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Appuntamenti

1 febbraio 2019

In occasione della cerimonia di commemorazione del 74° anniversario dell’eccidio delle malghe di Porzus, organizzata dalla Associazione Partigiani Osoppo Friuli, la Federazione italiana Volontari della Libertà ha deciso di convocare per sabato 1 febbraio 2019, ad Udine, la prossima riunione della Giunta, partecipando anche con una folta delegazione alla cerimonia che si svolgerà a Faedis e Canebola (in provincia di Udine) il giorno successivo.


4 luglio 2015

Sabato 4 luglio 2015 presso il Monte Penice, Menconico (PV), si terrà la manifestazione Italo Alleati Monte Penice.
Si prega di confermare la partecipzione entro il giorno 26/06/2014.
Nell'allegato si potrà trovare l'invito completo e il programma.


2 luglio 2016

Sabato 2 Luglio 2016 presso Monte Penice, Menconico (PV), si terrà l'annuale manifestazione nazionale FIVL.
La vostra presenza sarà molto gradita.
Si prega di confermare la partecipazione entro il 28 giugno 2016


Per maggiori informazioni si prega di scaricare il volantino in allegato.


28 ottobre 2017

L'assurda proposta di effettuare una manifestazione nella capitale, a ricordo della famigerata marcia su Roma del 28 ottobre 1922, che tanti lutti e sofferenze portò all'Italia, ha suscitato ampio sdegno e riprovazione. Lo scorso 29 settembre, l’esigenza di contrastare adeguatamente l’insorgente tendenza a dimenticare cosa fu il ventennio fascista ha riunito a Roma le maggiori associazioni partigiane, ANPI, FIVL e FIAP, le forze sindacali e politiche ed il mondo dell’associazionismo e tutti sono stati concordi nel denunciare la gravità della cosa e la necessità di assumere iniziative adeguate; tra queste, il ripetuto invito al ministro degli Interni a vietare ogni manifestazione a ricordo della marcia su Roma ed un incontro nazionale antifascista, che si terrà in Campidoglio il prossimo 28 ottobre, con l’introduzione del presidente dell’ANPI, Carlo Smuraglia, ed i saluti della sindaca di Roma, Virginia Raggi, e del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti; seguiranno gli interventi di una storica, la prof.ssa Giulia Albanese, e della vicepresidente del Senato, Rosa Maria Di Giorgi, mentre le conclusioni saranno affidate al presidente federale della FIVL, Francesco Tessarolo, a dimostrazione di quello spirito unitario e paritario che guidò le formazioni partigiane nel corso degli ultimi, terribili venti mesi del Secondo Conflitto Mondiale e che deve essere concordemente riaffermato anche oggi.


21 giugno 2015

Domenica 21 giugno presso il Bosco Romagno in località di Spessa, la cerimonia che l’A.P.O. organizza per ricordare i patrioti osovani caduti al Bosco Romagno e per la consegna della “Medaglia della Liberazione” conferita dal Ministero della Difesa a 37 patrioti osovani.


Mercoledì 29 aprile presso l'aula Vismara (G.019) dell'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano si terrà la proiezione del film documentario Bisagno.

Per maggiori informazioni sul documentario invitiamo a visitare il sito http://www.bisagnofilm.com


22 aprile 2015

Verrà premiato il 22 aprile dal presidente Mattarella a Roma al palazzo Barberini.

Nell' articolo "Lettera al Corriere della Sera", Roberto Tagliani dell'associazione Fiamme Verdi di Brescia precisa alcune inesattezze riguardo l'articolo pubblicato nell' inserto bresciano del Corriere della Sera.


24 aprile 2015

L'incontro, che rientra nel contesto del settantesimo anniversario della Liberazione 1945-2015, si terrà presso l'aula magna del Collegio Ghislieri di Pavia, nella mattinata di venerdì 24 aprile prossimo, a partire dalle ore 09.15.

L'evento è organizzato da: Comune di Pavia, Collegio Ghislieri e Apc-Associazione partigiani cristiani, che l'ha promosso, con la collaborazio0ne di: Fivl-Federazione italiana volontari della libertà e Anpi- Associazione nazionale partigiani d'Italia Comitato regionale e provinciale e con l'adesione di varie realtà del territorio. Relatori ufficiali saranno il prof. Giulio Guderzo di Pavia e la prof.ssa. Carla Bianchi Iacono di Milano.

Hanno assicurato la loro presenza delegazioni studentesche provenienti da tutte le Scuole superiori cittadine.


11 aprile 2015

Il Convegno è organizzato da ALUMNI CATTOLICA, Associazione “Ludovico Necchi” e Apc (Associazione partigiani cristiani) con la collaborazione della Fivl (Federazione italiana volontari della libertà) cui l'Apc è federata.


16 aprile 2015

Museo della Resistenza di Ornavasso Giovedì 16 Aprile, ore 20,45

Estate che mai dimenticheremo
di Marcello Venturi
Interpreti : Luciana Grassi, Fabio Iacopino, Alberto Cerutti
1944: Faier
di Andrea Zanzotto
Interpreti: Agostino Roncallo

Si sentì più alto
di Ada Gobetti Interpreti: Arianna Filippi, Mirko Zullo, Fabrizio Borsani

Polenta e formaio zé bon
di Mario Rigoni Stern
Interpreti: Alessandra Freschin


19 marzo 2015

Museo della Resistenza di Ornavasso Giovedì 19 Marzo, ore 20,45

Vuoi?
di Mahmud Darwish
Interpreti: Cinzia Mupo

Spartak Mosca
di Mario Alessandro Curletto Interpreti: Mirko Zullo Gli Americani di Rino Romano
Interpreti: Rino Romano, Fabrizio Borsani, Alberto Cerutti

Il Nobel oppresso dal regime
di Paolo Ferrante, Cinzia Mupo Interpreti: Paolo Ferrante

La fine e l’inizio
Di Wislawa Szimborska
Interpreti: Alessandra Freschini


19 febbraio 2015

Museo della Resistenza di Ornavasso Giovedì 19 Febbraio, ore 20,45

Il disertore
di Isaak Babel
Interpreti: Arianna Filippi, Maria Grazia Dante, Fabio Iacopino

Il vero eroe
di Emilio Lussu
Interpreti: Agostino Roncallo, Alberto Cerutti, Mirko Zullo

I disobbedienti dell’Intra
di Agostino Roncallo
Interpreti : Fabrizio Borsani, Alessandra Freschini

Nuove stanze
di Eugenio Montale
Interpreti: Renato Napoli


8 febbraio 2015

L’iniziativa assunta nel 2008 dalla Camera dei Deputati unanimemente per conferire al complesso delle Malghe di Porzus lo statuto di Monumento nazionale (attualmente -secondo le nuove norme del Codice dei Beni culturali- “sito di interesse storico-culturale”) sancisce il superamento, nell’identità unitaria dell’Italia d’oggi, delle radici di quell’eccidio in cui precipitarono, in un torbido groviglio, feroci ideologismi di una parte, con calcoli e pretese di dominio di una potenza straniera a danno dell’Italia, in una zona martoriata come quella del confine orientale del nostro Paese.
Le ragioni, quelle palesi e quelle occulte, per le quali dei partigiani garibaldini, membri di una formazione legata al Partito Comunista Italiano, uccisero altri partigiani, della formazione Osoppo, ci paiono oggi incomprensibili, tanto sono lontane l’asprezza e la ferocia degli scontri di quegli anni e la durezza di visioni ideologicamente totalitarie. Ne fu certo questo - occorre ribadirlo con forza - il carattere fondamentale della Resistenza italiana, che seppe mantenere uno spirito unitario e condusse con comune impegno la lotta contro il nazismo ed il fascismo repubblichino


2 novembre 2014

Programma della cerimonia di commemorazione che si è tenuta domenica 2 novembre.

