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Appuntamenti

4 luglio 2015

Sabato 4 luglio 2015 presso il Monte Penice, Menconico (PV), si terrà la manifestazione Italo Alleati Monte Penice.
Si prega di confermare la partecipzione entro il giorno 26/06/2014.
Nell'allegato si potrà trovare l'invito completo e il programma.


2 luglio 2016

Sabato 2 Luglio 2016 presso Monte Penice, Menconico (PV), si terrà l'annuale manifestazione nazionale FIVL.
La vostra presenza sarà molto gradita.
Si prega di confermare la partecipazione entro il 28 giugno 2016


Per maggiori informazioni si prega di scaricare il volantino in allegato.


28 ottobre 2017

L'assurda proposta di effettuare una manifestazione nella capitale, a ricordo della famigerata marcia su Roma del 28 ottobre 1922, che tanti lutti e sofferenze portò all'Italia, ha suscitato ampio sdegno e riprovazione. Lo scorso 29 settembre, l’esigenza di contrastare adeguatamente l’insorgente tendenza a dimenticare cosa fu il ventennio fascista ha riunito a Roma le maggiori associazioni partigiane, ANPI, FIVL e FIAP, le forze sindacali e politiche ed il mondo dell’associazionismo e tutti sono stati concordi nel denunciare la gravità della cosa e la necessità di assumere iniziative adeguate; tra queste, il ripetuto invito al ministro degli Interni a vietare ogni manifestazione a ricordo della marcia su Roma ed un incontro nazionale antifascista, che si terrà in Campidoglio il prossimo 28 ottobre, con l’introduzione del presidente dell’ANPI, Carlo Smuraglia, ed i saluti della sindaca di Roma, Virginia Raggi, e del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti; seguiranno gli interventi di una storica, la prof.ssa Giulia Albanese, e della vicepresidente del Senato, Rosa Maria Di Giorgi, mentre le conclusioni saranno affidate al presidente federale della FIVL, Francesco Tessarolo, a dimostrazione di quello spirito unitario e paritario che guidò le formazioni partigiane nel corso degli ultimi, terribili venti mesi del Secondo Conflitto Mondiale e che deve essere concordemente riaffermato anche oggi.


21 giugno 2015

Domenica 21 giugno presso il Bosco Romagno in località di Spessa, la cerimonia che l’A.P.O. organizza per ricordare i patrioti osovani caduti al Bosco Romagno e per la consegna della “Medaglia della Liberazione” conferita dal Ministero della Difesa a 37 patrioti osovani.


Mercoledì 29 aprile presso l'aula Vismara (G.019) dell'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano si terrà la proiezione del film documentario Bisagno.

Per maggiori informazioni sul documentario invitiamo a visitare il sito http://www.bisagnofilm.com


22 aprile 2015

Verrà premiato il 22 aprile dal presidente Mattarella a Roma al palazzo Barberini.

Nell' articolo "Lettera al Corriere della Sera", Roberto Tagliani dell'associazione Fiamme Verdi di Brescia precisa alcune inesattezze riguardo l'articolo pubblicato nell' inserto bresciano del Corriere della Sera.


24 aprile 2015

L'incontro, che rientra nel contesto del settantesimo anniversario della Liberazione 1945-2015, si terrà presso l'aula magna del Collegio Ghislieri di Pavia, nella mattinata di venerdì 24 aprile prossimo, a partire dalle ore 09.15.

L'evento è organizzato da: Comune di Pavia, Collegio Ghislieri e Apc-Associazione partigiani cristiani, che l'ha promosso, con la collaborazio0ne di: Fivl-Federazione italiana volontari della libertà e Anpi- Associazione nazionale partigiani d'Italia Comitato regionale e provinciale e con l'adesione di varie realtà del territorio. Relatori ufficiali saranno il prof. Giulio Guderzo di Pavia e la prof.ssa. Carla Bianchi Iacono di Milano.

Hanno assicurato la loro presenza delegazioni studentesche provenienti da tutte le Scuole superiori cittadine.


11 aprile 2015

Il Convegno è organizzato da ALUMNI CATTOLICA, Associazione “Ludovico Necchi” e Apc (Associazione partigiani cristiani) con la collaborazione della Fivl (Federazione italiana volontari della libertà) cui l'Apc è federata.


16 aprile 2015

Museo della Resistenza di Ornavasso Giovedì 16 Aprile, ore 20,45

Estate che mai dimenticheremo
di Marcello Venturi
Interpreti : Luciana Grassi, Fabio Iacopino, Alberto Cerutti
1944: Faier
di Andrea Zanzotto
Interpreti: Agostino Roncallo

Si sentì più alto
di Ada Gobetti Interpreti: Arianna Filippi, Mirko Zullo, Fabrizio Borsani

Polenta e formaio zé bon
di Mario Rigoni Stern
Interpreti: Alessandra Freschin


19 marzo 2015

Museo della Resistenza di Ornavasso Giovedì 19 Marzo, ore 20,45

Vuoi?
di Mahmud Darwish
Interpreti: Cinzia Mupo

Spartak Mosca
di Mario Alessandro Curletto Interpreti: Mirko Zullo Gli Americani di Rino Romano
Interpreti: Rino Romano, Fabrizio Borsani, Alberto Cerutti

Il Nobel oppresso dal regime
di Paolo Ferrante, Cinzia Mupo Interpreti: Paolo Ferrante

La fine e l’inizio
Di Wislawa Szimborska
Interpreti: Alessandra Freschini


19 febbraio 2015

Museo della Resistenza di Ornavasso Giovedì 19 Febbraio, ore 20,45

Il disertore
di Isaak Babel
Interpreti: Arianna Filippi, Maria Grazia Dante, Fabio Iacopino

Il vero eroe
di Emilio Lussu
Interpreti: Agostino Roncallo, Alberto Cerutti, Mirko Zullo

I disobbedienti dell’Intra
di Agostino Roncallo
Interpreti : Fabrizio Borsani, Alessandra Freschini

Nuove stanze
di Eugenio Montale
Interpreti: Renato Napoli


8 febbraio 2015

L’iniziativa assunta nel 2008 dalla Camera dei Deputati unanimemente per conferire al complesso delle Malghe di Porzus lo statuto di Monumento nazionale (attualmente -secondo le nuove norme del Codice dei Beni culturali- “sito di interesse storico-culturale”) sancisce il superamento, nell’identità unitaria dell’Italia d’oggi, delle radici di quell’eccidio in cui precipitarono, in un torbido groviglio, feroci ideologismi di una parte, con calcoli e pretese di dominio di una potenza straniera a danno dell’Italia, in una zona martoriata come quella del confine orientale del nostro Paese.
Le ragioni, quelle palesi e quelle occulte, per le quali dei partigiani garibaldini, membri di una formazione legata al Partito Comunista Italiano, uccisero altri partigiani, della formazione Osoppo, ci paiono oggi incomprensibili, tanto sono lontane l’asprezza e la ferocia degli scontri di quegli anni e la durezza di visioni ideologicamente totalitarie. Ne fu certo questo - occorre ribadirlo con forza - il carattere fondamentale della Resistenza italiana, che seppe mantenere uno spirito unitario e condusse con comune impegno la lotta contro il nazismo ed il fascismo repubblichino


2 novembre 2014

Programma della cerimonia di commemorazione che si è tenuta domenica 2 novembre.

Cimitero di Zinola

  • Ore 9,30 : Benedizione e deposizione collana d'alloro al Sacrario dei Caduti.
    Deposizione corone di alloro al Sacrario dei Partigiani, al Cippo dei Caduti nella II Guerra Mondiale (Campo V), al Cippo degli Invalidi di Guerra (Campo U) e alla lapide dei deportati.
  • Ore 9,45: Santa messa alla Cappella Superiore celebrata dal Vescovo della Diocesi Savona - Noli S.E. Mons. Vittorio Lupi

Piazza Mameli

  • Ore 10,45 : Deposizione corona d'alloro al Monumento dei Caduti.

