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Albo d'oro presidenti

Presidenti di FIVL

ERMES GATTI (1921-2008)

In carica dal giugno 2008 al dicembre 2008

Nativo di Milano, nel quartiere di Porta Genova, Ermes Gatti prima della Seconda guerra mondiale lavorò in un’azienda tessile. Fu soldato in Albania e in Sicilia, ove contrasse la malaria, per curare la quale fu ricoverato all’ospedale militare di Arpino. L’8 settembre del 1943 lo colse lì, deperito nel fisico ma assai determinato. Si firmò una licenza di convalescenza, raggiunse Roma ed alla stazione Termini, controllata dai tedeschi e piena di soldati italiani prigionieri, costretti a salire su un treno per la Germania, riuscì a salire su un vagone diretto a Milano. Nascosto sotto un sedile, raggiunse il capoluogo lombardo devastato dai bombardamenti e ritrovò la famiglia. Subito maturò la decisione: non avrebbe risposto alla chiamata per l’esercito della Repubblica Sociale. Cominciarono i primi contatti con i movimenti della Resistenza e, insieme ad un cugino Ledy, Gatti si unì ad un gruppo di bersaglieri sui monti di Gallarate, scioltosi dopo un’offensiva tedesca. I due ripararono sul lago Maggiore e poi in Svizzera, con l’aiuto dei contrabbandieri. Quindi l’avventuroso ritorno in Italia, attraverso la Valtellina, e l’approdo sul territorio bresciano, nel luglio del 1944. Fu in Valcamonica, sul Mortirolo, che Gatti partecipò alla sua prima azione partigiana nel gruppo delle Fiamme Verdi. Da lì scese a valle per raggiungere la caserma della Guardia di Finanza di Grassotto, dove, insieme al cugino Ledi e ad altri cinque, prelevò armi e scorte alimentari. Seguirono altre azioni simili, consistenti nel disarmare i nemici e nel realizzare attentati a centrali e linee elettriche. In seguito, dal 10 al 29 aprile del 1945, partecipò alla durissima battaglia del Mortirolo, 220 Fiamme Verdi contro duemila fascisti supportati dai mortai tedeschi. Dopo un ultimo scontro a fuoco con i tedeschi, Gatti con la sua Brigata Schivardi raggiunse Edolo, dove stabilì il comando. Ai piedi aveva gli scarponi regalatigli mesi prima da una bella ragazza incontrata per strada. L’avrebbe rincontrata dopo pochi giorni e Gina Perlotti, coraggiosa partigiana, sarebbe diventata sua moglie nel novembre di quello stesso anno. Dopo la guerra Ermes Gatti cominciò il suo impegno nella vita pubblica, tra incarichi amministrativi e testimonianza civile. Insieme al generale Romolo Ragnoli, a don Carlo Comensoli e a Dario Morelli fondò l’Associazione “Fiamme Verdi”, di cui fu presidente provinciale per oltre un ventennio. Con infaticabile energia, da protagonista divenne testimone e divulgatore della memoria resistenziale nel nome delle “Fiamme Verdi” e della FIVL, di cui fu presidente dal giugno 2008 fino alla morte, sopraggiunta all’età di 86 anni, il 28 dicembre 2008.

ENRICO MATTEI (1906-1962)

Acqualagna, 29 aprile 1906 – Bascapè, 27 ottobre 1962

stato un imprenditore, politico e dirigente pubblico italiano. Nell'immediato dopoguerra fu incaricato dallo Stato di smantellare l'Agip, creata nel 1926 dal regime fascista; ma invece di seguire le istruzioni del Governo, riorganizzò l'azienda fondando nel 1953 l'ENI, di cui l'Agip divenne la struttura portante. Mattei diede un nuovo impulso alle perforazioni petrolifere nella Pianura Padana, avviò la costruzione di una rete di gasdotti per lo sfruttamento del metano, e aprì all'energia nucleare. Sotto la sua presidenza l'ENI negoziò rilevanti concessioni petrolifere in Medio Oriente e un importante accordo commerciale con l'Unione Sovietica (grazie all'intermediazione di Luigi Longo, suo amico durante la guerra partigiana e più tardi segretario del Partito Comunista Italiano); iniziative che contribuirono a rompere l'oligopolio delle 'Sette sorelle', che allora dominavano l'industria petrolifera mondiale. Mattei introdusse inoltre il principio per il quale i Paesi proprietari delle riserve dovevano ricevere il 75% dei profitti derivanti dallo sfruttamento dei giacimenti. Pur non essendo attivamente impegnato in politica, era vicino alla sinistra democristiana e fu parlamentare dal 1948 al 1953. Per la sua attività Mattei nel 1961 fu insignito della laurea in ingegneria ad honorem dalla Facoltà di Ingegneria (ora Politecnico) dell'Università degli Studi di Bari. Fu insignito anche di altre lauree honoris causa, della croce di cavaliere del lavoro e della Bronze Star Medal dell'Esercito statunitense (5 maggio 1945), nonché della Cittadinanza onoraria del comune di Cortemaggiore e l'11 aprile 2013 la Cittadinanza onoraria del comune di Ferrandina (MT), dove nel 1958 l'Agip Mineraria fece alcuni studi e trovò il metano nella Valle del Basento. Morì nel 1962, in un misterioso incidente aereo le cui cause rimasero oscure per moltissimi anni. In seguito a nuove evidenze, nel 2005 fu stabilita la natura dolosa dell'incidente; vennero infatti ritrovati segni di esposizione a esplosione su parti del relitto, sull'anello e sull'orologio di Mattei.