Cimitero di Zinola

  • Ore 9,30 : Benedizione e deposizione collana d'alloro al Sacrario dei Caduti.
    Deposizione corone di alloro al Sacrario dei Partigiani, al Cippo dei Caduti nella II Guerra Mondiale (Campo V), al Cippo degli Invalidi di Guerra (Campo U) e alla lapide dei deportati.
  • Ore 9,45: Santa messa alla Cappella Superiore celebrata dal Vescovo della Diocesi Savona - Noli S.E. Mons. Vittorio Lupi

Piazza Mameli

  • Ore 10,45 : Deposizione corona d'alloro al Monumento dei Caduti.

Interno area portuale (Con il patrocinio del Comitato Cittadino della Resistenza Antifascista di Savona)

  • Ore 11,00: Deposizione corona d'alloro alla lapide commemorativa del Pramiar in occasione del 70° anniversario dell'eccidio del 1° novembre 1994.

Zona Porte

  • Ore 11,30: Lancio in mare di corona d'alloro per tutti i Caduti del Mare (a cura della Capitaneria di Porto)

14 dicembre 2013

Sabato 14 dicembre 2013 a Senago, Messa in memoria dei Caduti delle Brigate del Popolo - Chiesa Parrocchiale


21 dicembre 2013

A Senago presso l'Oratorio si tiene l'assemblea dei Soci e Simpatizzanti della Associazione Brigate del Popolo


24 novembre 2013
Domenica 24 novembre 2013  a Sistiana (TS) consegna agli artiglieri di una croce realiozzata con residuati bellici ritrovati nelle trincee del Carso - 1° Guerra Mondiale. AVL Trieste in collaborazione con Associazione Artiglieri.

21 novembre 2013

Carlo Colombo presenta il volume da lui curato "Tre mesi in Portogallo nel 1822"


8 giugno 2014
Raggruppamento Divisioni Patrioti Alfredo Di Dio - Divisione Valtoce - Comuni di Ornavasso e Massiola, con la partecipazione di CAI, ANA, ANPI Cusio, Casa Della Resistenza di Fondotoce, organizzano il Percorso della Memoria SENTIERO "ALFREDO DI DIO"

22 dicembre 2013

A Breno (BS) - Palazzo della Cultura di Breno - Domenica 22 dicembre 2013: Presentazione del libro "NANDO, appunti dal diario di Fernando Sala", di Giacomo Fanetti. Per info: 348 3207983


4 dicembre 2013

Gorgonzola 4-7 dicembre 2013: 1943-2013 I Giusti di Cefalonia. Mostra e visite guidate per le scuole e la cittadinanza


14 dicembre 2013

Presso la Sala Rossa Comune di Savona, Cerimonia di consegna di Benemerenze FIVL e presentazione del libro "Ombre e colori" di Antonio Rossello.


23 novembre 2013

Associazione Fiamme Verdi - Convegno "I simboli della forza, la forza dei simboli" Aula Magna Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia.


25 novembre 2013

A Brescia, lunedì 25 novembre 2013, alle ore 18:30, sarà celebrata una Santa Messa presso la Chiesa di Santa Maria della Pace per ricordare i tanti che, settant’anni fa, partirono da quel luogo di formazione religiosa, culturale e politica che fu, negli anni della seconda guerra mondiale, fucina di spiriti liberi, autenticamente democratici e antifascisti secondo lo spirito del cattolicesimo più autentico, nonché luogo centrale della lotta per la liberazione della nostra città e delle coscienze dei suoi abitanti. Guiderà la riflessione in ricordo dei tanti “Caduti per la Libertà” padre Giulio Cittadini, oratoriano della Pace, partigiano e testimone di quella straordinaria stagione.


12 settembre 2014

Cerimonia per la ricorrenza della prima battaglia della Resistenza a Gorizia.


3 novembre 2013

Mostra iconografica delle corrispondenze dei ragazzi della Divisione Acqui trucidati a Corfù e Cefalonia.

Dal 3 al 14 novembre 2013 presso la Sala Consigliare del Comune di Paolo del Colle (Bari)


11 novembre 2013

Esposizione mostra fotografica nel 70° Anniversario dell'Eccidio della Divisione "Acqui" FIRENZE 11-16 novembre 2013


16 novembre 2013
Sabato 16 novembre 2013 - ore 18.00 - Spazio Cultura "Meno Assenza": Cefalonia, il coraggio della scelta. Mostra fotografica sull'Eccidio della Divisione Acqui - Loggia dei Mercanti - POZZALLO

25 gennaio 2014

Il Museo della Liberazione riceverà sabato 25 gennaio alle ore 11 la delegazione provinciale dell’ANA (Associazione nazionale alpini) guidata dal Presidente Domenico Bertolini, che donerà la terra del Don, luogo a gennaio del 1943 della tragica ritirata dell’Armir. Riceverà la terra il presidente del Museo Fausto Viola e il direttore scientifico Andrea Giannasi. La terra sarà custodita in una urna accanto a quella di Auschwitz, le Fosse Ardeatine, S. Anna di Stazzema, e molti luoghi e cimiteri simbolo dell’orrore umano.


7 febbraio 2014

Venerdì 7 febbraio alle ore 10,30 presso il Museo della Liberazione di Lucca si terrà l’incontro con Erminia Licitri, che dopo la visione del film "L'isola delle Rose. La tragedia di un paradiso" di Rebecca Samonà, parlerà, attraverso testimonianze e documenti, dello sterminio ad Auschwitz della comunità ebraica di Rodi. Interverranno il presidente del Museo Col. Fausto Viola e lo storico Andrea Giannasi. Evento in collaborazione con Aned (Associazione Nazionale ex Deportati). Durante l’evento sarà inaugurata la Mostra di fotografie dal titolo “Oświęcim Auschwitz” a cura di Alessio Duranti (Anpi Siena).


15 febbraio 2014

Il 15 febbraio presentazione alle ore 16 del libro “Tegole spezzate” di Bruno Giannoni sulla tragedia e l’esodo delle comunità italiane dall’Istria, la Venezia Giulia e la Dalmazia. Sarà presente Nadia Sabatti Casalino, esule da Pola. Introduce Andrea Giannasi. Letture di Sandras Tedeschi. Durante l’evento sarà proiettato il corto “L’altra storia” di Aldo rapè e Nicola Vero in collaborazione con l’ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia).


