccogliere documenti, armi, munizioni, esplosivi, viveri, denaro, attivarsi per l’assistenza in ospedale, preparare documenti falsi, rifugi e sistemazioni per i partigiani.
E’ evidente che un aiuto di questo tipo difficilmente può essere formulato in modo ufficiale nella storia della Resistenza. I dati numerici sopra riportati non possono essere quindi completamente attendibili, poiché di fatto è sempre stato riconosciuto “partigiano” chi aveva portato le armi per almeno tre mesi in una formazione armata regolarmente riconosciuta dal Comando Volontari della Libertà. Solo il ruolo della “staffetta” venne celebrato riconoscendone la pericolosità e l’importanza.
Ma oggi non è più possibile negare queste forme di lotta partigiana condotta senza armi, né ridurre la Resistenza alla figura eroica del partigiano con il mitra. La Resistenza è stata una guerra di Liberazione dell’Italia da un brutale nemico invasore, una lotta di Liberazione di tutti e per tutti, donne e uomini.
Le donne hanno fatto la Resistenza , non ne hanno solo preso parte. Spesso sentiamo parlare “del contributo delle donne alla Resistenza”. Chissà perché a nessuno viene mai in mente di dire “il contributo degli uomini alla Resistenza”.
La Resistenza ha, in un certo senso, concesso alle donne di uscire dall’anonimato, ed ha rappresentato una nuova importante tappa del percorso di emancipazione. Le donne nella Resistenza hanno fatto politica senza separarla dalla vita quotidiana, con spontaneità, rifiuto del calcolo, senso di giustizia, capacità naturale di amare e di soffrire, rispetto della verità, modestia, pietà e anche paura. Una Resistenza sofferta e taciuta. La partecipazione alla lotta partigiana spinse le donne ad essere protagoniste, ad assumersi responsabilità dirette, ad uscire dagli schemi di un dovere solo famigliare, a far appello al proprio coraggio fisico ed alla propria resistenza psichica, alla capacità di controllo, al sentimento della solidarietà ed all’essere parte attiva di una collettività. Tutto questo non senza il dilemma di fondo che forse ha travagliato tutte le donne partigiane: il conflitto interiore tra la necessità di sopprimere vite umane da parte di chi per natura crea la vita, e il tentativo continuo di giustificare questo gesto a sé stesse prima che agli altri.
Le storie delle donne che in vario modo parteciparono alla Resistenza sono storie diverse , che trovano però motivazioni ed ideali comuni, e le conducono a scelte coraggiose ed orgogliose. Sono storie di donne che spesso decidono di lottare per liberarsi dai pregiudizi morali e dalle discriminazioni imposte dalla cultura maschile.
Nella lotta al nazifascismo, nella fondazione della Repubblica e nella costruzione di una società paritaria e democratica, le donne hanno avuto un ruolo fondamentale. L’art.3 della nostra Carta Costituzionale esprime il significato profondo di questa lotta: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla Legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. (…..) “ .


18 maggio 2013

Il tema principale in discussione al Convegno Federale della F.I.V.L., tenutosi a Milano il 18 maggio 2013, riguardava il futuro della Federazione ed il coinvolgimento dei giovani. Uno dei contributi presentati ha riguardato gli aspetti morali della Resistenza, dimostrando come, al di là delle vicende militari entro le quali si è soliti restringerla, essa presenti molti agganci significativi alle vicende contemporanee e, soprattutto, proprio al mondo giovanile.

Al termine dei lavori, grazie all’apporto della presenza giovanile, molto numerosa quella proveniente dalla nostra provincia, si sono delineate alcune linee prevalenti:

  • Importanza di disporre ed utilizzare i moderni canali della comunicazione, per rivolgersi al mondo giovanile ed intercettare la loro partecipazione; il rinnovato sito internet va in questa giusta direzione
  • Proporre ai giovani non solo celebrazioni e ricorrenze, ma la visita diretta dei luoghi dove vissero i partigiani e si realizzò la Resistenza
  • Dare risalto non alla Storia ma alle storie, alle esperienze individuali ed alle testimonianze dei singoli, più dirette ed efficaci
  • Declinare i temi dell’antifascismo non solo in ambito storico, ma anche rispetto alle vicende dell’attualità, per permettere ai giovani di orientarsi e capire il presente

12 ottobre 2013

Presso Palazzo Cornaggia a Thiene, si è tenuta sabato scorso l’Assemblea provinciale dell’Associazione Volontari della Libertà; molti i temi all’Ordine dal Giorno, a cominciare dall’approvazione del nuovo Statuto dell’Associazione, più organico e preciso e, soprattutto, maggiormente in linea con le più recenti norme di legge.