Interno area portuale (Con il patrocinio del Comitato Cittadino della Resistenza Antifascista di Savona)

  • Ore 11,00: Deposizione corona d'alloro alla lapide commemorativa del Pramiar in occasione del 70° anniversario dell'eccidio del 1° novembre 1994.

Zona Porte

  • Ore 11,30: Lancio in mare di corona d'alloro per tutti i Caduti del Mare (a cura della Capitaneria di Porto)

14 dicembre 2013

Sabato 14 dicembre 2013 a Senago, Messa in memoria dei Caduti delle Brigate del Popolo - Chiesa Parrocchiale


21 dicembre 2013

A Senago presso l'Oratorio si tiene l'assemblea dei Soci e Simpatizzanti della Associazione Brigate del Popolo


24 novembre 2013
Domenica 24 novembre 2013  a Sistiana (TS) consegna agli artiglieri di una croce realiozzata con residuati bellici ritrovati nelle trincee del Carso - 1° Guerra Mondiale. AVL Trieste in collaborazione con Associazione Artiglieri.

21 novembre 2013

Carlo Colombo presenta il volume da lui curato "Tre mesi in Portogallo nel 1822"


8 giugno 2014
Raggruppamento Divisioni Patrioti Alfredo Di Dio - Divisione Valtoce - Comuni di Ornavasso e Massiola, con la partecipazione di CAI, ANA, ANPI Cusio, Casa Della Resistenza di Fondotoce, organizzano il Percorso della Memoria SENTIERO "ALFREDO DI DIO"

22 dicembre 2013

A Breno (BS) - Palazzo della Cultura di Breno - Domenica 22 dicembre 2013: Presentazione del libro "NANDO, appunti dal diario di Fernando Sala", di Giacomo Fanetti. Per info: 348 3207983


4 dicembre 2013

Gorgonzola 4-7 dicembre 2013: 1943-2013 I Giusti di Cefalonia. Mostra e visite guidate per le scuole e la cittadinanza


14 dicembre 2013

Presso la Sala Rossa Comune di Savona, Cerimonia di consegna di Benemerenze FIVL e presentazione del libro "Ombre e colori" di Antonio Rossello.


23 novembre 2013

Associazione Fiamme Verdi - Convegno "I simboli della forza, la forza dei simboli" Aula Magna Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia.


25 novembre 2013

A Brescia, lunedì 25 novembre 2013, alle ore 18:30, sarà celebrata una Santa Messa presso la Chiesa di Santa Maria della Pace per ricordare i tanti che, settant’anni fa, partirono da quel luogo di formazione religiosa, culturale e politica che fu, negli anni della seconda guerra mondiale, fucina di spiriti liberi, autenticamente democratici e antifascisti secondo lo spirito del cattolicesimo più autentico, nonché luogo centrale della lotta per la liberazione della nostra città e delle coscienze dei suoi abitanti. Guiderà la riflessione in ricordo dei tanti “Caduti per la Libertà” padre Giulio Cittadini, oratoriano della Pace, partigiano e testimone di quella straordinaria stagione.


12 settembre 2014

Cerimonia per la ricorrenza della prima battaglia della Resistenza a Gorizia.


3 novembre 2013

Mostra iconografica delle corrispondenze dei ragazzi della Divisione Acqui trucidati a Corfù e Cefalonia.

Dal 3 al 14 novembre 2013 presso la Sala Consigliare del Comune di Paolo del Colle (Bari)


11 novembre 2013

Esposizione mostra fotografica nel 70° Anniversario dell'Eccidio della Divisione "Acqui" FIRENZE 11-16 novembre 2013


16 novembre 2013
Sabato 16 novembre 2013 - ore 18.00 - Spazio Cultura "Meno Assenza": Cefalonia, il coraggio della scelta. Mostra fotografica sull'Eccidio della Divisione Acqui - Loggia dei Mercanti - POZZALLO

25 gennaio 2014

Il Museo della Liberazione riceverà sabato 25 gennaio alle ore 11 la delegazione provinciale dell’ANA (Associazione nazionale alpini) guidata dal Presidente Domenico Bertolini, che donerà la terra del Don, luogo a gennaio del 1943 della tragica ritirata dell’Armir. Riceverà la terra il presidente del Museo Fausto Viola e il direttore scientifico Andrea Giannasi. La terra sarà custodita in una urna accanto a quella di Auschwitz, le Fosse Ardeatine, S. Anna di Stazzema, e molti luoghi e cimiteri simbolo dell’orrore umano.


7 febbraio 2014

Venerdì 7 febbraio alle ore 10,30 presso il Museo della Liberazione di Lucca si terrà l’incontro con Erminia Licitri, che dopo la visione del film "L'isola delle Rose. La tragedia di un paradiso" di Rebecca Samonà, parlerà, attraverso testimonianze e documenti, dello sterminio ad Auschwitz della comunità ebraica di Rodi. Interverranno il presidente del Museo Col. Fausto Viola e lo storico Andrea Giannasi. Evento in collaborazione con Aned (Associazione Nazionale ex Deportati). Durante l’evento sarà inaugurata la Mostra di fotografie dal titolo “Oświęcim Auschwitz” a cura di Alessio Duranti (Anpi Siena).


15 febbraio 2014

Il 15 febbraio presentazione alle ore 16 del libro “Tegole spezzate” di Bruno Giannoni sulla tragedia e l’esodo delle comunità italiane dall’Istria, la Venezia Giulia e la Dalmazia. Sarà presente Nadia Sabatti Casalino, esule da Pola. Introduce Andrea Giannasi. Letture di Sandras Tedeschi. Durante l’evento sarà proiettato il corto “L’altra storia” di Aldo rapè e Nicola Vero in collaborazione con l’ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia).


11 aprile 2014

Convegno venerdì 11 e sabato 12 aprile 2014 presso la Scuola "Ermenegildo Pistelli" di Nozzano (Lucca). L’amministrazione comunale di Lucca in occasione delle celebrazioni per i settanta anni dalla Liberazione, organizza in collaborazione con il Museo della Liberazione di Lucca, l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea, l’ANPI di Lucca, e la casa editrice Tra le righe libri, il convegno dal titolo “Da rastrellati a partigiani” che prende spunto dal diario di Nello Orsi; il giovane lucchese nell’agosto del 1944 venne catturato, con il fratello Franco, dalle SS della XVI divisione; condotti presso la Pia Casa e poi impiegati come lavoratori coatti sulla Linea Gotica i due riuscirono a fuggire nella zona di Ravenna ed aggregarsi alla 28ma Brigata Garibaldi di Arrigo Boldrini “Bulow”. Il giorno 11 aprile si terrà un incontro con gli studenti dell’Oltreserchio presso la scuola “Custer De Nobili” di S. Maria a Colle. Il giorno successivo alle 10 si aprirà il convegno al quale parteciperanno Gian Luigi Melandri (ISREC Ravenna), Andrea Giannasi (Museo della Liberazione Lucca), Gianluca Fulvetti (ISREC Lucca), Elda Carlotti (Ass. Il Castello), Paola Rossi (ANPI Lucca) e Claudio Orsi (curatore della pubblicazione). Presiede Matteo Garzella (Presidente del Consiglio comunale di Lucca).

http://www.museodellaliberazionelucca.it/


9 aprile 2014

Mercoledì 9 aprile alle ore 10,30, in collaborazione con l'amministrazione comunale, il Museo della Liberazione di Lucca festeggerà i 25 anni dalla sua inaugurazione. Durante la cerimonia - alla quale parteciperanno classi delle scuole superiori – sarà intitolata la sala delle conferenze al Comm. Carlo Gabrielli Rosi. Dopo la visione di un breve filmato il Museo sarà aperto al pubblico. Intervengono il Presidente dell’Ass. Amici del Museo Col. Fausto Viola, il Presidente del Consiglio comunale di Lucca Matteo Garzella, il Direttore scientifico del Museo Andrea Giannasi, la Prof.ssa Simonetta Simonetti.