11 aprile 2014

Convegno venerdì 11 e sabato 12 aprile 2014 presso la Scuola "Ermenegildo Pistelli" di Nozzano (Lucca). L’amministrazione comunale di Lucca in occasione delle celebrazioni per i settanta anni dalla Liberazione, organizza in collaborazione con il Museo della Liberazione di Lucca, l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea, l’ANPI di Lucca, e la casa editrice Tra le righe libri, il convegno dal titolo “Da rastrellati a partigiani” che prende spunto dal diario di Nello Orsi; il giovane lucchese nell’agosto del 1944 venne catturato, con il fratello Franco, dalle SS della XVI divisione; condotti presso la Pia Casa e poi impiegati come lavoratori coatti sulla Linea Gotica i due riuscirono a fuggire nella zona di Ravenna ed aggregarsi alla 28ma Brigata Garibaldi di Arrigo Boldrini “Bulow”. Il giorno 11 aprile si terrà un incontro con gli studenti dell’Oltreserchio presso la scuola “Custer De Nobili” di S. Maria a Colle. Il giorno successivo alle 10 si aprirà il convegno al quale parteciperanno Gian Luigi Melandri (ISREC Ravenna), Andrea Giannasi (Museo della Liberazione Lucca), Gianluca Fulvetti (ISREC Lucca), Elda Carlotti (Ass. Il Castello), Paola Rossi (ANPI Lucca) e Claudio Orsi (curatore della pubblicazione). Presiede Matteo Garzella (Presidente del Consiglio comunale di Lucca).

http://www.museodellaliberazionelucca.it/


9 aprile 2014

Mercoledì 9 aprile alle ore 10,30, in collaborazione con l'amministrazione comunale, il Museo della Liberazione di Lucca festeggerà i 25 anni dalla sua inaugurazione. Durante la cerimonia - alla quale parteciperanno classi delle scuole superiori – sarà intitolata la sala delle conferenze al Comm. Carlo Gabrielli Rosi. Dopo la visione di un breve filmato il Museo sarà aperto al pubblico. Intervengono il Presidente dell’Ass. Amici del Museo Col. Fausto Viola, il Presidente del Consiglio comunale di Lucca Matteo Garzella, il Direttore scientifico del Museo Andrea Giannasi, la Prof.ssa Simonetta Simonetti.


25 aprile 2014

La festa della Liberazione. Venerdì 25 aprile e sabato 26 aprile il Museo della Liberazione nell’ambito delle celebrazioni dei 70 anni dalla Liberazione aprirà al pubblico nei seguenti orari: 9,30-13,00 14,30-18,30 L’ingresso è libero e gratuito. Durante le giornate sarà possibile visitare le sale guidati da numerose guide d’eccezioni.


30 aprile 2014

Saranno presenti il Vice Presidente Nazionale della FIVL, Dott. Lelio Speranza, il Presidente del Circolo culturale “Savona Libera”, emanazione della FIVL, Dott. Balduino Astengo, altri esponenti e rappresentanti della FIVL, delle Associazioni combattentistiche e d’Arma, delle Associazioni , delle istituzioni scolastiche presenti nel territorio.

Programma:
Ore 10,30, Giardini comunali:
-Benedizione del monumento ai Caduti da parte del Parroco di Bubbio, Rev.do Don Bruno Chiappello.
-Omaggio ai Caduti.
-Lettura della “Preghiera del Ribelle”. Ore 11, ex-Oratorio della Confraternita dei “Battuti”, incontro commemorativo:
- Intervento d’apertura del Sindaco di Bubbio, Fabio Mondo.
- Intervento d’apertura del Sindaco di Vesime, Pierangela Tealdo
- Rievocazione, a cura del Dott. Luca Visconti, della figura della staffetta partigiana Lucia Moretto Testori.
- Rievocazione a cura di Balaclava, della figura di Pasquale Balaclava, suo genitore, progettista dell’aeroporto partigiana di Vesime.
- Intervento della Prof.ssa Giovanna Rolandi, Assessore alla Cultura del Comune di Albisola Superiore, membro d’una famiglia di Combattenti per la Libertà.
-Intervento conclusivo del Dott. Lelio Speranza, Vice Presidente Nazionale FIVL.

Grati per la Sua attenzione e per la partecipazione all’evento, Le inviamo i migliori saluti.


17 novembre 2013

Gli osovani del Friuli Venezia Giulia si riuniranno per un convegno di amicizia a Fagagna per rendere omaggio ai Caduti, per rinnovare, nell’ora presente, la loro fedeltà ai valori ideali di amore alla Patria: per ricordare questa grande storia di libertà.


18 maggio 2013

Il titolo della riunione del 18 maggio 2013 al Pirellone volava alto: La F.I.V.L. davanti alle sfide del futuro. Ecco, di seguito qualche elemento di sicuro interesse per tutti, emerso dagli interventi. Don Aldo Benevelli si pone l’interrogativo sul futuro: chi proseguirà l’azione dei partigiani? Per chi è stato partigiano “sentirsi giovane” è necessario e doveroso, ma serve anche che qualcuno prosegua l’azione, laddove gli anziani conservano certamente la passione. Per avere continuità bisogna fare informazione sulla storia del movimento partigiano, per far conoscere la storia e fare appassionare le giovani generazioni. Occorre operare in campo nazionale, anche se le forze sono poche si deve operare al meglio possibile. Dall’informazione nasce la formazione che fa crescere l’entusiasmo. Al termine delle riflessioni Don Aldo Benevelli propone per il settantesimo della Liberazione, a settembre, la realizzazione di due iniziative: il raduno di tutti i partigiani, da realizzarsi a Boves (CN), primo paese bruciato dopo l’8 settembre 1943, auspicabilmente con la presenza di Napolitano, da ripetere poi a Roma, incontrando il Papa. Claudia Bergia ha offerto le sue riflessioni centrate sul rapporto tra giovani e partigiani. Dallo spunto delle parole di don Benevelli, puntualizza la necessità di far conoscere la Storia, a partire dal fatto che la Resistenza non è stata la storia di una fazione, ma di una nazione, costituita da un’unità di forze che, di fronte al comune nemico, ha operato per la Libertà di tutti. Occorre farsi eredi di quella Storia “di tutti” specie in questa fase storica, in cui la società degradata chiama ad una “nuova” Resistenza, che passa dalla difesa e attuazione della Costituzione, a partire dall’art. 3, che dice, semplicemente, che tutti siamo uguali. Per attuare questo articolo c’è molto da fare. Conclude ricordando tutte le “solitudini” della società contemporanea e chiede alla Federazione di impegnarsi a fare la propria parte per migliorare la nazione. Francesco Tessarolo ha presentato una serie di immagini e un breve filmato per dare corpo visibile ed emotivo a quello che è stata la Resistenza, come fatto morale e di unificazione sociale nel pluralismo politico. Ricorda il ruolo della propaganda nella scuola fascista e l’indottrinamento delle masse operato dal regime, e le libere coscienze di pensatori importanti, come mons. Rodolfi, vescovo di Vicenza. Affida a una scena del film “Piccoli maestri” tratto dal romanzo di Meneghello il messaggio finale: libertà per tutti, lotta alla povertà e all’ignoranza, democrazia. Impegni per la Federazione, che deve far passare il messaggio centrale: “L’Italia vera adesso siamo noi”. Un messaggio di fiducia nel futuro, quello dei caduti per la libertà, aperto alle nuove generazioni. Roberto Tagliani è intervenuto efficacemente a proposito della necessità di mantenere alta l’attenzione sul riemergere di nostalgie e rigurgiti fascisti nella società contemporanea. Dal mausoleo di Graziani di Affile alle tante targhe revisioniste del tipo di quella sulle mura del castello di Voghera, dalla negazione a molti comuni d’Italia di celebrare il 25 Aprile, alla ricollocazione della statua “L’era fascista” a Brescia alla borsa di studio intitolata al criminale di guerra della GNR Spadini a Mantova, fino al sempre più capillare diffondersi di Forza Nuova, Casa Pound e Fascismo e Libertà tra i giovani. Tracce eloquenti del fascismo strisciante, che si declina poi nei comportamenti di molti “fascismi nascosti” di tanti soggetti singoli e di tante associazioni. Essenziale il ruolo di equilibrio, informazione ed educazione della Federazione verso le vecchie e le nuove generazioni; vitale, nel dialogo tra le generazioni, l’investimento sul protagonismo dei giovani, a cui devono essere affidati compiti di responsabilità anche nella Federazione.