Dopo gli indirizzi di saluto portati da Mario Faggion, presidente provinciale dell’A.N.P.I., da Lucio Turra, presidente diocesano dell’Azione Cattolica, da Serafino Zilio, presidente provinciale delle A.C.L.I., nonché da Giovanni Battista Casarotto, sindaco della città, si sono ricordati soci dell’Associazione recentemente scomparsi, quali Fulvio Testolin, “Falco”, Gaetano Bressan, “Nino”, e Giovanni Milani; i lavori sono quindi proseguiti con la discussione sul nuovo Statuto, che ha ampiamente evidenziato le molte novità introdottee la nuova struttura organizzativa dell’associazione vicentina. Dopo l’approvazione dello Statuto, votata all’unanimità, si è affrontato il tema del necessario ricambio generazionale e dei possibili modi di valorizzazione degli ideali di libertà e di civiltà, propugnati nella lotta di liberazione e nei campi di concentramento e di prigionia; a tal proposito, specialmente in riferimento al mondo giovanile, una significativa sintonia e volontà di collaborazione sono state espresse dagli illustri ospiti convenuti.

L’Assemblea si è conclusa con l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo Provinciale, che, riunitosi al termine dei lavori, ha eletto a sua volta le nuove cariche dell’Associazione, delineando, ai sensi del nuovo Statuto, un utile avvicendamento al vertice: Valerio Lanaro, presidente onorario; Francesco Binotto, presidente; Francesco Tessarolo, vicepresidente; Lorenzo Carollo, segretario amministrativo; Mario Trussardo, segretario; Giancarlo Carollo e Lorenzo Capozzo, responsabili per il tesseramento e le Sezioni; Romeo Covolo, responsabile organizzativo; Benito Gramola, responsabile editoriale.


In evidenza

A nome della Federazione Italiana Volontari della Libertà e mio personale, voglio esprimere tutto il nostro cordoglio per la scomparsa di Giovanni Bianchi. Ho potuto conoscerlo personalmente solo al Convegno di Milano dello scorso ottobre e mi hanno particolarmente colpito le sue parole introduttive, che insistevano sulla Resistenza come fatto morale e civile, prima che politico o militare per questo vi appartennero militari esperti e giovani che non avevano mai visto un’arma, intellettuali ed operai, rampolli di buona famiglia e gente comune, uomini e donne; tutti intransigenti verso se stessi prima che verso gli altri, “limpidi e diritti, liberi ed intensi” come recita la “Preghiera del Ribelle”, tanto cara a Giovanni. Anche per questo, la sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, ma proprio guardando al suo esempio, le nostre Associazioni troveranno la forza per continuare a far crescere un’Italia libera, pacifica e democratica. Francesco Tessarolo

L’1 luglio si è tenuta sul Monte Penice, presso il monumento votivo della Federazione Italiana Volontari della libertà, l’annuale cerimonia in memoria dei partigiani autonomi e cattolici che hanno combattuto per la democrazia. Durante la cerimonia il Presidente della FIVL Francesco Tessarolo ha letto ai delegati, provenienti da tutta Italia delle associazioni federate, il seguente discorso:
«Signori Sindaci, autorità civili e militari, rappresentanti delle associazioni combattentistiche e partigiane, cittadine e cittadini che anche quest’anno avete voluto essere qui per onorare i sette aviatori americani ed inglesi caduti nel febbraio 1945, mentre eseguivano lanci di materiale ed armi ai partigiani.
Vi confesso che provo non poca inadeguatezza a parlare davanti a questa chiesetta, che è stata fatta erigere nell'immediato dopoguerra dal comandante Enrico Mattei, con la collaborazione dei partigiani del RAP di Voghera, e davanti ai nomi illustri dei presidenti che mi hanno preceduto alla guida della Federazione Italiana Volontari della Libertà.
A differenza di loro, non ho partecipato alla Resistenza, ma tengo molto stretto il ricordo di mio nonno, che nel 1931 venne licenziato per non aver voluto la tessera del partito fascista, pur avendo sette figli da mantenere, e di mio padre partigiano.

