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In occasione del 72° della Liberazione , con la tradizionale fiaccolata al SACRARIO PARTIGIANO DI CERTOSA DI PESIO, martedì 25 aprile ore 21.00, l'ASSOCIAZIONE PARTIGIANA IGNAZIO VIAN DI CUNEO apporrà , provvisoriamente in attesa del nulla-osta definitivo, la LAPIDE-TARGA RICORDO del suo PRESIDENTE, don ALDO BENEVELLI, prete partigiano, responsabile zona Q circondario di Cuneo SERVIZIO X Formazioni "R" Rinnovamento. L'Associazione Partigiana Ignazio Vian porterà la propria riflessione sull'anniversario della Liberazione attraverso il Presidente del proprio CENTRO CULTURALE intitolato l'8 marzo scorso a don ALDO BENEVELLI. L'intervento farà anche ricordo con una breve biografia dEL PRETE PARTIGIANO e della medaglia d'oro , IGNAZIO VIAN, in occasione del CENTENARIO DELLA NASCITA. Saranno presenti Partigiani che hanno combattuto per la Libertà e la Democrazia in Valle Pesio, i soci, gli amici dell'Associazione Partigiana Ignazio Vian e i parenti della MEDAGLIA D'ORO cui é intitolata l'Associazione. Mercoledì 26 aprile alle ore 9 l'ASSOCIAZIONE PARTIGIANA IGNAZIO VIAN incontrerà gli studenti della SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO di Chiusa di Pesio per ricordare quanti hanno speso i loro anni migliori e spesso hanno pagato con la vita per liberare l'Italia dalla dittatura e dall'invasore e restituirla a Democrazia. Ci si soffermerà in particolare sulla figura del Presidente dell'Associazione partigiana don ALDO BENEVELLI e sulla Medaglia d'oro IGNAZIO VIAN. A tutti gli studenti sarà consegnata dal Centro Culturale "don Aldo Benevelli" una copia del libro "ORA E SEMPRE RESISTENZA" sulla storia del Novecento e, in particolare, della guera di Liberazione.

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Mercoledì 19 aprile è stato presentato alla Casa della Memoria di Milano il libro di Matteo Forte, “Porzus e la resistenza patriottica”: ospiti d’eccezione l’ex sindaco Giuliano Pisapia, Stefano Parisi e Roberto Volpetti della Associazione Partigiani Osoppo e della Federazione Italiana Volontari della Libertà.
Come hanno raccontato Forte e Volpetti, l’eccidio di Porzûs ha una storia complicata ed è ancora oggi oggetto di controversie. Le divergenze tra le formazioni osovane di ispirazione patriottica e il IX° Korpus (l’esercito di liberazione jugoslavo comandato da Tito) divennero sempre più profonde, tra accuse di tradimento e collaborazionismo con i tedeschi, finché la tensione culminò nella strage di Porzus: i comunisti, guidati dal comandante Toffanin, uccisero in tutto diciassette membri del gruppo rivale, tra cui una donna tenuta prigioniera dalle Osoppo. Tra le vittime ci furono anche Francesco De Gregori, zio del cantautore, e Guido Pasolini, fratello minore dello scrittore e regista. Non si è mai scoperto chi fossero i mandanti della strage. Toffanin fu condannato all’ergastolo, ma fuggì dall’Italia e morì in Slovenia.
Prendendo spunto da questa vicenda, Giuliano Pisapia ha sviluppato una riflessione sulla necessità di riscoprire la natura multiforme della resistenza e il contributo alla liberazione da parte di gruppi diversi, non solo comunisti. Come racconta Forte nel suo libro, le Brigate Osoppo utilizzavano metodi non condivisi da altre formazioni partigiane: promuovevano lo scambio di prigionieri con la mediazione della Curia, ricorrevano alla violenza solo come estrema ratio e progettavano una democrazia in cui ci fosse spazio per ogni formazione.
Basandosi sul confronto con il passato, secondo Stefano Parisi oggi la politica è degenerata perché non è stata in grado di traslare i valori della resistenza partigiana in un progetto di pacificazione nazionale: il nostro panorama politico è molto frammentato, diviso tra fazioni che si combattono a vicenda delegittimando l’avversario, avendo perso il senso civico e il rispetto verso le istituzioni. Guardare alla vicenda di Porzûs deve servire a ricordare la necessità di superare le divergenze perché gli strumenti possono essere diversi, ma l’obiettivo finale deve essere condiviso da tutti. Soprattutto in un momento storico in cui c’è bisogno di un solido senso d’identità nazionale che non si pieghi ai nuovi emergenti movimenti estremisti.