A Milano, presso la Sala del Gonfalone del palazzo Pirelli della Regione Lombardia (Pirellone), sabato 18 maggio si è tenuto il Consiglio Federale della Federazione Italiana Volontari della Libertà (F.I.V.L.). Erano presenti delegazioni delle Associazioni locali aderenti e una nutrita rappresentanza giovanile. Il Segretario nazionale dott. Paolo Rossetti ha introdotto l’incontro, che ha avuto come titolo: "La FIVL davanti alle sfide del futuro".

Gli indirizzi di saluto sono stati portati: dalla Sen. Mariapia Garavaglia - già Ministro della Sanità e Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana -, che ha letto la lettera inviata dal Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa Sen. Roberta Pinotti; dall’On. Mario Artali, Presidente della F.I.A.P. (Federazione Italiana Associazioni Partigiane); dal Consigliere regionale Gian Antonio Girelli, Presidente della commissione regionale antimafia della Lombardia. E’ seguito un momento di particolare commozione per la lettura de “La Preghiera del Ribelle” da parte del Vicepresidente nazionale dott. Lelio Speranza (Foto).

Ha aperto i lavori il Presidente nazionale rag. Guido De Carli, il quale con passione ha delineato le finalità della F.I.V.L. e ha evidenziato il determinante impegno associativo per un positivo futuro della società italiana. Hanno, quindi, tenuto le proprie relazioni: don Aldo Benevelli, Vicepresidente nazionale; la dott.sa Claudia Bergia, redattrice del periodico associativa “Libertà dal Popolo”; il prof. Francesco Tessarolo e il prof. Roberto Tagliani, membri della Giunta Federale.

I relatori hanno affrontato i temi del necessario ricambio generazionale, del maggiore riconoscimento del ruolo femminile, degli aspetti fondanti della dimensione comunicativa e dei nuovi possibili modi di valorizzazione degli ideali di libertà e di civiltà - propugnati nella lotta di liberazione e nei campi di concentramento e di prigionia - in cui affondano le radici della F.I.V.L.. E’ stato così ribadito il rilevante ruolo che può assumere la Federazione, in una fase in cui l’Italia sta attraversando uno dei momenti più difficili dal dopoguerra, forse ancor più di quelli del terrorismo e dello stragismo, che erano stati isolati dal Paese. Una congiuntura in cui è fondamentale investire sulla formazione e sul lavoro, riaffermare l’idea di eguaglianza, mettere al centro valori quali l’onestà, l’impegno e la sobrietà, auspicando la concezione nobile di politica che risolve i problemi guardando al futuro. In questi termini il valore della Resistenza assume, oggi, un nuovo significato e cioè quello di resistenza allo sfascio, per risorgere in un ritrovato spirito di coesione. Non rassegnandosi ad un presente confuso, che presenta segni evidenti di disgregazione a tutti i livelli. Esiste anche un’altra Italia, diversa, onesta, solidale, libera e coraggiosa. Un’Italia di cui andare fieri, che ci invita ad essere cittadini e non servi.

A conclusione della prima parte dell’evento, Stefano Sarazzi e Giorgio Scroffernecher dell'agenzia pubblicitaria Warning-Studio Comunicazione hanno esposto il progetto di comunicazione internet, deliberato dall'Esecutivo nell'ultima riunione di Giunta Federale.

Ha preso successivamente avvio il dibattito in cui, specialmente in riferimento al mondo giovanile, sono state espresse una generale sintonia e volontà di collaborazione. Tra i vari interventi, Lelio Speranza ha sottolineato “le linee guida per il futuro della F.I.V.L., prospettate nelle relazioni introduttive, hanno già trovato concretamente attuazione nella struttura organizzativa dell’Associazione che presiedo. In tal senso sono allo studio diverse modalità di ideazione e programmazione di eventi di carattere storico, culturale ed artistico, che uniscano, sotto l’aspetto informativo e formativo, le finalità istituzionali del Sodalizio all’effettivo interesse della cittadinanza. Il proposito - ha ricordato - è di traguardare le radici storiche della Resistenza, portandola, lontano dalle secche della commemorazione, verso la discussione critica e fertile sulla attualità dei principi che stanno alla base della nostra convivenza civile, per aiutare la costruzione critica di nuove coerenze a sostegno delle scelte individuali di vita e di cittadinanza attiva.”

L’ing. Antonio Rossello (foto), Rappresentante F.I.V.L. per le “Albissole”, si è riallacciato alle affermazioni di Speranza, illustrando più dettagliatamente i nuovi strumenti di cui, in ambito locale, si è dotata la F.I.V.L., per conseguire i propri obiettivi con successo. Tra di essi, l’emanazione del Centro Savona Libera (C.S.L.), adibito alla promozione di studi, incontri, convegni ed iniziative editoriali, e, per un più diffuso e capillare radicamento sul territorio, la costituzione di nuove Sezioni. Dopo quella delle “Albissole”, la più recente, intitolata “Pasquale Balaclava –Aeroporto Excelsior”, ha sede a Bubbio, borgo delle Langhe Astigiane, un territorio dove avvennero numerosi episodi della Resistenza. Per dare identità e valenza all’iniziativa, scopo strategico della neo costituita Sezione è di rendersi, attraverso forme opportune, depositaria delle memorie del campo d’aviazione “Excelsior”, cui fece capo, fra l’altro, una Missione Alleata. L’opera fu costruita, grazie alle genti del luogo, nell’Ottobre-Novembre ’44 nella vicina Vesime dalla 2a Divisione Autonoma “Langhe”, in base al progetto di Pasquale Balaclava. Ulteriormente, in linea agli emergenti orientamenti federali di rinnovamento, si tratta di un gruppo composto in larga misura da donne e giovani, come peraltro la Fiduciaria, Elisa Gallo.

E’ stato, infine, particolarmente apprezzato il contributo del Consigliere nazionali dott. Arturo Actis (foto), il quale, in quanto deportato e partigiano, è stato coinvolto in un progetto animato dal corpo insegnante della Scuola Media di Spotorno (SV), paese in cui risiede. Nella ricorrenza del 25 aprile sono state fornite agli studenti testimonianze vive, per sviluppare la conoscenza storica e il desiderio di impegno civile per i diritti fondamentali (il lavoro, la legalità, …..).

A margine, un altro membro della delegazione savonese, il Prof. Ottorino Bianchi, Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo Colombo-Pertini, ha potuto stabilire proficui contatti per una futura analoga iniziativa che vedrà le impegnate scolaresche.


8 settembre 2013

Sarà ripresentata al parlamento la proposta per riconoscere l'8 settembre come giornata della rinascita della patria


6 luglio 2013

Si è tenuto sabato 6 luglio 2013, presso Villa Meardi a Voghera, il Consiglio Federale della FIVL, al quale hanno partecipato Francesco Binotto e Francesco Tessarolo quali delegati della nostra Associazione. Nel ricco Ordine del Giorno, risultavano anche l’approvazione del Bilancio Consuntivo 2012 e del Bilancio Preventivo 2013; dopo un ampio dibattito, caratterizzato da alcuni distinguo presentati da Francesco Binotto, i bilanci sono stati approvati.