25 aprile 2014

La festa della Liberazione. Venerdì 25 aprile e sabato 26 aprile il Museo della Liberazione nell’ambito delle celebrazioni dei 70 anni dalla Liberazione aprirà al pubblico nei seguenti orari: 9,30-13,00 14,30-18,30 L’ingresso è libero e gratuito. Durante le giornate sarà possibile visitare le sale guidati da numerose guide d’eccezioni.


30 aprile 2014

Saranno presenti il Vice Presidente Nazionale della FIVL, Dott. Lelio Speranza, il Presidente del Circolo culturale “Savona Libera”, emanazione della FIVL, Dott. Balduino Astengo, altri esponenti e rappresentanti della FIVL, delle Associazioni combattentistiche e d’Arma, delle Associazioni , delle istituzioni scolastiche presenti nel territorio.

Programma:
Ore 10,30, Giardini comunali:
-Benedizione del monumento ai Caduti da parte del Parroco di Bubbio, Rev.do Don Bruno Chiappello.
-Omaggio ai Caduti.
-Lettura della “Preghiera del Ribelle”. Ore 11, ex-Oratorio della Confraternita dei “Battuti”, incontro commemorativo:
- Intervento d’apertura del Sindaco di Bubbio, Fabio Mondo.
- Intervento d’apertura del Sindaco di Vesime, Pierangela Tealdo
- Rievocazione, a cura del Dott. Luca Visconti, della figura della staffetta partigiana Lucia Moretto Testori.
- Rievocazione a cura di Balaclava, della figura di Pasquale Balaclava, suo genitore, progettista dell’aeroporto partigiana di Vesime.
- Intervento della Prof.ssa Giovanna Rolandi, Assessore alla Cultura del Comune di Albisola Superiore, membro d’una famiglia di Combattenti per la Libertà.
-Intervento conclusivo del Dott. Lelio Speranza, Vice Presidente Nazionale FIVL.

Grati per la Sua attenzione e per la partecipazione all’evento, Le inviamo i migliori saluti.


17 novembre 2013

Gli osovani del Friuli Venezia Giulia si riuniranno per un convegno di amicizia a Fagagna per rendere omaggio ai Caduti, per rinnovare, nell’ora presente, la loro fedeltà ai valori ideali di amore alla Patria: per ricordare questa grande storia di libertà.


18 maggio 2013

Il titolo della riunione del 18 maggio 2013 al Pirellone volava alto: La F.I.V.L. davanti alle sfide del futuro. Ecco, di seguito qualche elemento di sicuro interesse per tutti, emerso dagli interventi. Don Aldo Benevelli si pone l’interrogativo sul futuro: chi proseguirà l’azione dei partigiani? Per chi è stato partigiano “sentirsi giovane” è necessario e doveroso, ma serve anche che qualcuno prosegua l’azione, laddove gli anziani conservano certamente la passione. Per avere continuità bisogna fare informazione sulla storia del movimento partigiano, per far conoscere la storia e fare appassionare le giovani generazioni. Occorre operare in campo nazionale, anche se le forze sono poche si deve operare al meglio possibile. Dall’informazione nasce la formazione che fa crescere l’entusiasmo. Al termine delle riflessioni Don Aldo Benevelli propone per il settantesimo della Liberazione, a settembre, la realizzazione di due iniziative: il raduno di tutti i partigiani, da realizzarsi a Boves (CN), primo paese bruciato dopo l’8 settembre 1943, auspicabilmente con la presenza di Napolitano, da ripetere poi a Roma, incontrando il Papa. Claudia Bergia ha offerto le sue riflessioni centrate sul rapporto tra giovani e partigiani. Dallo spunto delle parole di don Benevelli, puntualizza la necessità di far conoscere la Storia, a partire dal fatto che la Resistenza non è stata la storia di una fazione, ma di una nazione, costituita da un’unità di forze che, di fronte al comune nemico, ha operato per la Libertà di tutti. Occorre farsi eredi di quella Storia “di tutti” specie in questa fase storica, in cui la società degradata chiama ad una “nuova” Resistenza, che passa dalla difesa e attuazione della Costituzione, a partire dall’art. 3, che dice, semplicemente, che tutti siamo uguali. Per attuare questo articolo c’è molto da fare. Conclude ricordando tutte le “solitudini” della società contemporanea e chiede alla Federazione di impegnarsi a fare la propria parte per migliorare la nazione. Francesco Tessarolo ha presentato una serie di immagini e un breve filmato per dare corpo visibile ed emotivo a quello che è stata la Resistenza, come fatto morale e di unificazione sociale nel pluralismo politico. Ricorda il ruolo della propaganda nella scuola fascista e l’indottrinamento delle masse operato dal regime, e le libere coscienze di pensatori importanti, come mons. Rodolfi, vescovo di Vicenza. Affida a una scena del film “Piccoli maestri” tratto dal romanzo di Meneghello il messaggio finale: libertà per tutti, lotta alla povertà e all’ignoranza, democrazia. Impegni per la Federazione, che deve far passare il messaggio centrale: “L’Italia vera adesso siamo noi”. Un messaggio di fiducia nel futuro, quello dei caduti per la libertà, aperto alle nuove generazioni. Roberto Tagliani è intervenuto efficacemente a proposito della necessità di mantenere alta l’attenzione sul riemergere di nostalgie e rigurgiti fascisti nella società contemporanea. Dal mausoleo di Graziani di Affile alle tante targhe revisioniste del tipo di quella sulle mura del castello di Voghera, dalla negazione a molti comuni d’Italia di celebrare il 25 Aprile, alla ricollocazione della statua “L’era fascista” a Brescia alla borsa di studio intitolata al criminale di guerra della GNR Spadini a Mantova, fino al sempre più capillare diffondersi di Forza Nuova, Casa Pound e Fascismo e Libertà tra i giovani. Tracce eloquenti del fascismo strisciante, che si declina poi nei comportamenti di molti “fascismi nascosti” di tanti soggetti singoli e di tante associazioni. Essenziale il ruolo di equilibrio, informazione ed educazione della Federazione verso le vecchie e le nuove generazioni; vitale, nel dialogo tra le generazioni, l’investimento sul protagonismo dei giovani, a cui devono essere affidati compiti di responsabilità anche nella Federazione.


A Milano, presso la Sala del Gonfalone del palazzo Pirelli della Regione Lombardia (Pirellone), sabato 18 maggio si è tenuto il Consiglio Federale della Federazione Italiana Volontari della Libertà (F.I.V.L.). Erano presenti delegazioni delle Associazioni locali aderenti e una nutrita rappresentanza giovanile. Il Segretario nazionale dott. Paolo Rossetti ha introdotto l’incontro, che ha avuto come titolo: "La FIVL davanti alle sfide del futuro".

Gli indirizzi di saluto sono stati portati: dalla Sen. Mariapia Garavaglia - già Ministro della Sanità e Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana -, che ha letto la lettera inviata dal Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa Sen. Roberta Pinotti; dall’On. Mario Artali, Presidente della F.I.A.P. (Federazione Italiana Associazioni Partigiane); dal Consigliere regionale Gian Antonio Girelli, Presidente della commissione regionale antimafia della Lombardia. E’ seguito un momento di particolare commozione per la lettura de “La Preghiera del Ribelle” da parte del Vicepresidente nazionale dott. Lelio Speranza (Foto).

Ha aperto i lavori il Presidente nazionale rag. Guido De Carli, il quale con passione ha delineato le finalità della F.I.V.L. e ha evidenziato il determinante impegno associativo per un positivo futuro della società italiana. Hanno, quindi, tenuto le proprie relazioni: don Aldo Benevelli, Vicepresidente nazionale; la dott.sa Claudia Bergia, redattrice del periodico associativa “Libertà dal Popolo”; il prof. Francesco Tessarolo e il prof. Roberto Tagliani, membri della Giunta Federale.