Vorrei iniziare con le parole di Pietro Calamandrei, insigne giurista e padre costituente:
“Le commemorazioni – egli scrive - non sono soltanto rievocazione del passato, sono soprattutto esame di coscienza, confessione dei nostri doveri, riconferma dei nostri impegni (...) per trarre da quello che ci dicono i nostri morti nuove forze per riprendere, con più risolutezza, il cammino verso l’avvenire”.

Queste limpide parole invitano tutti a ripensare gli ultimi, terribili venti mesi del secondo conflitto mondiale, partire dall'estate del 1943, quando, dopo tre anni di guerra segnati drammaticamente da impreparazione ed improvvisazione, i discorsi sull'immancabile vittoria delle forze dell'Asse e sull'infallibilità di Mussolini non convincevano più; le disfatte militari, i bombardamenti ed il cibo insufficiente avevano presto fatto dimenticare la precedente infatuazione collettiva e dimostravano tragicamente l'assoluta superficialità della militarizzazione di massa voluta da Mussolini.
In poche settimane, sempre più sgomenti e disorientati, gli italiani assistono all'avanzata degli Alleati dalla Sicilia, all'armistizio dell'8 settembre 1943, alla fuga del re e del suo governo, mentre le truppe tedesche procedono rapidamente all'occupazione del territorio italiano, alla rapina di tutte le risorse ed all'internamento in Germania dei militari italiani; sin pochi giorni, centinaia di migliaia gli ufficiali ed i soldati italiani, lasciati senza ordini, vengono catturati dai tedeschi e trasferiti nei campi di concentramento del Reich; essi non vennero considerati prigionieri di guerra, ma internati militari, per essere meglio sfruttati come schiavi nell'economia di guerra, contro ogni convenzione internazionale.
A più riprese, fu loro offerta la possibilità di arruolarsi con i tedeschi o con la Repubblica di Salò, ma oltre seicentomila internati rifiutarono ripetutamente ogni collaborazione, scegliendo la via del lager invece che quella del ritorno a casa: decine di migliaia di essi, morirono per gli stenti, le malattie, le violenze. Della drammatica vicenda di quei seicentomila uomini, che scelsero con tanta fermezza e pagando a caro prezzo da che parte stare, a lungo si è taciuto o si è parlato troppo poco.

“Non abbiamo vissuto come bruti.” scrive uno di loro “Non ci siamo rinchiusi nel nostro egoismo. La fame, la sporcizia, il freddo, le malattie, la disperata nostalgia delle nostre famiglie e dei nostri figli, il cupo dolore per l’infelicità della nostra terra non ci hanno sconfitti. Non abbiamo dimenticato mai di essere uomini civili, uomini con un passato e un avvenire”.

Intanto, dall’autunno del 1943, con la Repubblica di Salò, i fascisti più fanatici ed esaltati ritornano sulla scena carichi di rancore e di volontà di rivalsa. Ma ancora una volta, la realtà non corrisponde alle loro aspettative ed ai tanti proclami ed i tentativi del generale Graziani di ricostruire l'esercito per combattere a fianco dei tedeschi, e non sotto il loro comando, hanno scarso successo, mentre è evidente la profonda dipendenza della Rsi dalle truppe tedesche, dai loro interessi ed obiettivi.