In apertura di seduta, l’accalorato intervento di don Aldo Benevelli ha puntualizzato significativamente l’importanza della Resistenza quale “grembo della Libertà” e la necessità di aprire alle giovani generazioni.


24 ottobre 2013

Trentacinquemila le partigiane inquadrate nelle formazioni combattenti; 70mila le donne organizzate nei Gruppi di difesa. Furono 4.653 le arrestate e torturate, oltre 2.750 vennero deportate in Germania, 2.812 fucilate o impiccate; 1.070 caddero in combattimento, 19 decorate di Medaglia d’Oro al valor militare, 54 con Medaglia d’Argento, 167 con Medaglia di Bronzo. Sono questi i numeri (dati dell’ANPI) della Resistenza al femminile, una realtà poco conosciuta e studiata, un argomento difficile, sottaciuto e sottovalutato a lungo.
La guerra contro il nazifascismo è stata quasi sempre rappresentata “al maschile”, lasciando alla donna solo ruoli secondari. Oggi, grazie all’affermarsi della componente femminile nel mondo culturale, sociale, economico e politico, si può invece facilmente sostenere che senza le donne non ci sarebbe stata la Resistenza e che, come disse Ferruccio Parri, “le donne furono la Resistenza dei resistenti”.
Dopo l’8 settembre ’43 operaie, casalinghe, contadine, studentesse, insegnanti, impiegate, intellettuali, artiste, di ogni età ed estrazione sociale entrarono in clandestinità, divenendo staffette, partigiane, molte anche Comandanti di bande partigiane. Chiamate a combattere in un mondo in sfacelo, le donne non esitarono ad esporsi a tutti i rischi della lotta partigiana.
Tuttavia, per la maggior parte delle donne la Resistenza non significò impugnare un moschetto ma attaccare manifesti e fare volantinaggio di propaganda del pensiero d’opposizione al nazifascismo, curare i collegamenti, portare le informazioni, trasportare e raccogliere documenti, armi, munizioni, esplosivi, viveri, denaro, attivarsi per l’assistenza in ospedale, preparare documenti falsi, rifugi e sistemazioni per i partigiani.
E’ evidente che un aiuto di questo tipo difficilmente può essere formulato in modo ufficiale nella storia della Resistenza. I dati numerici sopra riportati non possono essere quindi completamente attendibili, poiché di fatto è sempre stato riconosciuto “partigiano” chi aveva portato le armi per almeno tre mesi in una formazione armata regolarmente riconosciuta dal Comando Volontari della Libertà. Solo il ruolo della “staffetta” venne celebrato riconoscendone la pericolosità e l’importanza.
Ma oggi non è più possibile negare queste forme di lotta partigiana condotta senza armi, né ridurre la Resistenza alla figura eroica del partigiano con il mitra. La Resistenza è stata una guerra di Liberazione dell’Italia da un brutale nemico invasore, una lotta di Liberazione di tutti e per tutti, donne e uomini.
Le donne hanno fatto la Resistenza , non ne hanno solo preso parte. Spesso sentiamo parlare “del contributo delle donne alla Resistenza”. Chissà perché a nessuno viene mai in mente di dire “il contributo degli uomini alla Resistenza”.
La Resistenza ha, in un certo senso, concesso alle donne di uscire dall’anonimato, ed ha rappresentato una nuova importante tappa del percorso di emancipazione. Le donne nella Resistenza hanno fatto politica senza separarla dalla vita quotidiana, con spontaneità, rifiuto del calcolo, senso di giustizia, capacità naturale di amare e di soffrire, rispetto della verità, modestia, pietà e anche paura. Una Resistenza sofferta e taciuta. La partecipazione alla lotta partigiana spinse le donne ad essere protagoniste, ad assumersi responsabilità dirette, ad uscire dagli schemi di un dovere solo famigliare, a far appello al proprio coraggio fisico ed alla propria resistenza psichica, alla capacità di controllo, al sentimento della solidarietà ed all’essere parte attiva di una collettività. Tutto questo non senza il dilemma di fondo che forse ha travagliato tutte le donne partigiane: il conflitto interiore tra la necessità di sopprimere vite umane da parte di chi per natura crea la vita, e il tentativo continuo di giustificare questo gesto a sé stesse prima che agli altri.
Le storie delle donne che in vario modo parteciparono alla Resistenza sono storie diverse , che trovano però motivazioni ed ideali comuni, e le conducono a scelte coraggiose ed orgogliose. Sono storie di donne che spesso decidono di lottare per liberarsi dai pregiudizi morali e dalle discriminazioni imposte dalla cultura maschile.
Nella lotta al nazifascismo, nella fondazione della Repubblica e nella costruzione di una società paritaria e democratica, le donne hanno avuto un ruolo fondamentale. L’art.3 della nostra Carta Costituzionale esprime il significato profondo di questa lotta: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla Legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. (…..) “ .


18 maggio 2013

Il tema principale in discussione al Convegno Federale della F.I.V.L., tenutosi a Milano il 18 maggio 2013, riguardava il futuro della Federazione ed il coinvolgimento dei giovani. Uno dei contributi presentati ha riguardato gli aspetti morali della Resistenza, dimostrando come, al di là delle vicende militari entro le quali si è soliti restringerla, essa presenti molti agganci significativi alle vicende contemporanee e, soprattutto, proprio al mondo giovanile.

Al termine dei lavori, grazie all’apporto della presenza giovanile, molto numerosa quella proveniente dalla nostra provincia, si sono delineate alcune linee prevalenti:

  • Importanza di disporre ed utilizzare i moderni canali della comunicazione, per rivolgersi al mondo giovanile ed intercettare la loro partecipazione; il rinnovato sito internet va in questa giusta direzione
  • Proporre ai giovani non solo celebrazioni e ricorrenze, ma la visita diretta dei luoghi dove vissero i partigiani e si realizzò la Resistenza
  • Dare risalto non alla Storia ma alle storie, alle esperienze individuali ed alle testimonianze dei singoli, più dirette ed efficaci
  • Declinare i temi dell’antifascismo non solo in ambito storico, ma anche rispetto alle vicende dell’attualità, per permettere ai giovani di orientarsi e capire il presente

12 ottobre 2013

Presso Palazzo Cornaggia a Thiene, si è tenuta sabato scorso l’Assemblea provinciale dell’Associazione Volontari della Libertà; molti i temi all’Ordine dal Giorno, a cominciare dall’approvazione del nuovo Statuto dell’Associazione, più organico e preciso e, soprattutto, maggiormente in linea con le più recenti norme di legge.

