Informativa:

F.I.V.L. Federazione Italiana Volontari della Libertà (Ente Morale D.P.R. 16-04-1948 n. 430) usa i cookies per poter configurare in modo ottimale e migliorare costantemente le sue pagine web.
Continuando ad utilizzare il sito Internet fornite il vostro consenso all'utilizzo dei cookies.
Per ulteriori informazioni si rimanda alla nostra privacy policy alla voce cookies.

A.P. Osoppo Friuli
Pietro Maset ricordato a conegliano nel 72° anniversario della sua uccisione

“Ripercorrendo le vicende e le scelte di Pietro Maset “Maso”, capiamo meglio come la Resistenza ed i valori di libertà e democrazia che l’hanno ispirata, abbiano un profondo significato anche oggi: in una fase delicata e complessa della storia dell'Italia repubblicana, segnata dalla crescente frammentazione del tessuto sociale, è un punto di riferimento vitale pensare che dei giovani meno che ventenni, nati e cresciuti durante il fascismo, frastornati dalla sua propaganda, abbiano saputo guardare nella propria coscienza ed abbiano deciso di abbattere la schiavitù, la dittatura, per instaurare la libertà e la democrazia, nel disorientamento generale e nel crollo di ogni riferimento istituzionale.”

Questo uno dei passi della orazione tenuta dal presidente nazionale della FIVL, il prof. Francesco Tessarolo, nel corso della cerimonia commemorativa che si è tenuta a Scomigo di Conegliano, luogo di nascita di Pietro Maset, “Maso” medaglia d’oro al valor militare, rimasto ucciso in uno scontro a fuoco con i tedeschi il 12 aprile 1945 pochi giorni prima della fine della guerra.

Così ha proseguito Tessarolo: “Leggendo nel profondo della loro coscienza, queste persone seppero capire che c’è un bene comune che vale più del bene del singolo, che prima del dibattito democratico, segnato dall'inevitabile divergenza delle visioni del mondo, occorre presupporre sempre la logica del riconoscimento reciproco, del rispetto della libertà altrui e del pluralismo.”

Il ricordo di Maso, così come quella di molti altri volontari della Libertà, seppur trascorsi settantadue anni, costituisce un insegnamento tutt’ora valido e quanto mai attuale: non sono venuti meno i motivi per un impegno personale per il bene comune, anzi il disagio ed il malessere di questi anni ci indicano che la riscoperta del bene comune è essenziale per mantenere i valori della democrazia, della libertà e dello stesso benessere sociale.
All’intervento del Presidente Tessarolo è seguito quello del sindaco di Conegliano Floriano Zambon il quale ha ricordato il forte legame della comunità coneglianese con la figura di Maso.