In questo terribile contesto, nelle case, nei treni, a scuola, nelle piazze, ma soprattutto nel profondo della propria coscienza, ciascun italiano si trovò davanti a scelte nette e radicali, che assolutamente non avevano precedenti e alle quali nessuno era preparato. Diversamente dal Regno del Sud dove, pur nei limiti delle pesanti condizioni di resa imposte dagli Alleati, riprendevano vita i partiti antifascisti e le prime forme di confronto politico e di partecipazione democratica, nell'Italia centrale e settentrionale, a partire dal primo bando Graziani del 9 novembre 1943, furono per primi i giovani a dover decidere da che parte stare, in termini perentori e con scadenze precise, che non ammettevano deroghe o mezze misure.
Fu così che dei giovani meno che ventenni, nati e cresciuti durante il fascismo, frastornati dalla sua propaganda, dalle sue certezze assolute e dall'assenza pressoché totale di riscontri o alternative, seppero guardare nella propria coscienza e decidere di abbattere la schiavitù, la dittatura, per instaurare la libertà e la democrazia. Nella confusione e nello sfacelo generale, essi si aggiunsero agli intellettuali che erano stati costretti a lasciare l’Italia agli inizi del Ventennio o erano finiti al confino, ai reduci della guerra di Spagna, più politicizzati, ai militari che erano sfuggiti alla deportazione ed avevano conosciuto nei deserti africani o nelle steppe russe il disprezzo e l’alterigia dei tedeschi nei loro confronti.
Fu così che intellettuali e contadini, giovani ed anziani, militari esperti e renitenti che non avevano mai imbracciato un'arma, non credenti e cattolici praticanti, uomini e donne seppero capire come ciascuno di noi sia legato da valori di fondo che ci muovono al di sopra della nostra quotidianità e del nostro piccolo mondo, ci sollevano al di sopra dei nostri interessi, ci insegnano che vuol dire essere cittadini. Pur provenendo da molteplici storie personali ed operando in circostanze particolarmente tragiche, queste persone tanto diverse seppero andare oltre l'indignazione temporanea e la comoda attesa per rinsaldare i vincoli, tanto preziosi quanto fragili, del bene comune, mettendo al centro la difesa della dignità umana e la solidarietà ed opponendosi, anche al prezzo della vita, al progetto propugnato dai nazisti e dai fanatici fascisti della Repubblica Sociale Italiana, un progetto basato sull'oppressione e sulla schiavitù, sull'odio razziale e sul conformismo forzato, illiberale e xenofobo.
Nei primi mesi del dopoguerra, complessi e concitati, quando i partiti politici occuparono la scena nazionale, questa dimensione etica ed ideale venne posta in secondo piano, come ebbe a sottolineare lo stesso Enrico Mattei:
“A trattare della questione partigiana, sono anche indotto per aver notato come le numerose celebrazioni fatte nella seconda metà dello scorso anno e poi, con sempre minore frequenza, in questi primi mesi del 1946, vennero quasi esclusivamente organizzate ed effettuate da altri partiti politici che, come è ovvio, furono indotti a valorizzare ed a mettere in particolare risalto l'apporto delle unità partigiane che a tali partiti facevano capo e che da essi dipendevano. Ciò ha forse ingenerato, nell'animo di coloro che ascoltarono tali rievocazioni e che ne lessero i resoconti sui giornali, la convinzione che la lotta di liberazione sia stata un po' il monopolio di uno o due partiti politici. Noi troppo poco parlammo, fino ad oggi, dei nostri partigiani e troppo poco ne scrivemmo, quasi fosse la materia a farci difetto”.