I relatori hanno affrontato i temi del necessario ricambio generazionale, del maggiore riconoscimento del ruolo femminile, degli aspetti fondanti della dimensione comunicativa e dei nuovi possibili modi di valorizzazione degli ideali di libertà e di civiltà - propugnati nella lotta di liberazione e nei campi di concentramento e di prigionia - in cui affondano le radici della F.I.V.L.. E’ stato così ribadito il rilevante ruolo che può assumere la Federazione, in una fase in cui l’Italia sta attraversando uno dei momenti più difficili dal dopoguerra, forse ancor più di quelli del terrorismo e dello stragismo, che erano stati isolati dal Paese. Una congiuntura in cui è fondamentale investire sulla formazione e sul lavoro, riaffermare l’idea di eguaglianza, mettere al centro valori quali l’onestà, l’impegno e la sobrietà, auspicando la concezione nobile di politica che risolve i problemi guardando al futuro. In questi termini il valore della Resistenza assume, oggi, un nuovo significato e cioè quello di resistenza allo sfascio, per risorgere in un ritrovato spirito di coesione. Non rassegnandosi ad un presente confuso, che presenta segni evidenti di disgregazione a tutti i livelli. Esiste anche un’altra Italia, diversa, onesta, solidale, libera e coraggiosa. Un’Italia di cui andare fieri, che ci invita ad essere cittadini e non servi.

A conclusione della prima parte dell’evento, Stefano Sarazzi e Giorgio Scroffernecher dell'agenzia pubblicitaria Warning-Studio Comunicazione hanno esposto il progetto di comunicazione internet, deliberato dall'Esecutivo nell'ultima riunione di Giunta Federale.

Ha preso successivamente avvio il dibattito in cui, specialmente in riferimento al mondo giovanile, sono state espresse una generale sintonia e volontà di collaborazione. Tra i vari interventi, Lelio Speranza ha sottolineato “le linee guida per il futuro della F.I.V.L., prospettate nelle relazioni introduttive, hanno già trovato concretamente attuazione nella struttura organizzativa dell’Associazione che presiedo. In tal senso sono allo studio diverse modalità di ideazione e programmazione di eventi di carattere storico, culturale ed artistico, che uniscano, sotto l’aspetto informativo e formativo, le finalità istituzionali del Sodalizio all’effettivo interesse della cittadinanza. Il proposito - ha ricordato - è di traguardare le radici storiche della Resistenza, portandola, lontano dalle secche della commemorazione, verso la discussione critica e fertile sulla attualità dei principi che stanno alla base della nostra convivenza civile, per aiutare la costruzione critica di nuove coerenze a sostegno delle scelte individuali di vita e di cittadinanza attiva.”

L’ing. Antonio Rossello (foto), Rappresentante F.I.V.L. per le “Albissole”, si è riallacciato alle affermazioni di Speranza, illustrando più dettagliatamente i nuovi strumenti di cui, in ambito locale, si è dotata la F.I.V.L., per conseguire i propri obiettivi con successo. Tra di essi, l’emanazione del Centro Savona Libera (C.S.L.), adibito alla promozione di studi, incontri, convegni ed iniziative editoriali, e, per un più diffuso e capillare radicamento sul territorio, la costituzione di nuove Sezioni. Dopo quella delle “Albissole”, la più recente, intitolata “Pasquale Balaclava –Aeroporto Excelsior”, ha sede a Bubbio, borgo delle Langhe Astigiane, un territorio dove avvennero numerosi episodi della Resistenza. Per dare identità e valenza all’iniziativa, scopo strategico della neo costituita Sezione è di rendersi, attraverso forme opportune, depositaria delle memorie del campo d’aviazione “Excelsior”, cui fece capo, fra l’altro, una Missione Alleata. L’opera fu costruita, grazie alle genti del luogo, nell’Ottobre-Novembre ’44 nella vicina Vesime dalla 2a Divisione Autonoma “Langhe”, in base al progetto di Pasquale Balaclava. Ulteriormente, in linea agli emergenti orientamenti federali di rinnovamento, si tratta di un gruppo composto in larga misura da donne e giovani, come peraltro la Fiduciaria, Elisa Gallo.

E’ stato, infine, particolarmente apprezzato il contributo del Consigliere nazionali dott. Arturo Actis (foto), il quale, in quanto deportato e partigiano, è stato coinvolto in un progetto animato dal corpo insegnante della Scuola Media di Spotorno (SV), paese in cui risiede. Nella ricorrenza del 25 aprile sono state fornite agli studenti testimonianze vive, per sviluppare la conoscenza storica e il desiderio di impegno civile per i diritti fondamentali (il lavoro, la legalità, …..).

A margine, un altro membro della delegazione savonese, il Prof. Ottorino Bianchi, Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo Colombo-Pertini, ha potuto stabilire proficui contatti per una futura analoga iniziativa che vedrà le impegnate scolaresche.


8 settembre 2013

Sarà ripresentata al parlamento la proposta per riconoscere l'8 settembre come giornata della rinascita della patria


6 luglio 2013

Si è tenuto sabato 6 luglio 2013, presso Villa Meardi a Voghera, il Consiglio Federale della FIVL, al quale hanno partecipato Francesco Binotto e Francesco Tessarolo quali delegati della nostra Associazione. Nel ricco Ordine del Giorno, risultavano anche l’approvazione del Bilancio Consuntivo 2012 e del Bilancio Preventivo 2013; dopo un ampio dibattito, caratterizzato da alcuni distinguo presentati da Francesco Binotto, i bilanci sono stati approvati.

In apertura di seduta, l’accalorato intervento di don Aldo Benevelli ha puntualizzato significativamente l’importanza della Resistenza quale “grembo della Libertà” e la necessità di aprire alle giovani generazioni.


