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Assoc. Volontari della Libertà Mondovì
Approvato il protocollo d’intesa fra comune di Bastia Mondovi’, la Federazione Italiana Volontari della Liberta’ e l’Associazione Volontari della Liberta’ del Piemonte. Intervista al sindaco e ai due presidenti.

Lo scorso 26 luglio il Consiglio comunale di Bastia Mondovì ha approvato all’unanimità il Protocollo d’intesa fra il Comune, la Federazione Italiana Volontari della Libertà e l’Associazione Volontari della Libertà del Piemonte, protocollo che è finalizzato alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale costituito dal Sacrario Partigiano e dalla Biblioteca della Resistenza che trovano sede a Bastia Mondovì. Si tratta di un accordo importante e anche innovativo per certi aspetti, perché mette assieme l’ente pubblico e i soggetti privati per promuoverne la conoscenza e ad assicurarne le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica di beni culturali che richiedono necessari interventi di manutenzione e valorizzazione. Sentiamo i protagonisti di questo innovativo percorso.
Anzitutto Paolo Crosetti, sindaco di Bastia Mondovì dal 2012.
“Bastia Mondovì – esordisce Paolo Crosetti – fu dal 1943 al 1945 il crocevia per le attività delle forze partigiane che parteciparono alla lotta di liberazione nel Piemonte. Qui in particolare operarono dall'aprile 1944 fino alla Liberazione le formazioni autonome del 1° Gruppo Divisioni Alpine comandate da Enrico Martini Mauri che combatterono in zona. Proprio per questo motivo – prosegue il sindaco Crosetti - nell’immediato dopoguerra fu deciso di realizzare a Bastia un sacrario in ricordo di coloro che erano caduti per la libertà della Patria: venne individuata per tale scopo la cima del Colle San Bernardo, ove sorgeva una piccola scuola elementare con annessa Cappella dedicata al santo. La costruzione del Sacrario, dedicato ai caduti del 1° Gruppo Divisioni Alpine, ebbe inizio nel 1947 e l’inaugurazione si tenne il 14 ottobre 1951, alla presenza del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi.”
Sentiamo ora il presidente della Associazione Volontari della Libertà del Piemonte, la storica associazione che raccoglie coloro che aderirono alle formazioni partigiane autonome: Mario Anacar, torinese, alle spalle una carriera di dirigente industriale:
“Bastia Mondovì è sempre rimasta nel cuore dei partigiani autonomi – inizia Anacar - ed in particolare questo legame fu decisivo per convincere mio fratello Giuseppe a donare nel 2005 tutta la sua biblioteca composta di migliaia di volumi e uno sterminato archivio, al Comune di Bastia. Fu una decisione meditata cui seguirono gli opportuni passi formali: venne assunta una delibera di accettazione da parte del consiglio comunale e sottoscritto un atto notarile con il quale si stabilivano i termini della donazione al Comune. Devo dire – continua Anacar – che il Comune di Bastia ha fatto molto per custodire e valorizzare quanto ricevuto da mio fratello Giuseppe, prima ristrutturando l’edificio già sede della Confraternita di Sant’Antonio dove ha trovato sede la Biblioteca comunale, acquistando poi le scaffalature e l’arredamento che oggi la rendono ordinata e accogliente.
Da ultimo Francesco Tessarolo, di Bassano del Grappa, una carriera di insegnante appena conclusa, da due anni presidente della Federazione Italiana Volontari della Libertà: “Sono venuto nello scorso mese di maggio alla cerimonia che ogni anno il Comune e l’Associazione Volontari della Libertà organizzano per ricordare i caduti del 1° Gruppo Divisioni Alpine e il loro mitico comandante Enrico Martini Mauri. Con me era presente l’intera Giunta esecutiva della Federazione, poiché per noi il Piemonte rappresenta un punto centrale della nostra storia, così ben rappresentato dalla figura di Enrico Martini Mauri. Devo dire che abbiamo ritrovato molti amici e devo ringraziare il sindaco Paolo Crosetti per l’accoglienza che ci ha riservato. L’occasione è stata propizia per riannodare tanti fili di una storia che non vogliamo interrompere: per noi il sacrario partigiano di Bastia è un luogo importante, così come la Biblioteca comunale che raccoglie i volumi donati da Giuseppe Anacar, mentre è stata una vera sorpresa la scoperta che l’archivio raccoglie una buona parte dell’archivio storico della FIVL e che Giuseppe Anacar raccolse con cura evitando che venisse disperso.
Tutto questo – prosegue Tessarolo – ci ha spinto a proporre al Comune un documento nel quale esprimiamo la volontà di valorizzare al meglio questi beni culturali che fanno parte della memoria storica delle genti piemontesi, ma anche del mondo delle formazioni partigiane autonome che hanno avuto un ruolo fondamentale nella Resistenza. Si tratta di beni culturali che hanno un profondo valore storico, ma soprattutto morale e spirituale. Il protocollo che il Comune ha accettato ed approvato vuole significare proprio questo e la volontà dei tre sottoscrittori di valorizzare sia il Sacrario che la Biblioteca/Archivio.”
Chiediamo a tutti un commento guardando al futuro.
“Il protocollo d’intesa per noi è un passo importante – afferma il sindaco Crosetti – perché tutti sappiamo le condizioni in cui versano i piccoli comuni come il nostro, praticamente privi di risorse. Trovare soggetti veramente interessati a intervenire su questi patrimoni ci incoraggia a fare ancora di più, nella convinzione che, come sempre, l’unione fa la forza. Un primo passo al quale sicuramente ne seguiranno altri. “
“Abbiamo molto apprezzato la presenza della Presidenza della FIVL a Bastia nello scorso mese di maggio – esordisce Mario Anacar – e la sottoscrizione del protocollo d’intesa ci aiuterà molto a valorizzare la storia delle formazioni autonome piemontesi, la cui storia in realtà è ancora poco conosciuta. Ripartiamo da Bastia, dal suo Sacrario e dalla sua Biblioteca – Archivio. Riprendiamo in mano la nostra storia, così nobile e così carica di significato soprattutto per il mondo di oggi e per il mondo di domani. Questo è il mio augurio e il mio auspicio. “
“Questo con il Comune di Bastia è il primo esempio di protocollo d’intesa – premette Francesco Tessarolo – ma la nostra intenzione sarebbe quella di continuare su questa strada anche in tutte le nostre realtà: si tratti del Museo della Resistenza di Lucca, del Museo di Ornavasso, delle malghe di Porzus, del sacello di Granezza, o degli importanti archivi che tante delle nostre Associazioni posseggono, noi vorremmo che in tutti i casi si riesca ad applicare questo modello. Bastia Mondovì è un po’ il battistrada per coinvolgere le nostre realtà locali, assieme agli enti territoriali e la nostra realtà nazionale della Federazione che si pone a servizio di tutti sollecitando e curando che tutte le risorse di coinvolgano per salvaguardare e valorizzare ciò che l’incuria rischia inevitabilmente di far perdere.”