A distanza di oltre settant’anni dalle parole di Mattei, credo sia giunto il tempo di tornare ad evidenziare proprio questa dimensione etica ed ideale, la dimensione che contraddistinse particolarmente le formazioni autonome, apartitiche o cattoliche, le formazioni che poi confluirono nella FIVL.; la dimensione che la Medaglia d’Oro Primo Visentin, Masaccio, che operò tra Vicenza e Treviso, così esprimeva: “Di politica parliamo dopo, adesso dobbiamo combattere i nazifascisti e conquistare la libertà e la democrazia”; anche Nino Bressan, altra figura di spicco della Resistenza cattolica vicentina, scriveva:
“Quando si dice che la nostra Costituzione è nata dalla Resistenza, si sappia che non è retorica, ma una grande verità. Sì, perché nelle soste della lotta si parlava ai contadini e agli operai del diritto alla terra ed al lavoro, ai ragazzi del diritto allo studio, alle donne del diritto di voto, a tutti si parlava di sanità, di libertà, di giustizia sociale. Anche per questo avemmo il massimo appoggio da parte di tutta la popolazione”.
L’idea che ci sia un bene comune che deve prevalere, al quale tutti dobbiamo contribuire, responsabilmente e consapevolmente, ha guidato allora le formazioni partigiane, ha ispirato poi i lavori dell’Assemblea Costituente e deve continuare ad essere tenuta in grande evidenza anche oggi: in momenti nei quali appare difficile, se non impossibile, andare oltre all'individualismo esasperato ed al tornaconto immediato assunti come unico criterio di riferimento, in una fase delicata e complessa della storia dell'Italia repubblicana, segnata dalla delegittimazione continua dell'avversario politico, dalla crescente frammentazione e da visioni sempre più ristrette, segnate solo da protesta e scontento, ritornare sul monte Penice e rievocare le vicende tragiche che hanno permesso la nascita della Repubblica italiana, significa uscire delle paludi pericolose dell’indifferenza, del fatalismo e della rassegnazione, significa capire lo stretto intreccio che sempre intercorre tra le scelte collettive e quelle individuali, per trovare, o ritrovare, il coraggio di amare la verità, di credere ai propri ideali e alle proprie speranze, il coraggio di riaffermare, tutelare, rinsaldare sempre quella dimensione etica ed ideale, quel futuro comune e condiviso che fu la causa cui tanti italiani e soldati stranieri dedicarono il loro impegno e la loro vita.
Viva l’Italia, viva la Resistenza, viva la FIVL.»

Sabato 24 Giugno 2017, consegna dell'attestato di riconoscenza al Presidente emerito Guido De Carli

Il Papa ha autorizzato il decreto sul martirio. Alpino nella campagna di Russia, iscritto ad Ac e Fuci, l’autore della preghiera dei «ribelli per amore» è morto - a calci - a Hersbruck


La Chiesa ha deciso: sarà beato Teresio Olivelli. La sua morte nel lager di Hersbruck è avvenuta in odium fidei. Dunque è un martire cristiano. Ieri, venerdì 16 giugno 2017, papa Francesco ha ricevuto in udienza il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi: il Pontefice ha autorizzato a promulgare il decreto riguardante il martirio del laico ucciso il 17 gennaio 1945.
La beatificazione avverrà nella diocesi di Vigevano, promotrice della causa iniziata trent’anni fa dal vescovo monsignor Mario Rossi.

Scrive il suo attuale successore, monsignor Maurizio Gervasoni: «La diocesi di Vigevano accoglie la bella notizia e se ne rallegra unitamente alle Chiese sorelle di Como e di Pavia, ai tanti devoti del futuro Beato sparsi in tutta Italia, all’Azione Cattolica, agli Alpini, al collegio Ghislieri di Pavia, al mondo universitario e alle associazioni che si rifanno ai valori della resistenza».

È vissuto soltanto 29 anni, Teresio Olivelli, dal 1916 al 1945. Nato a Bellagio sul lago di Como, un’esistenza passata tra Mortara, Pavia, Vigevano, Torino, Milano, alpino nella crudele campagna di Russia, iscritto all’Azione cattolica e alla Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci), giovanissimo rettore del prestigioso collegio Ghislieri, fascista critico e quindi resistente dopo l’8 settembre, infine internato in un lager nazista: storia e geografia di uno che fu sempre, prima di tutto e soprattutto, cristiano integrale.

Il Ponente della causa di beatificazione è il cardinale penitenziere maggiore Mauro Piacenza. Nei giorni scorsi la commissione di cardinali e vescovi si è pronunciata favorevolmente, all’unanimità.

«Il martirio di Olivelli – scrive il postulatore della causa monsignor Paolo Rizzi – non è un accadimento improvviso, ma è l’epilogo di un intenso cammino di fede e di un costante esercizio delle virtù cristiane. Il prossimo Beato ha affrontato il martirio mosso dalla sua fede, preparandosi adeguatamente a sacrificare la vita per testimoniare la propria fedeltà a Cristo e l’amore ai fratelli, sofferenti come lui nel campo di concentramento, a cui diede assistenza spirituale e materiale, incurante delle punizioni, fino a morire per i maltrattamenti subiti a causa della sua inesausta carità».