24 ottobre 2013

Trentacinquemila le partigiane inquadrate nelle formazioni combattenti; 70mila le donne organizzate nei Gruppi di difesa. Furono 4.653 le arrestate e torturate, oltre 2.750 vennero deportate in Germania, 2.812 fucilate o impiccate; 1.070 caddero in combattimento, 19 decorate di Medaglia d’Oro al valor militare, 54 con Medaglia d’Argento, 167 con Medaglia di Bronzo. Sono questi i numeri (dati dell’ANPI) della Resistenza al femminile, una realtà poco conosciuta e studiata, un argomento difficile, sottaciuto e sottovalutato a lungo.
La guerra contro il nazifascismo è stata quasi sempre rappresentata “al maschile”, lasciando alla donna solo ruoli secondari. Oggi, grazie all’affermarsi della componente femminile nel mondo culturale, sociale, economico e politico, si può invece facilmente sostenere che senza le donne non ci sarebbe stata la Resistenza e che, come disse Ferruccio Parri, “le donne furono la Resistenza dei resistenti”.
Dopo l’8 settembre ’43 operaie, casalinghe, contadine, studentesse, insegnanti, impiegate, intellettuali, artiste, di ogni età ed estrazione sociale entrarono in clandestinità, divenendo staffette, partigiane, molte anche Comandanti di bande partigiane. Chiamate a combattere in un mondo in sfacelo, le donne non esitarono ad esporsi a tutti i rischi della lotta partigiana.
Tuttavia, per la maggior parte delle donne la Resistenza non significò impugnare un moschetto ma attaccare manifesti e fare volantinaggio di propaganda del pensiero d’opposizione al nazifascismo, curare i collegamenti, portare le informazioni, trasportare e raccogliere documenti, armi, munizioni, esplosivi, viveri, denaro, attivarsi per l’assistenza in ospedale, preparare documenti falsi, rifugi e sistemazioni per i partigiani.
E’ evidente che un aiuto di questo tipo difficilmente può essere formulato in modo ufficiale nella storia della Resistenza. I dati numerici sopra riportati non possono essere quindi completamente attendibili, poiché di fatto è sempre stato riconosciuto “partigiano” chi aveva portato le armi per almeno tre mesi in una formazione armata regolarmente riconosciuta dal Comando Volontari della Libertà. Solo il ruolo della “staffetta” venne celebrato riconoscendone la pericolosità e l’importanza.
Ma oggi non è più possibile negare queste forme di lotta partigiana condotta senza armi, né ridurre la Resistenza alla figura eroica del partigiano con il mitra. La Resistenza è stata una guerra di Liberazione dell’Italia da un brutale nemico invasore, una lotta di Liberazione di tutti e per tutti, donne e uomini.
Le donne hanno fatto la Resistenza , non ne hanno solo preso parte. Spesso sentiamo parlare “del contributo delle donne alla Resistenza”. Chissà perché a nessuno viene mai in mente di dire “il contributo degli uomini alla Resistenza”.
La Resistenza ha, in un certo senso, concesso alle donne di uscire dall’anonimato, ed ha rappresentato una nuova importante tappa del percorso di emancipazione. Le donne nella Resistenza hanno fatto politica senza separarla dalla vita quotidiana, con spontaneità, rifiuto del calcolo, senso di giustizia, capacità naturale di amare e di soffrire, rispetto della verità, modestia, pietà e anche paura. Una Resistenza sofferta e taciuta. La partecipazione alla lotta partigiana spinse le donne ad essere protagoniste, ad assumersi responsabilità dirette, ad uscire dagli schemi di un dovere solo famigliare, a far appello al proprio coraggio fisico ed alla propria resistenza psichica, alla capacità di controllo, al sentimento della solidarietà ed all’essere parte attiva di una collettività. Tutto questo non senza il dilemma di fondo che forse ha travagliato tutte le donne partigiane: il conflitto interiore tra la necessità di sopprimere vite umane da parte di chi per natura crea la vita, e il tentativo continuo di giustificare questo gesto a sé stesse prima che agli altri.
Le storie delle donne che in vario modo parteciparono alla Resistenza sono storie diverse , che trovano però motivazioni ed ideali comuni, e le conducono a scelte coraggiose ed orgogliose. Sono storie di donne che spesso decidono di lottare per liberarsi dai pregiudizi morali e dalle discriminazioni imposte dalla cultura maschile.
Nella lotta al nazifascismo, nella fondazione della Repubblica e nella costruzione di una società paritaria e democratica, le donne hanno avuto un ruolo fondamentale. L’art.3 della nostra Carta Costituzionale esprime il significato profondo di questa lotta: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla Legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. (…..) “ .


18 maggio 2013

Il tema principale in discussione al Convegno Federale della F.I.V.L., tenutosi a Milano il 18 maggio 2013, riguardava il futuro della Federazione ed il coinvolgimento dei giovani. Uno dei contributi presentati ha riguardato gli aspetti morali della Resistenza, dimostrando come, al di là delle vicende militari entro le quali si è soliti restringerla, essa presenti molti agganci significativi alle vicende contemporanee e, soprattutto, proprio al mondo giovanile.

Al termine dei lavori, grazie all’apporto della presenza giovanile, molto numerosa quella proveniente dalla nostra provincia, si sono delineate alcune linee prevalenti:

  • Importanza di disporre ed utilizzare i moderni canali della comunicazione, per rivolgersi al mondo giovanile ed intercettare la loro partecipazione; il rinnovato sito internet va in questa giusta direzione
  • Proporre ai giovani non solo celebrazioni e ricorrenze, ma la visita diretta dei luoghi dove vissero i partigiani e si realizzò la Resistenza
  • Dare risalto non alla Storia ma alle storie, alle esperienze individuali ed alle testimonianze dei singoli, più dirette ed efficaci
  • Declinare i temi dell’antifascismo non solo in ambito storico, ma anche rispetto alle vicende dell’attualità, per permettere ai giovani di orientarsi e capire il presente

12 ottobre 2013

Presso Palazzo Cornaggia a Thiene, si è tenuta sabato scorso l’Assemblea provinciale dell’Associazione Volontari della Libertà; molti i temi all’Ordine dal Giorno, a cominciare dall’approvazione del nuovo Statuto dell’Associazione, più organico e preciso e, soprattutto, maggiormente in linea con le più recenti norme di legge.

Dopo gli indirizzi di saluto portati da Mario Faggion, presidente provinciale dell’A.N.P.I., da Lucio Turra, presidente diocesano dell’Azione Cattolica, da Serafino Zilio, presidente provinciale delle A.C.L.I., nonché da Giovanni Battista Casarotto, sindaco della città, si sono ricordati soci dell’Associazione recentemente scomparsi, quali Fulvio Testolin, “Falco”, Gaetano Bressan, “Nino”, e Giovanni Milani; i lavori sono quindi proseguiti con la discussione sul nuovo Statuto, che ha ampiamente evidenziato le molte novità introdottee la nuova struttura organizzativa dell’associazione vicentina. Dopo l’approvazione dello Statuto, votata all’unanimità, si è affrontato il tema del necessario ricambio generazionale e dei possibili modi di valorizzazione degli ideali di libertà e di civiltà, propugnati nella lotta di liberazione e nei campi di concentramento e di prigionia; a tal proposito, specialmente in riferimento al mondo giovanile, una significativa sintonia e volontà di collaborazione sono state espresse dagli illustri ospiti convenuti.

L’Assemblea si è conclusa con l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo Provinciale, che, riunitosi al termine dei lavori, ha eletto a sua volta le nuove cariche dell’Associazione, delineando, ai sensi del nuovo Statuto, un utile avvicendamento al vertice: Valerio Lanaro, presidente onorario; Francesco Binotto, presidente; Francesco Tessarolo, vicepresidente; Lorenzo Carollo, segretario amministrativo; Mario Trussardo, segretario; Giancarlo Carollo e Lorenzo Capozzo, responsabili per il tesseramento e le Sezioni; Romeo Covolo, responsabile organizzativo; Benito Gramola, responsabile editoriale.