Dopo gli indirizzi di saluto portati da Mario Faggion, presidente provinciale dell’A.N.P.I., da Lucio Turra, presidente diocesano dell’Azione Cattolica, da Serafino Zilio, presidente provinciale delle A.C.L.I., nonché da Giovanni Battista Casarotto, sindaco della città, si sono ricordati soci dell’Associazione recentemente scomparsi, quali Fulvio Testolin, “Falco”, Gaetano Bressan, “Nino”, e Giovanni Milani; i lavori sono quindi proseguiti con la discussione sul nuovo Statuto, che ha ampiamente evidenziato le molte novità introdottee la nuova struttura organizzativa dell’associazione vicentina. Dopo l’approvazione dello Statuto, votata all’unanimità, si è affrontato il tema del necessario ricambio generazionale e dei possibili modi di valorizzazione degli ideali di libertà e di civiltà, propugnati nella lotta di liberazione e nei campi di concentramento e di prigionia; a tal proposito, specialmente in riferimento al mondo giovanile, una significativa sintonia e volontà di collaborazione sono state espresse dagli illustri ospiti convenuti.

L’Assemblea si è conclusa con l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo Provinciale, che, riunitosi al termine dei lavori, ha eletto a sua volta le nuove cariche dell’Associazione, delineando, ai sensi del nuovo Statuto, un utile avvicendamento al vertice: Valerio Lanaro, presidente onorario; Francesco Binotto, presidente; Francesco Tessarolo, vicepresidente; Lorenzo Carollo, segretario amministrativo; Mario Trussardo, segretario; Giancarlo Carollo e Lorenzo Capozzo, responsabili per il tesseramento e le Sezioni; Romeo Covolo, responsabile organizzativo; Benito Gramola, responsabile editoriale.


In evidenza

Tra poche settimane Lucca avrà il Museo della Memoria. Il 15 febbraio infatti la presidente dell’Associazione Toscana Volontari della Libertà, prof.ssa Simonetta Simonetti, e il presidente dell’Associazione Amici del Museo Storico della Liberazione, Geom. Franco Lombardi, alla presenza del segretario nazionale della Federazione Italiana Volontari della Libertà, Dott. Roberto Volpetti, hanno raggiunto un comune accordo per la pronta riapertura del Museo della Memoria presso le storiche sale di via S. Andrea 43. Il Museo vive nell’eredità del partigianato autonomo e cattolico che proprio nelle sale di Palazzo Guinigi ha visto fin dagli ’50 del Novecento riunirsi prima il Comitato Patrioti Lucchesi poi l’Associazione Toscana Volontari della Libertà legata alla Federazione Italiana Volontari della Libertà.
Tutto il mondo della Resistenza lucchese dal comandante “Pippo” Manrico Ducceschi ai patrioti del Gruppo “Valanga” di Leandro Puccetti, dai sacerdoti martiri come Don Aldo Mei ai certosini della Farneta, dai rastrellati alle donne che seppero portare il peso della guerra, vive da oltre 70 anni nella storica sede di via S. Andrea 43.
Luogo che più di ogni altro è legato alla memoria e per questo può e deve entrare a far parte del progetto “Liberation Route” appena siglato dalle amministrazioni del territorio.
L’eredità del partigianato cattolico e autonomo portata avanti da uomini come Augusto Mancini, Carlo Gabrielli Rosi, Col. Fausto Viola, Nuska Hoffman, Carlo Mariani, e sostenuta per anni dalle personalità lucchesi più vicine a questa parte attiva del mondo resistenziale – tra queste l’On. Maria Eeletta Martini – è pronta dunque ad offrire alla società il “Museo della memoria”, che oltre ad offrire un percorso, sarà luogo per la didattica delle scuole.

L’amministrazione comunale di Barga, in collaborazione con l’Istituto Superiore d’Istruzione, ATVL Lucca, ANPI Barga, Unitre Barga e Tralerighe libri, promuove presso l’aula magna dell’ISI un incontro per il Giorno del Ricordo. Il titolo dell’incontro è “Le foibe e la storia: una vicenda complessa”.
Sabato 9 febbraio alle ore 11 incontro con lo storico Andrea Giannasi che ricostruirà la complessa vicenda che ha portato alle foibe. La tragica storia di terre soggette ad un feroce processo di slavizzazione in chiave nazionalista, condotto dai partigiani titini. Grazie anche alle testimonianza video di Graziano Udovisi, il maestro che riuscì ad uscire dalla foiba, Claudio Smareggia e Elsa Crevatin, sarà possibile comprendere le ragioni di una vera e propria bonifica politica ed etnica condotta dai vertici politici e militari jugoslavi ai danni della comunità italiana in Istria, Dalmazia e Venezia Giulia.
Le stragi compiute dopo l’8 settembre 1943 e poi nel maggio del 1945 furono il frutto di una serie di eventi coincidenti che portarono all’esodo di 350.000 italiani, ma anche migliaia di sloveni, croati, tedeschi e ungheresi cacciati dal nuovo regime. Le ragioni delle foibe furono l’insieme delle scelte asburgiche dalla metà del 1800 in chiave di germanizzazione di quelle regioni; del fascismo con l’opera di italianizzazione forzata iniziata fin dal 1919 (dal feroce squadrismo di frontiera) che limitò le libertà degli sloveni e dei croati; la riforma Gentile della scuola nel 1923; l’apertura del Tribunale speciale del regime fascista che portò alla sbarra centinaia di oppositori slavi. E poi l’occupazione militare italiana e tedesca nel 1941 e dopo l’8 settembre ’43 la sanguinosa guerra tra nazisti, fascisti della Repubblica Sociale Italiana e partigiani jugoslavi. E ancora a rendere più complesso il quadro la presenza nella penisola balcanica dei cetnici di Draža Mihailović, dei partigiani comunisti di Tito e degli ùstascia di Ante Pavelić.
Le foibe furono dunque il risultato di una vera e propria pulizia etnica ai danni prima di coloro che era parte integrante del regime fascista e poi di tutti coloro che essendo italiani rappresentavano un problema da estirpare. Nelle foibe finirono anche oppositori sloveni e croati che non riconoscevano le scelte imposte da Tito. Anche le minoranze tedesca e ungherese presenti nel nuovo stato jugoslavo furono costrette ad abbandonare il paese.
Quella della tragedia delle foibe è una pagina della storia molto complessa che deve essere studiata e affrontata non più in chiave ideologica o settaria, ma leggendo i fatti e le scelte prese sul campo dalle diverse realtà in lotta, fino al trionfo del nazionalismo slavo; senza tacere della terribile e sanguinosa dittatura fascista e dei massacri indiscriminati dei nazifascisti, dei cetnici, dei partigiani comunisti di Tito e degli ùstascia.
Partecipano all’incontro il Sindaco Marco Bonini, l’Assessore alla Cultura Giovanna Stefani, la Dirigente Scolastica Catia Gonnella, Paola Stefani, Massimo Talini, Mauro Campani e Vincenzo Cardone.