Lo ammazzano a calci. Non sopportano più, gli aguzzini nazisti, che quel ragazzo italiano si chini come buon samaritano sui compagni di sventura, li conforti, li consoli, li sfami, li aiuti a pregare, a sopravvivere e a morire. L’odio chiama odio, nel lager non c’è posto per l’amore. Nessuna pietà per quel prigioniero scandaloso che distribuisce speranza e resistenza. Hanno già fatto fuori così, ad Auschwitz, il frate polacco Massimiliano Kolbe. Soprattutto, venti secoli prima, è stato messo in croce Gesù di Nazaret.

In tempi minacciosi e tremendi come i nostri, la beatificazione di Teresio Olivelli ci rammenta lo scandalo cristiano dell’amore e della pace portato alla conseguenza estrema: usque ad sanguinem, fino alla morte. È un promemoria. Solo l’amore vince e cambia il mondo. Occorre una ribellione d’amore contro l’odio. Porgere l’altra guancia. Non rendere male per male. Perdonare settanta volte sette. Così ha scritto Teresio nella sua stupenda preghiera «Signore, facci liberi», la preghiera dei «ribelli per amore»: «Signore, che fra gli uomini drizzasti la Tua Croce segno di contraddizione, che predicasti e soffristi la rivolta dello spirito contro le perfidie e gli interessi dei dominanti, la sordità inerte della massa, a noi, oppressi da un giogo oneroso e crudele che in noi e prima di noi ha calpestato Te, fonte di libere vite, dà la forza della ribellione».

Fonte

Gli osovani si ritrovano domenica 25 giugno alla malga del Comune di Budoia intitolata alla medaglia d’oro Pietro Maset.

I superstiti Fazzoletti Verdi dell’Osoppo Friuli che, nella stagione della Resistenza del settembre 1943 all’aprile 1945 hanno combattuto sul Piancavallo e nella Valcellina con il capitano degli alpini Pietro Maset, l’indimenticato capitano Maso medaglia d’oro al valor militare, caduto su queste montagne, si ritroveranno per l’ormai tradizionale convegno domenica 25 giugno, assieme agli amici e simpatizzanti.
L’incontro si svolge alla Malga Pietro Maset “Maso” sopra il Sauc in comune di Budoia in quella che ancora molti conoscono come Malga Ciamp. Il programma prevede alle 9,30 il raduno dei partecipanti con l’alzabandiera cui farà seguito la santa messa celebrata presso la malga. Seguiranno l’intervento del Sindaco di Budoia Roberto De Marchi e delle altre autorità presenti; infine il saluto e la commemorazione ufficiale da parte del Presidente dell’Associazione Partigiani Osoppo Friuli. La cerimonia sarà accompagnata dalla Coral Risultive di Fontanafredda. Chiuderà la giornata il rancio offerto a tutti i presenti.
Con i Fazzoletti Verdi sono invitati tutti gli amici.

Associazione Partigiani Osoppo – Friuli

Udine 09 giugno 2017

DOMENICA 18 GIUGNO AL BOSCO ROMAGNO IL RICORDO DELLE VITTIME La rievocazione sul luogo della strage organizzata dall’Associazione Partigiani Osoppo.

Si rinnoverà domenica 18 giugno, a 72 anni dai tragici eventi entrati nella storia come l’”eccidio di Porzus”, la commemorazione delle vittime di una delle pagine più buie della lotta della liberazione. L’iniziativa è dell’Associazione Partigiani Osoppo, in collaborazione con il Comune di Cividale del Friuli, che intende così mantenere vivo il ricordo dei giovani osovani prelevati nel mese di febbraio del 1945 dalle malghe di Porzus e trucidati nel giorni successivi nel Bosco Romagno dove un cippo testimonia ancora oggi il tragico evento.

Quest’anno la cerimonia vedrà il patrocinio della Provincia di Udine (che parteciperà con il proprio presidente Fontanini) e dei comuni di Corno di Rosazzo, Moimacco, Premariacco, Prepotto, Torreano che parteciperanno con i rispettivi sindaci. La Regione sarà presente con il vicepresidente del Consiglio Cargnelutti in rappresentanza del presidente Iacop impegnato in altra manifestazione.