In evidenza

Lo scorso 26 luglio il Consiglio comunale di Bastia Mondovì ha approvato all’unanimità il Protocollo d’intesa fra il Comune, la Federazione Italiana Volontari della Libertà e l’Associazione Volontari della Libertà del Piemonte, protocollo che è finalizzato alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale costituito dal Sacrario Partigiano e dalla Biblioteca della Resistenza che trovano sede a Bastia Mondovì. Si tratta di un accordo importante e anche innovativo per certi aspetti, perché mette assieme l’ente pubblico e i soggetti privati per promuoverne la conoscenza e ad assicurarne le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica di beni culturali che richiedono necessari interventi di manutenzione e valorizzazione. Sentiamo i protagonisti di questo innovativo percorso.
Anzitutto Paolo Crosetti, sindaco di Bastia Mondovì dal 2012.
“Bastia Mondovì – esordisce Paolo Crosetti – fu dal 1943 al 1945 il crocevia per le attività delle forze partigiane che parteciparono alla lotta di liberazione nel Piemonte. Qui in particolare operarono dall'aprile 1944 fino alla Liberazione le formazioni autonome del 1° Gruppo Divisioni Alpine comandate da Enrico Martini Mauri che combatterono in zona. Proprio per questo motivo – prosegue il sindaco Crosetti - nell’immediato dopoguerra fu deciso di realizzare a Bastia un sacrario in ricordo di coloro che erano caduti per la libertà della Patria: venne individuata per tale scopo la cima del Colle San Bernardo, ove sorgeva una piccola scuola elementare con annessa Cappella dedicata al santo. La costruzione del Sacrario, dedicato ai caduti del 1° Gruppo Divisioni Alpine, ebbe inizio nel 1947 e l’inaugurazione si tenne il 14 ottobre 1951, alla presenza del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi.”
Sentiamo ora il presidente della Associazione Volontari della Libertà del Piemonte, la storica associazione che raccoglie coloro che aderirono alle formazioni partigiane autonome: Mario Anacar, torinese, alle spalle una carriera di dirigente industriale:
“Bastia Mondovì è sempre rimasta nel cuore dei partigiani autonomi – inizia Anacar - ed in particolare questo legame fu decisivo per convincere mio fratello Giuseppe a donare nel 2005 tutta la sua biblioteca composta di migliaia di volumi e uno sterminato archivio, al Comune di Bastia. Fu una decisione meditata cui seguirono gli opportuni passi formali: venne assunta una delibera di accettazione da parte del consiglio comunale e sottoscritto un atto notarile con il quale si stabilivano i termini della donazione al Comune. Devo dire – continua Anacar – che il Comune di Bastia ha fatto molto per custodire e valorizzare quanto ricevuto da mio fratello Giuseppe, prima ristrutturando l’edificio già sede della Confraternita di Sant’Antonio dove ha trovato sede la Biblioteca comunale, acquistando poi le scaffalature e l’arredamento che oggi la rendono ordinata e accogliente.
Da ultimo Francesco Tessarolo, di Bassano del Grappa, una carriera di insegnante appena conclusa, da due anni presidente della Federazione Italiana Volontari della Libertà: “Sono venuto nello scorso mese di maggio alla cerimonia che ogni anno il Comune e l’Associazione Volontari della Libertà organizzano per ricordare i caduti del 1° Gruppo Divisioni Alpine e il loro mitico comandante Enrico Martini Mauri. Con me era presente l’intera Giunta esecutiva della Federazione, poiché per noi il Piemonte rappresenta un punto centrale della nostra storia, così ben rappresentato dalla figura di Enrico Martini Mauri. Devo dire che abbiamo ritrovato molti amici e devo ringraziare il sindaco Paolo Crosetti per l’accoglienza che ci ha riservato. L’occasione è stata propizia per riannodare tanti fili di una storia che non vogliamo interrompere: per noi il sacrario partigiano di Bastia è un luogo importante, così come la Biblioteca comunale che raccoglie i volumi donati da Giuseppe Anacar, mentre è stata una vera sorpresa la scoperta che l’archivio raccoglie una buona parte dell’archivio storico della FIVL e che Giuseppe Anacar raccolse con cura evitando che venisse disperso.
Tutto questo – prosegue Tessarolo – ci ha spinto a proporre al Comune un documento nel quale esprimiamo la volontà di valorizzare al meglio questi beni culturali che fanno parte della memoria storica delle genti piemontesi, ma anche del mondo delle formazioni partigiane autonome che hanno avuto un ruolo fondamentale nella Resistenza. Si tratta di beni culturali che hanno un profondo valore storico, ma soprattutto morale e spirituale. Il protocollo che il Comune ha accettato ed approvato vuole significare proprio questo e la volontà dei tre sottoscrittori di valorizzare sia il Sacrario che la Biblioteca/Archivio.”
Chiediamo a tutti un commento guardando al futuro.
“Il protocollo d’intesa per noi è un passo importante – afferma il sindaco Crosetti – perché tutti sappiamo le condizioni in cui versano i piccoli comuni come il nostro, praticamente privi di risorse. Trovare soggetti veramente interessati a intervenire su questi patrimoni ci incoraggia a fare ancora di più, nella convinzione che, come sempre, l’unione fa la forza. Un primo passo al quale sicuramente ne seguiranno altri. “
“Abbiamo molto apprezzato la presenza della Presidenza della FIVL a Bastia nello scorso mese di maggio – esordisce Mario Anacar – e la sottoscrizione del protocollo d’intesa ci aiuterà molto a valorizzare la storia delle formazioni autonome piemontesi, la cui storia in realtà è ancora poco conosciuta. Ripartiamo da Bastia, dal suo Sacrario e dalla sua Biblioteca – Archivio. Riprendiamo in mano la nostra storia, così nobile e così carica di significato soprattutto per il mondo di oggi e per il mondo di domani. Questo è il mio augurio e il mio auspicio. “
“Questo con il Comune di Bastia è il primo esempio di protocollo d’intesa – premette Francesco Tessarolo – ma la nostra intenzione sarebbe quella di continuare su questa strada anche in tutte le nostre realtà: si tratti del Museo della Resistenza di Lucca, del Museo di Ornavasso, delle malghe di Porzus, del sacello di Granezza, o degli importanti archivi che tante delle nostre Associazioni posseggono, noi vorremmo che in tutti i casi si riesca ad applicare questo modello. Bastia Mondovì è un po’ il battistrada per coinvolgere le nostre realtà locali, assieme agli enti territoriali e la nostra realtà nazionale della Federazione che si pone a servizio di tutti sollecitando e curando che tutte le risorse di coinvolgano per salvaguardare e valorizzare ciò che l’incuria rischia inevitabilmente di far perdere.”

Nel 70° Anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione Repubblicana (1* gennaio 1948) l’Associazione “Fiamme Verdi” di Brescia ritorna, come ogni anno, sui luoghi simbolo della propria idealità partigiana e invita tutte le bresciane e tutti i bresciani a salire sui “monti ventosi” della Valcamonica per il tradizionale appuntamento “Fiamme Verdi in Mortirolo”, in memoria dei Caduti per la Libertà.

Come sempre, la chiesetta di San Giacomo in Mortirolo (comune di Monno) sarà la cornice suggestiva della cerimonia in ricordo delle battaglie campali lì combattute tra il febbraio e il maggio del 1945; un teatro di durissimi scontri e di eroici sacrifici di molte giovani vite.

La cerimonia, promossa dal Coordinamento Provinciale dell’Associazione “Fiamme Verdi”, avrà luogo domenica 2 settembre 2018 e si svolgerà secondo il seguente programma:

- ore 9:30 Ritrovo presso la chiesetta di San Giacomo in Mortirolo
- ore 10:15 Santa Messa celebrata da mons. Tino Clementi, cappellano delle FF.VV.
a seguire Saluti del Coordinamento provinciale Fiamme Verdi Saluto delle autorità Orazione ufficiale tenuta dal dott. Filippo Perrini, Presidente della Cooperativa Cattolico Democratica di Cultura Onore ai caduti

Si pregano le SS.VV. di voler segnalare l’appuntamento con significativa visibilità, nelle forme ritenute più idonee. Le SS.VV. sono, altresì, invitate a prendere parte alla cerimonia.

Ringraziando anticipatamente, saluto con la più viva cordialità,
Associazione “Fiamme Verdi” Brescia
Il Coordinamento Provinciale

Il 15 agosto 1944, Festa della Assunta, la zona di Reana del Rojale, un comune a Nord di Udine, fu investita da un imponente rastrellamento da parte delle truppe tedesche. Da parecchi mesi infatti i partigiani della Osoppo Friuli, guidati da Marino Silvestri, avevano preso di mira la linea ferroviaria Pontebbana, che passa proprio nel territorio di Reana. Questa ferrovia era strategica per l’esercito tedesco: attraverso il valico di Tarvisio infatti consentiva il collegamento diretto con l’Austria e la Germania, in pratica aveva la stessa importanza del collegamento dal Brennero. I “guastatori” della Osoppo, riforniti e istruiti dagli agenti della missione britannica, utilizzavano l’esplosivo plastico che veniva posto sotto i binari: ogni giorno qualche tratto della linea era fatto saltare e, di conseguenza, il transito dei treni era costretto a lunghe interruzioni. I tedeschi, evidentemente esasperati da questa situazione decisero di attuare una azione di forza, per convincere la popolazione a non dare sostegno agli osovani.