"Il ricordo di Pietro Maset, l’indimenticato “Maso” si è mantenuto ininterrotto fino dagli anni del dopoguerra, quando gli uomini che egli aveva comandato sui monti del Friuli, vollero continuare a mantenere fedelmente la sua memoria.” Sono le parole di Cesare Marzona, presidente della Associazione Partigiani Osoppo di Udine per presentare l’incontro che si terrà domenica 23 aprile a Scomigo di Conegliano, organizzato assieme al Comune di Conegliano e alla Associazione Volontari della Libertà di Treviso.
Così continua Cesare Marzona: “Maso è una figura straordinariamente attuale: come tutti i ragazzi visse intensamente gli anni della gioventù, ma gli toccò presto fare i conti con la realtà della guerra: prima l’Albania, poi la Grecia poi ancora la Russia con i suoi terribili momenti che affrontò con straordinario coraggio. Un ragazzo che potrebbe essere uno dei giovani di oggi come dimostra un passo tratto dal suo epistolario con la fidanzata dove esprime l’indignazione contro coloro che cercano il proprio benessere non capaci di sacrificarsi un poco per gli altri”.
“Maso poi - continua Marzona - diede il meglio di se sul Piancavallo e in Valcellina dove comandò la Quinta Brigata della Osoppo fino quasi alla fine della guerra, quando il 12 aprile del 1945, morì nel corso di uno scontro con i tedeschi. I suoi uomini lo adoravano per la sua capacità di comandare unita a una grande umanità. Il legame di quella amicizia con Maso e con i compagni che facevano parte di quella brigata rimase sempre intenso.
Quel gruppo di amici rimase sempre legato anche quando le vicende della vita li portarono per strade diverse: ogni anno mantennero l’impegno di ritrovarsi a Scomigo di Conegliano
dove è sepolto il loro comandante Maso e all’ultima domenica di giugno a Malga Ciamp in comune di Budoia”.
“Fu commovente per noi e per loro – ricorda ancora Cesare Marzona– quando qualche anno fa abbiamo festeggiato a Scomigo questo gruppetto di fedelissimi: Luigi Baldassar, scomparso alcune settimane fa, Giampaolo Danesin, Antonio Facchin e Guido Ravenna.
Questi amici hanno visto con piacere che dopo anni in cui il loro sacrificio sembrava quasi dimenticato, ora sempre più gente si riuniva attorno a loro per ricordare e far rivivere quella esperienza”.

All’incontro di domenica 23 che si svolgerà come da programma allegato, saranno presenti il sindaco di Conegliano, Floriano Zambon, l’ing. Giorgio Prati presidente dell’Associazione Volontari della Libertà di Treviso e il presidente della Federazione Volontari della Libertà Francesco Tessarolo che terrà la commemorazione.

A Roma, presso la storica sede della Casa Madre dei Mutilati ed Invalidi di Guerra, si è tenuta lo scorso 8 marzo la Conferenza dei Presidenti delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane, convocata dal presidente dell’ANMIG, prof. Claudio Betti. Erano presenti i rappresentanti di 17 associazioni sulle 21 facenti parte della Confederazione.