Giovedì 24 gennaio presso il palazzo del Quirinale a Roma si è svolta, con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la celebrazione del “Giorno della Memoria”. All’evento, oltre che le più importanti cariche dello stato, erano presenti anche i rappresentanti delle associazioni partigiane ANPI, FIVL e FIAP. Il Presidente della Federazione Italiana Volontari della Libertà, Prof. Francesco Tessarolo, ha rappresentato tutte le realtà federate alla cerimonia aperta dalla proiezione del filmato "Le donne nella Shoah", realizzato da RaiStoria, e dai saluti del vice Presidente del Memoriale della Shoah, Milena Santerini, della Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni e del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti.
Questo importante evento ha dato la possibilità al Capo dello Stato di consegnare la medaglia d'onore a Peppino Gagliardi e Livio Pedron, italiani deportati ed internati nei lager nazisti.
La cerimonia si è conclusa con il discorso del Presidente della Repubblica che ancora una volta ha sottolineato l’urgenza del lavoro sulla memoria.
Il Presidente Mattarella ha affermato: “Sono passati settantaquattro anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz. Eppure, nonostante il tanto tempo trascorso, l’orrore indicibile che si spalancò davanti agli occhi dei testimoni è tuttora presente davanti a noi, con il suo terribile impatto. Ci interroga e ci sgomenta ancora oggi. Perché Auschwitz non è soltanto lo sbocco inesorabile di un’ideologia folle e criminale e di un sistema di governo a essa ispirato. Auschwitz, evento drammaticamente reale, rimane, oltre la storia e il suo tempo, simbolo del male assoluto. Quel male che alberga nascosto, come un virus micidiale, nei bassifondi della società, nelle pieghe occulte di ideologie, nel buio accecante degli stereotipi e dei pregiudizi. Pronto a risvegliarsi, a colpire, a contagiare, appena se ne ripresentino le condizioni. Una società senza diversi: ecco, in sintesi estrema, il mito fondante e l’obiettivo perseguito dai nazisti. Diversi, innanzitutto, gli ebrei. Colpevoli e condannati come popolo, come gruppo, come ‘razza’ a parte.”
Il Presidente della Federazione Italiana Volontari della Libertà, Prof. Francesco Tessarolo, intende estendere un saluto e un augurio di buon lavoro a tutte le associazioni federate che da anni lavorano con incontri e progetti nelle scuole, affinché il messaggio che emerge dal Giorno della Memoria, sia sempre costante riferimento morale e culturale.

2 febbraio 2019

In occasione della cerimonia di commemorazione del 74° anniversario dell’eccidio delle malghe di Porzus, organizzata dalla Associazione Partigiani Osoppo Friuli, la Federazione italiana Volontari della Libertà ha deciso di convocare per sabato 2 febbraio 2019, ad Udine, la prossima riunione della Giunta, partecipando anche con una folta delegazione alla cerimonia che si svolgerà a Faedis e Canebola (in provincia di Udine) il giorno successivo.

Domenica 3 febbraio si svolgerà a Faedis e Canebola la commemorazione del 74° anniversario dell’eccidio delle malghe di Porzus: è un appuntamento a cui la Brigata Osoppo ha sempre mantenuto fede a partire dal primo anniversario, il 7 febbraio 1946, di cui peraltro esiste un eccezionale servizio fotografico. Sono foto che documentano la straordinaria partecipazione di popolo per ricordare i patrioti della Osoppo, uccisi su quei monti. Allora non c’erano ancora stati i processi che negli anni Cinquanta avrebbero condannato i responsabili di quell’eccidio, ma già era chiaro il contesto in cui si erano svolti i fatti, chi ne erano i responsabili e i mandanti.
Nei decenni successivi si tentò in ogni modo di far dimenticare quella pagina tragica della Resistenza: le malghe di Topli Uorch (questo è il nome della località nella parlata slava locale), divennero inaccessibili, complice anche l’abbandono di queste zone montane e il rapido avanzamento del bosco a scapito delle zone a pascolo. Con il terremoto del 1976, i fabbricati erano crollati e si erano perse le tracce dei sentieri che portavano sul luogo dell’eccidio: sembrava quasi che la natura e gli uomini volessero cancellare ogni ricordo di quell’assassinio…
Invece le cose presero un corso diverso: ci fu qualcuno che, a sue spese, fece arrivare gli operai e le ruspe fino ai margini del bosco, facendosi largo fra la vegetazione e, seguendo il vecchio sentiero, realizzò la nuova strada che portava fino alla malga dell’eccidio. Non fu una operazione semplice anche perché ci fu il proprietario di un terreno dove passava il tracciato che ritenne di essere stato danneggiato e quindi pensò bene di denunciare chi stava realizzando i lavori: si avviò il processo, ma tutti capirono che alla base della azione legale c’erano interessi politici. Si andò avanti per anni, fra udienze e perizie, alla fine tutto si chiuse con un nulla di fatto, a seguito della morte del proprietario che aveva promosso la causa.
Le malghe, di nuovo accessibili, furono poi acquisite dalla Provincia di Udine che nel corso degli anni successivi, grazie al finanziamento della Regione, realizzò notevoli lavori di sistemazione.
La caduta del Muro nel 1989, scosse anche i silenzi sui monti del Friuli: nel 1997 irruppe al Festival del Cinema di Venezia il film “Porzus” di Martinelli, suscitando polemiche fortissime. Alzò la voce anche Mario Toffanin “Giacca”, il comandante dei Gap, il capo degli assassini: nel dopoguerra era scappato in Slovenia, a Capodistria, dove si godeva la pensione che l’Italia gli aveva generosamente riconosciuto. Interpellato dai giornalisti disse: “Tornerei a fare tutto quello che ho fatto”.
Le polemiche però sembravano non intaccare il muro del silenzio, un “silenzio più triste della morte” come ripetevano gli osovani: chi avesse consultato Wikipedia ancora nel 2008, avrebbe trovato sull’eccidio poche righe, incomprensibili, che parlavano di questa strage in cui erano stati uccisi i partigiani della Brigata Osoppo, gravemente sospettati di collusioni e di contatti con i fascisti, i nazisti, la X^ Mas. Sì ammetteva che l’eccidio c’era stato ma la Brigata Osoppo se l’era andata a cercare….
Poi nel 2009 un colpo di scena: alcuni deputati, di varie forze politiche, anche di opposizione, presentarono una mozione affinché le malghe fossero riconosciute come monumento nazionale. La proposta passò in Commissione cultura della Camera all’unanimità e quindi nel 2010 il Ministro dei Beni culturali autorizzò il Decreto: le malghe diventano un bene di interesse culturale per tutta la nazione.
Non basta ancora: nel 2010 l’APO organizzò un convegno a Udine per parlare della violenza al Confine Orientale, portando storici di fama nazionale: emerse quello che tutti gli osovani andavano dicendo da decenni… finalmente lo dissero anche studiosi e docenti universitari che avevano colto l’essenza di quello che accadde a Topli Uorch: c’era chi aveva venduto questo pezzo dell’Italia all’ideologia comunista rappresentata da Tito e dalla Resistenza jugoslava. L’Osoppo poté dire “Ce l’hanno detto gli studiosi: lo abbiamo sempre sostenuto, ma ora ce lo dice chi ha letto le carte, i documenti, ha letto i fenomeni su scala europea.”
Gli atti del Convegno vennero raccolti nel volume “Porzus. Violenza e resistenza sul confine orientale”. Il libro suscitò attenzione, tanto che agli inizi del 2012, giunse a casa di Mario Toros, in gioventù patriota della Brigata Osoppo, poi parlamentare e ministro democristiano, una inattesa telefonata: “Sono Giorgio Napolitano,, ho letto il libro che è uscito sulla Resistenza osovana e su Porzus. Vorrei venire in Friuli per rendere omaggio a quei ragazzi uccisi dall’odio. Cosa ne pensi, cosa mi consigli? di te mi fido”. Mario Toros e Giorgio Napolitano si erano trovati su fronti contrapposti, ma si stimavano. Quello che si dissero i due non è noto, fatto sta che il Presidente della Repubblica in maggio venne in Friuli e, accompagnato da Mario Toros, andò a Faedis (le malghe sono situate in quel comune): davanti agli osovani disse parole importanti e coraggiose che resero un definitivo omaggio a quei poveri giovani che hanno reso la propria vita.
Nel giro di pochi anni quindi ciò che sembrava destinato all’oblio è tornato di attualità divenendo un argomento di cui si può parlare e che ha trovato un interesse sorprendentemente vivace: coloro che dopo il 2012 sono andati a cercare su Wikipedia la voce sull’eccidio, hanno trovato un dossier di decine di pagine con centinaia di note e citazioni…
Nel 2017 altri due fatti importanti: la Regione Friuli Venezia Giulia, proprietaria del monumento ha stabilito che le malghe siano date in concessione d’uso all’APO con lo scopo di custodirle e valorizzarle. In quei giorni l’APO decide di invitare l’ANPI a partecipare in forma ufficiale alla cerimonia: è la prima volta dopo 71 anni. Ne parlano i giornali di tutta Italia.
L’APO sottolinea ancora oggi i messaggi importanti che scaturiscono da Porzus: la Repubblica ha finalmente riconosciuto, senza se e senza ma, il ruolo che ebbero le Brigate Osoppo che, al pari di tutte le formazioni partigiane autonome, misero in primo piano la difesa della Patria e della Libertà, contro ogni dittatura.
Le malghe di Porzus rappresentano un luogo simbolo di inestimabile valore, in cui si materializza questa concezione della persona, della comunità e della Patria. Senza questo non vi è nemmeno speranza per il nostro futuro.
Le malghe di Porzus quindi non appartengono all’Osoppo: appartengono a tutti coloro che hanno a cuore la Resistenza e desiderano rendere omaggio a chi, come i martiri di Porzus, è caduto per difendere i confini del paese e la libertà di tutti contro ogni genere di totalitarismo.