Nella mattinata del 15 agosto (testimoni dicono verso le nove) circa un centinaio di soldati tedeschi e fascisti, dopo aver circondato il paese, iniziarono un sistematico rastrellamento, fermando tutte le persone con più di 15-16 anni. Tutti i fermati venivano portati nella piazza della chiesa di Reana dove si era appostato un reparto tedesco con le mitragliatrici. Dopo alcune ore di rastrellamento furono portate nella piazza 5/600 persone: possiamo immaginare l’animo di questi poveri, costretti per ore sotto il sole cocente, senza mangiare e senza bere, circondati dai soldati tedeschi con la mitragliatrice puntata e senza sapere a quale destino sarebbero andate incontro. Sempre le testimonianze ci dicono che verso le cinque del pomeriggio giunsero numerosi camion e autocorriere i quali, dopo aver caricato i prigionieri, ripartirono alla volta di una caserma udinese. Una buona parte dei prigionieri fu liberata nei giorni successivi, dopo gli accertamenti, ma alcuni furono deportati nei campi di concentramento e alcuni di questi purtroppo non vi fecero ritorno.

Ma un altro fatto sconvolse quella giornata che avrebbe dovuto essere di festa: due osovani, Gian Carlo Marzona “Piero” e Fortunato Delicato “Bologna” si vennero a trovare proprio nel mezzo di tale situazione: furono visti passare con il loro furgoncino, furono anche messi in guardia dal rastrellamento in corso e di cambiare tragitto, ma evidentemente il senso di sfida dovette prevalere in loro. Proseguirono nel loro percorso probabilmente confidando nella efficacia del lasciapassare di cui disponevano, ma furono fermati al Bivio Morena e nella perquisizione che seguì vennero trovate le armi che trasportavano. Per loro non ci fu scampo: furono messe in atto le disposizioni previste in questo caso, con la fucilazione immediata senza alcun processo. I corpi di Piero e Bologna furono lasciati per ore sulla strada così che la gente di Reana, transitando sui camion sulla quale era stata caricata a forza, vide la scena dei due cadaveri stesi a terra: quella scena, unita al dramma della prospettiva della prigionia o ancora peggio dovette costituire un colpo al cuore e un’ondata di tristezza e di angoscia dovette investire tutti i prigionieri.

Subito dopo la fine della guerra sul luogo della fucilazione fu posta una lapide a ricordo dei due osovani, e ogni anno, al 15 agosto, puntualmente i loro amici si sono ritrovati al Bivio Morena per ricordarne il loro sacrificio. Alla cerimonia ha partecipato fino allo scorso anno anche Cesare Marzona, fratello di Gian Carlo e per lunghi anni presidente dell’APO. Ogni anno Cesare ci ha dato testimonianza di una fedeltà alla memoria e al testo stesso una grande nobiltà d’animo, in grado di dare un giudizio sulla storia degli uomini, così carica di ingiustizie e dolori, indicando percorsi di riconciliazione.

Da quest’anno Cesare Marzona non c’è più, ma il ricordo di Gian Carlo e Fortunato non è venuto meno: il 15 agosto saremo ancora in tanti a ricordarli, a ricordare la loro giovane vita ed il loro sacrificio. La cerimonia è stata organizzata assieme all’ANPI e al Comune di Reana del Rojale.

Come noto Gemona del Friuli fu quasi completamente distrutta dal terremoto che il 6 maggio 1976 colpì tutto l’Alto Friuli. Anche questa tragica pagina della storia cittadina non ha fatto venir meno il momento di ricordo per i 53 gemonesi che persero la vita nella Guerra di Liberazione, momento che, ininterrottamente, dal 1946 ha luogo a Ledis, una località posta sull’altopiano dove da sempre sorgevano gli stavoli che i gemonesi utilizzavano per l’alpeggio del bestiame. Raggiungere Ledis non è proprio una cosa da nulla: ci vuole oltre un’ora di cammino su un sentiero che in certi punti è molto impervio e che conduce al bellissimo altopiano, dove sono sparsi decine di stavoli. Questo luogo, dopo il settembre 1943, divenne il naturale rifugio per coloro che decisero di aderire alle formazioni partigiane. A Gemona per la maggior parte aderì alla Osoppo e proprio gli osovani vissero lunghi mesi a Ledis, assieme a un mitico personaggio: Thomas Macpherson, nome di battaglia “Eolo” che, a partire dagli ultimi mesi del 1944, comandò la missione inglese che operava in Friuli e che fu un personaggio veramente straordinario. “Tommy” Macpherson, classe 1920, volontario nei commandos inglesi in Africa e poi agente dei servizi segreti britannici in Francia e poi ancora in Italia, si rese protagonista di azioni coraggiose tanto da meritarsi l’appellativo di “soldato più decorato dell’esercito britannico”. Egli venne inviato in Friuli con il compito di “continuare l’opera di sabotaggio nell’area durante le sfavorevoli condizioni invernali”. In realtà trovò una situazione assai complicata e difficile, con le formazioni partigiane provate dai rastrellamenti che avevano stroncato l’esperienza della Zona Libera Orientale. Nonostante le condizioni avverse la missione aveva portato a termine un gran numero di operazioni di sabotaggio, perlopiù con l’ausilio delle formazioni “Osoppo”. Ma erano soprattutto le rivalità tra i partigiani a rendere difficile il lavoro degli inglesi che ben presto si trovarono nel mezzo del conflitto ideologico e confinario fra garibaldini e sloveni da una parte e Brigate Osoppo dall’altra. “I garibaldini – scrisse Macpherson mostrando di rendersi perfettamente conto della situazione – avevano accettato il suggerimento della missione di un comando unificato con l’Osoppo allo scopo di trarre pieno vantaggio dai molti lanci ricevuti dalla missione fino al settembre 1944. Si erano premurati di avere un ruolo preminente nel comando e di fare la parte del leone per quanto riguardava le armi paracadutate”. Nella sua posizione di osservatore privilegiato Thomas Macpherson è stato quindi un testimone importante delle vicende contrastate della Resistenza in Friuli, lasciando un ricordo indelebile legato alla sua figura, caratterizzata dal tipico Kilt scozzese che spesso portava, ma anche da eccezionali doti di soldato.
Ledis fu quindi al centro di questa vicenda che legò per sempre l’Osoppo Friuli, ai gemonesi e alla Missione inglese che vide in Tommy Macpherson un indiscusso protagonista e fu deciso che proprio a Ledis i gemonesi si dovessero ritrovare ogni anno per ricordare i caduti, ma anche per ricordare questa intensa e importante pagina della loro vita. Dal 1946 quindi tanti osovani si ritrovarono per ricordare, ma anche per costruire: la chiesetta prima e poi anche una casa-rifugio, che doveva essere a disposizione di tutti e aperta ad ospitare tutti.
Nel 2016 a Ledis si è svolto un incontro commovente: la moglie di Tommy Macpherson, la signora Jean ed il figlio Duncan, tornarono sui luoghi e sui sentieri percorsi oltre settanta anni prima dal marito e padre. Fu un’occasione straordinaria per ricordare quegli avvenimenti ormai così lontani e quasi dimenticati. In quella occasione si decise di dare un nome a quella casa di tutti che divenne da allora “Casa alpina Brigata Osoppo” come recita la lapide che in quel giorno venne inaugurata.
Quest’anno quindi domenica 26 agosto si terrà la 73^ edizione della Festa di Ledis, che continua con lo spirito che l’ha caratterizzata negli anni precedenti.
L’iniziativa viene riproposta ed organizzata dall’Associazione Partigiani Osoppo assieme all’Amministrazione comunale e con la collaborazione dell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese e con la Sezione ANPI di Gemona-Venzone.
Anche quest’anno la ricorrenza sarà l’occasione per ricordare alcuni di coloro che furono protagonisti di quella drammatica ma anche entusiasmante stagione: verrà infatti consegnata una medaglia in ricordo ad alcuni gemonesi che fecero parte della Resistenza osovana.
La cerimonia commemorativa che avrà luogo presso la chiesetta: la santa messa avrà inizio alle ore 11,00 cui farà seguito l’intervento di saluto del sindaco di Gemona Roberto Revelant, il saluto del rappresentante dell’ANPI ed infine l’intervento commemorativo del Presidente dell’Osoppo.
Seguirà poi un momento conviviale organizzato dagli Amici degli stavoli di Ledis.