In apertura di riunione, il prof. Betti ha sottolineato l’importanza di rafforzare l’identità della Confederazione, affermando che “dobbiamo andare oltre la questione dei finanziamenti ed essere presenti e forti anche in vicende politiche difficili: siamo discendenti o eredi di una storia che deve ancora insegnare molto alle giovani generazioni”. Concordi tutti i presenti su tale impostazione, si è deciso di prorogare il rinnovo delle cariche della Confederazione, previsto all’O.d.G., per dar vita ad un gruppo di lavoro, che raccolga riflessioni ed elabori proposte per arrivare ad uno Statuto della Confederazione. Nell’ampio dibattito successivo, è emerso come, 43 anni fa, la Confederazione sia sorta dotandosi solo di un Regolamento e non di uno Statuto, a fronte delle differenti sensibilità ed approcci delle singole Associazioni, tutt’ora esistenti e riconoscibili; nel suo intervento, invece, il presidente della FIVL, prof . Tessarolo, ha insistito sulla doverosità di arrivare ad uno Statuto condiviso, che esprima la comunanza di valori, principi e storia tra le varie Associazioni, particolarmente emblematica in tempi, come quelli attuali, segnati da frammentarietà ed individualismi esasperati.

A conclusione dell’incontro, è stata quindi approvata la costituzione del gruppo di lavoro, ristretto a 5 componenti qualificati; in una prossima Conferenza dei Presidenti, da convocare a breve, esso porterà valutazioni e proposte in merito allo Statuto.

Lo scorso 7 marzo, si è tenuto un importante incontro tra il sen. Luciano Guerzoni, Vice Presidente Vicario Nazionale dell’ANPI, Italo Pattarini della FIAP, un rappresentante della ANRP ed il Presidente della FIVL Francesco Tessarolo, in rappresentanza delle maggiori associazioni partigiane, e l’on. Flavia Piccoli Nardelli, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati. Nel corso della proficua riunione, si è esaminato lo stato di realizzazione del progetto di digitalizzazione delle oltre 700.000 schede relative alle domande di riconoscimento della qualifica di partigiani o patrioti, rimaste in giacenza per anni presso i presidi militari periferici e solo recentemente versate dal Ministero della Difesa all’Archivio Centrale dello Stato di Roma. In merito al progetto, l’on. Nardelli ha affermato che è stato individuato nel dott. Gino Famiglietti il responsabile operativo del programma di attuazione: il direttore della Direzione Generale Archivi, nell’ambito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, definirà a breve l’articolazione operativa del progetto, curando anche il reperimento dei fondi necessari. Su opportuna proposta del sen. Guerzoni, la Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati si è fatta carico di indire una specifica conferenza stampa, che possa illustrare le finalità e le modalità di realizzazione del progetto, utile anche il suggerimento del prof. Tessarolo, volto a collocare in prossimità del prossimo 25 aprile la data di convocazione della conferenza stampa, in modo da caricarla di ulteriore significato e risalto.

Nella seconda parte dell’incontro, l’on. Nardelli ha illustrato ai presenti la problematica degli “archivi privati di interesse nazionale”, sui quali si sta soffermando l’attenzione della Commissione da lei presieduta; in tale ambito, ha suggerito, potrebbe rientrare anche la valorizzazione degli archivi delle nostre associazioni, da realizzarsi attraverso un’indagine conoscitiva, la diffusione di “buone pratiche” ed interventi specifici di riordino e tutela, d’intesa anche con le Sovrintendenze alle Belle Arti e con gli Istituti Storici per la Resistenza. In tale ambito, l’onorevole trentina si è detta particolarmente favorevole ad un’auspicabile funzione di raccordo e di sinergia tra le associazioni partigiane e la Commissione stessa, per “mettere a sistema” le diverse esigenze ed evitare dispersione e spontaneismi. L’on. Nardelli, a tal proposito, ha auspicato infine un possibile incontro tra Commissione ed associazioni partigiane; la proposta è stata favorevolmente accolta da tutti i presenti.