Associazione Partigiani Osoppo - Friuli

In occasione della cerimonia di commemorazione del 74° anniversario dell’eccidio delle malghe di Porzus, organizzata dalla Associazione Partigiani Osoppo Friuli, la Federazione italiana Volontari della Libertà ha deciso di convocare per sabato 1 febbraio 2019, ad Udine, la prossima riunione della Giunta, partecipando anche con una folta delegazione alla cerimonia che si svolgerà a Faedis e Canebola (in provincia di Udine) il giorno successivo.

In occasione della commemorazione del Giorno della Memoria l’Associazione Toscana Volontari della Libertà (ATVL) in collaborazione con ISI “Pertini” e con il patrocinio del Comune di Lucca, venerdì 1 febbraio alle ore 10,30 presso l’auditorium di San Micheletto organizza un incontro con le scuole.

Ospite Barbara Rosenberg e la storia del nonno vittima della persecuzione, prima nazista e poi italiana. Un ebreo costretto a fuggire dalla Germania, perdendo ogni avere, per ritrovarsi costretto a doversi nascondere per via delle Leggi Razziali in Italia. Negli anni ’80 poi un viaggio in auto con la nipotina per “raccontargli” una storia; la storia. Le vicende personali e della famiglia e l’odio antisemita del quale egli è stato vittima.

Durante l’evento sarà proiettato il docufilm “Le rose di Ravensbuck” la storia del campo di sterminio dedicato solamente alle donne. Coordina l’evento la Prof.ssa gemma Giannini.

Saluti di Ilaria Vietina (ass. comune di lucca), Simonetta Simonetti presidente di ATVL e di Walter Ramaciotti della FIAP.

Venerdì 30 novembre alle ore 17 presso il Palazzo delle Esposizioni (Fondazione Banca del Monte di Lucca) con la collaborazione dell’Associazione Toscana Volontari della libertà (ATVL) in piazza San Martino è stato presentato il saggio di Simonetta Simonetti “Onore e sacrificio. Lucca, le donne, la Guerra del ’15-’18. La vita giorno per giorno”. L’autrice, Oriano Landucci, presidente della Fondazione BML, Ilaria Vietina, assessore al Comune di Lucca e Andrea Giannasi.
Quando la guerra sembrava non finire più, quando l’assenza degli uomini di casa era ormai solo un doloroso ricordo e la difficoltà di trovare qualcosa da mettere sulla tavola diventava una sfida quotidiana e quando ormai le donne si erano più o meno adeguate allo stravolgimento dei ruoli sociali e familiari imposti dai tempi, lo Stato richiese loro ancora sacrificio, resistenza, comprensione.
A Lucca come in tutto il paese nacquero il Comitato Femminile Pro Patria, il Comitato di Azione Civile Lucchese, il Fascio Femminile e le donne si fecero crocerossine o allestirono laboratori per cucire uniformi o confezionare scaldarancio da consegnare ai soldati al fronte. Ma la divisione fu netta tra la nobiltà e l’alta borghesia che, elevata in una posizione dominante, organizzava raccolte e riunioni, mentre dall’altra parte le operaie e le contadine lottavano contro i rincari del prezzo del pane e con la penuria di prodotti alimentari.
Anche nelle città lontano dal fronte si combattevano guerre, ma non per conquistare le patrie terre irredenti, bensì diritti. Le donne si trovarono asse della bilancia perché in assenza degli uomini richiamati “lassù”, furono loro ad entrare in fabbrica ed assumersi nuove responsabilità. Uscire di casa per iniziare un nuovo cammino di emancipazione che terminò solo alla fine del Secondo conflitto mondiale.
Le donne italiane furono al centro di una continua e pressante propaganda e dopo i figli a loro venne chiesto di donare anche i pochi beni – per chi era povero, ovvero la stragrande maggioranza – che rappresentavano l’ultima risorsa per sopravvivere.
Questo è uno dei tanti bandi patriottici che richiamava all’ordine proprie loro che a casa resistevano proprio come i mariti o i figli al fronte: «Donne d’Italia! La Madre immortale che è la patria, ieri vi chiese i figli, oggi vi domanda l’oro, i figli belli, operosi, gagliardi, per combattere il nemico duro della stirpe, l’oro per forgiare le armi a difesa dei figli ad offesa dello straniero. Donne d’Italia, aiutate i Reggimenti a vincere. Con l’oro è tessuta la lana, battuto il ferro, temprato il buon metallo dei cannoni. Date a piene mani, senza rimpianto, l’oro delle eredità care e dei doni di ricordanza. I doni di ricordanza migliore saranno le parole scritte dai figli sopra un campo di battaglia, in una giornata di vittoria. Negli scrigni delle oreficerie custodite le lettere che vengono dal campo, le medaglie che il valore conquistò. Donne d’Italia date ali d’oro alla Vittoria.
Per la Patria in pericolo, pel dolore che c’incombe, per la memoria di tanti martiri nostri, sacrifichiamo tutto quello che è umanamente possibile sacrificare! E prima di tutto sacrifichiamo il lusso, gli svaghi, le inutili spese, gli abiti sfarzosi, i cappelli di alta moda, le calzature costose. Che importa tutto ciò? La moda oggi non esiste, non deve esistere; che ognuna di noi sacrifichi la sua ambizione, la sua vanità, la sua suscettibilità. Tutte, e specialmente quelle largamente provviste di ricchezze, devono per prime, dar esempio di sacrificio e di modestia. Non un centesimo spendere per i vostri abiti, per i vostri acconciamenti; pensate che tanti lutti, tante lacrime e tante angosce sono intorno a noi! Pensate che tante madri dolenti ci guarderanno con orrore se, nella nostra persona, ritroveranno ancora la leggerezza e la vanità di un tempo».