Passeggiata —pellegrinaggio "I SENTIERI DEL PARTIGIANO"

Ore 09.00 Incontro presso il Monumento della SPEER (parcheggio Monte Corno)
Ore 09.15 Ritrovo Granezza — Fronte Sacello
Ore 09.30 Celebrazione S.Messa al Sacello
Ore 10.30 Inizio della passeggiata-pellegrinaggio con una guida
Ore 13.00 Pranzo presso Malga Granezzetta (su prenotazione - tel. 0445 861554)

Stante il grande interesse storico-ambientale che la cerimonia riveste, si confida nella partecipazione numerosa della popolazione, soprattutto dei giovani.

IL SINDACO CAPPOZZO dr. ROBERTINO
IL PRESIDENTE AVL BINOTTO dr. FRANCESCO

RICORDANDO I CADUTI DI TUTTE LE GUERRE

Commemorazione dei 250 Caduti della Divisione Alpina "Monte Ortigara", di tutte le formazioni partigiane, del Corpo Italiano di Liberazione e dei campi di internamento e prigionia, nel 74° anniversario della battaglia di GRANEZZA.

Nella Resistenza e nella Lotta di Liberazione si trovano le basi storiche e i valori civili e patriottici che hanno dato all'Italia la Repubblica e la Costituzione che ancor oggi regolano i rapporti di convivenza democratica e di solidarietà della società Italiana.

PROGRAMMA

Ore 10.00 - MONTE CORNO - Comune di Lusiana Onori al Monumento al "Caduto Ignoto per la Libertà"
Ore 10.30 - BOCCHETTA GRANEZZA - Comune di Lugo di Vicenza
Onori al Cippo ai Caduti della SPEER
Ore 11.00 - GRANEZZA - Comune di Asiago - Sacello votivo Onore ai Caduti - Discorso Commemorativo - Messa
La cerimonia sarà accompagnata dalla Banda Musicale di Lugo di Vicenza e dal Coro "Monte Pasubio" di Schio.

Nelle scorse ore è arrivata da Voghera la notizia che purtroppo sapevamo imminente e che tuttavia ci percuote e ci smarrisce nel dolore per la grave perdita.

La scorsa notte se ne è andato il carissimo Giuseppe Tizzoni, giovanissimo partigiano, Cavaliere della Repubblica, a lungo segretario della federazione Italiana Volontari della Libertà e presidente del RAP (Raggruppamento Autonomo Padano).

"Infaticabile Segretario in anni difficili – scrive il presidente Francesco Tessarolo - e poi guida quanto mai preziosa nei delicati passaggi di rinnovamento della FIVL, che la sua sensibilità ha saputo leggere come inevitabili e doverosi per rendere viva la federazione e ancor più attuale il suo messaggio.

Tutti noi ben sappiamo come fino all’ultimo Giuseppe si sia dedicato con passione e quotidiano impegno alla vita e alle attività della nostra Federazione. Piangiamo dunque non solo un testimone della lotta partigiana che lo vide coinvolto in giovanissima età, ma anche il suo essere per noi punto di riferimento morale, animato da lealtà e generosità non comuni che sono state il tratto distintivo del suo operare in seno alla Federazione, nel R.A.P., nell’Associazione Mazziniana e in ogni altra delle molte attività di impegno civile e partecipazione che gli sono valse il rispetto e la stima delle Istituzioni vogheresi e dei suoi concittadini.

A nome della FIVL e di tutte le Associazioni Federate porgo alla famiglia di Giuseppe il nostro più vivo cordoglio e profonda gratitudine".

Si è svolta sabato 26 maggio l’annuale celebrazione in onore dei partigiani caduti per la Guerra di Liberazione presso il Sacrario Partigiano di Bastia Mondovì, che ricorda i circa mille caduti del I Gruppo Divisione Alpina del celebre comandante Enrico Martini “Mauri”.

La cerimonia, seguita da numerosi partecipanti, nonché da molte autorità civili e militari, è stata presieduta dal sindaco di Bastia Mondovì, Paolo Crosetti, dai membri dell’Avl Piemonte (Associazione volontari della libertà – organo della Fivl) e dai vertici della Fivl (Federazione Italiana Volontari della Libertà), rappresentati dal presidente Francesco Tessarolo, che – intervenendo di fronte a una folla in rispettoso silenzio di fronte a un luogo tanto suggestivo – ha detto: «Si è cercato e si cerca tutt’ora di dare alla guerra partigiana un significato angustamente politico, anzi partitico, ma va ricordato con forza che quella di chi decise di salire in montagna imbracciando le armi fu innanzi tutto una scelta di Libertà».

A seguire, dopo l’alza bandiera, c’è stata l’esibizione del Coro dei bambini della scuola primaria di Bastia Mondovì e la premiazione per il concorso annuale indetto in questa occasione, che ha visto gli alunni della scuola primaria di Bastia Mondovì, la quinta elementare di Clavesano e la terza media di Carrù, ricevere premi in denaro per le proprie attività.

Tra le molte autorità civili che hanno presenziato indossando la fascia tricolore, il vice sindaco di Farigliano, Ivano Airaldi; Angela Boetti, consigliere comunale di Mondovì; Ornella Grotto, consigliere di Clavesana; Luigi Ferrua, sindaco di Roccacigliè; Martino Belligero, assessore di Dogliani; Sandro Scotto, vice sindaco di Piozzo; Giovanni Sciolla, sindaco di Cigliè; Tommaso Rosso, assessore di Villanova Mondovì; Pierino Musso, vice sindaco di Marsaglia e Benedetto Angelo, sindaco di Niella Tanaro.

Per la Regione Piemonte presente l’assessore Alberto Valmaggia, che ha portato i saluti del presidente.

Una ventina le sigle presenti, giunte da tutta la provincia di Cuneo, nonché i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, sezione del Monregalese, l’Associazione Nazionale Carabinieri di Mondovì e l’Associazione Nazionale Arma Aeronautica della sezione Mondovì e diversi rappresentanti delle sezioni dell’Associazione Nazionale Alpini.

Di fronte tutti loro, il presidente Fivl Tessarolo ha concluso il suo intenso intervento con un: «Viva l’Italia, Viva la Resistenza, Viva la Repubblica».

Ma la celebrazione di quest’anno si arricchisce di un’ulteriore novità: per rinsaldare un rapporto che per troppo tempo era rimasto allentato e segnare così il concreto riavvio di una stagione di profondo rinnovamento, la Fivl, l’Avl Piemonte e il Comune di Bastia Mondovì hanno elaborato un protocollo d’intesa (che sarà perfezionato e firmato nelle prossime settimane) per la valorizzazione del Sacrario Partigiano e della Biblioteca della Resistenza di Bastia Mondovì, dove – tra le migliaia di volumi – si trova l’archivio donato nel 2005 da Giuseppe Anacar, partigiano combattente e membro di spicco dell’Avl Piemontese, la cui memoria e il cui lascito viene oggi conservato nella biblioteca della resistenza della comunità di Bastia Mondovì per la quale il fratello, Mario Anacar, insieme al sindaco Paolo Crosetti, al presidente Fivl Francesco Tessarolo e al segretario nazionale Roberto Volpetti si sono trovati d’accordo per trovare il modo migliore al fine di rendere il giusto merito a una memoria preziosa, che costituisce un vero e proprio patrimonio non solamente per il Comune o per la Regione Piemonte, ma per tutta la Storia nazionale della Resistenza.