Il programma della commemorazione, che inizierà alle 10 e 30, prevede una breve cerimonia religiosa seguita dalla deposizione delle corone l’alloro, il saluto del presidente dell’Associazione Partigiani Osoppo, del sindaco di Cividale Stefano Balloch, del vicepresidente del Consiglio regionale Paride Cargnelutti e del Presidente della Provincia di Udine. Concluderà l’intervento dello storico Roberto Chiarini dell’Università di Milano.

Associazione Partigiani Osoppo – Friuli

La festa della repubblica del 2 Giugno celebra l’anniversario del cambiamento della forma dello Stato votato dal popolo italiano con il Referendum istituzionale del 1946. Con esso la maggioranza decideva la fine della monarchia di Casa Savoia e di governarsi da sola senza intermediari, scegliendo la Repubblica. Una classe dirigente, compromessa col fascismo e cresciuta all’ombra della protezione monarchica, fu condannata anche per non aver saputo o voluto riscattarsi, rifiutando il passato e per non aver partecipato alla guerra di liberazione insieme alle classi lavoratrici e popolari impegnate nella Resistenza. Questa libera Associazione dei Volontari della Libertà partecipa con i propri iscritti e con l’entusiasmo di sempre alle celebrazioni del 2 Giugno, richiamando alla memoria gli eroi che combatterono e sostennero la lotta resistenziale, con una rinnovata volontà di lavorare al consolidamento delle istituzioni democratiche, attraverso la più larga condivisione dei cittadini ai valori della Resistenza e della Repubblica, affinché si realizzi sempre più unità d’intenti intorno alle istituzioni democratiche. Ciò è segnatamente necessario e utile in questa Provincia e in questa città di Massa, fortemente provate per l’essere state il duro retroterra del fronte durante gli otto lunghi mesi della Linea Gotica.

Massa, 2 giugno 2017.

Si è svolta stamane al Parco della Rimembranza, in un clima raccolto e commosso, la cerimonia in ricordo del 72° anniversario dell’Insurrezione di Trieste, del 30 aprile 1945, contro le truppe tedesche che occupavano la città.

La cerimonia si è svolta alla presenza del Prefetto e Commissario del Governo Annapaola Porzio, del Questore, dei Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, del Comandante della Capitaneria di Porto, del Comandante della Zona Militare, mentre il Comune era rappresentato dall’Assessore Maurizio Bucci. Presenti tutte le Associazioni combattentistiche rappresentate nell'Associazione Grigioverde. Fra le altre Associazioni presenti anche la Lega Nazionale con il presidente Paolo Sardos Albertini e la Camera Confederale del Lavoro-UIL che venne fondata a Trieste nel 1945 da don Edoardo Marzari.

Dopo la deposizione della corona di fiori inviata dal Presidente della Repubblica, da parte dei Carabinieri in alta uniforme, e di quella del Comune, c’è stato l’intervento del presidente della Associazione Volontari della Libertà Fabio Forti il quale ha ricordato il significato di questo “gesto di ricordo”. Forti ha voluto innanzitutto ripercorrere il legame che si era creato fra il CLN di Trieste e le altre forze patriottiche che stavano combattendo contro i tedeschi, in particolare con le formazioni “Osoppo”, che a Trieste costituirono quella che fu la Quinta Divisione “Osoppo”, che assicurò un legame con l’Italia. Legame oggi rappresentato dalla presenza alla cerimonia della Federazione Italiana Volontari della Libertà il cui Presidente Nazionale Francesco Tessarolo ha inviato un messaggio di saluto, letto dal rappresentante della Associazione Osoppo Friuli Roberto Volpetti.

Forti ha poi rievocato la particolare situazione in cui si trovò a operare il CLN di Trieste e i combattimenti che ebbero luogo il 30 aprile del 1945, nel corso dei quali si ebbero 31 morti e 60 feriti tra i triestini insorti, attestando la durezza dei combattimenti di quel giorno. Ricordando poi come lui stesso, il giorno successivo, venne fermato dalle avanguardie dei partigiani di Tito, che lo costrinsero a togliere la fascia tricolore che portava al braccio quale segno di riconoscimento dei patrioti italiani.

Al termine della Cerimonia il presidente Forti ha consegnato al Prefetto Porzio e all’Assessore Bucci una speciale medaglia commemorativa della Federazione Italiana Volontari della Libertà.

Trieste, 29 aprile 2017