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Nel giorno anniversario della liberazione della città di Massa dal nazifascismo, questa Associazione vuole esprimere una memoria riassuntiva delle vicende di quegli anni difficili col sottolineare il sacrificio di Arnaldo Pegollo, ultimo partigiano caduto, in quel giorno di festa per la riconquista della libertà.

Ed insieme, fulgida e dolente immagine di una comunità che si apprestava a ricominciare a vivere, così ben descritta da Emilio Palla nell' inedito "La resistenza in Italia ed in Apuania".

"" Il 10 Aprile 1945, quando le truppe americane e le piccole ma attive forze partigiane cacciarono i tedeschi in precipitosa fuga, Massa distrutta dopo sei mesi di martirio e resistenza, riprese a vivere. Fra le macerie gli abitanti cercavano con fiducia qualche cosa che servisse per cominciare la ricostruzione della loro città""

Nel corso dei decenni si sono perduti molti significati dei sacrifici e delle speranze di quei giorni. Sarebbe perciò auspicabile una loro riconsiderazione insieme alla ricerca di una pacificazione intorno a quei valori, per il bene del Paese e per il miglior funzionamento delle istituzioni pubbliche.

Massa 10 Aprile 1945 / 10 Aprile 2018

Erano presenti anche il segretario nazionale della FIVL Roberto Volpetti e una delegazione della AVL di Mondovì guidata da Romolo Garavagno, alla cerimonia di commemorazione del 74° anniversario della strage delle Fosse Ardeatine a Roma. L’evento, al quale è intervenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si è svolto al Mausoleo Ardeatino alla presenza della Ministra della Difesa, Roberta Pinotti. Il presidente ha deposto una corona sulla lapide dedicata ai 335 Caduti nell'eccidio del 24 marzo 1944. Nel corso della cerimonia, dopo il saluto di Rosina Stame, Presidente dell'ANFIM, gli attori Cesare Bocci e Sandra Collodel hanno letto alcuni estratti delle ultime lettere dal carcere delle vittime delle Fosse Ardeatine e alcune testimonianze dei familiari delle vittime e il Segretario Generale dell'ANFIM, Aladino Lombardi, ha letto i nomi dei Caduti. La commemorazione è proseguita con la preghiera cattolica recitata dall'Ordinario Militare, Mons. Santo Marcianò e con la preghiera ebraica officiata dal Rabbino Capo della Comunità ebraica di Roma, Rav. Riccardo Di Segni. Al termine il Presidente Mattarella ha reso omaggio alle vittime dell'eccidio all'interno del Mausoleo Ardeatino. Presenti, tra gli altri, i Presidenti di Senato, Camera e Corte Costituzionale, il Capo di Stato Maggiore della Difesa.

Tra i firmatari le realtà partigiane FIVL, ANPI e FIAP

Noi, cittadine e cittadini democratici, lanciamo questo appello alle Istituzioni repubblicane. Attenzione: qui ed ora c'è una minaccia per la democrazia. Si stanno moltiplicando nel nostro Paese sotto varie sigle organizzazioni neofasciste o neonaziste presenti in modo crescente nella realtà sociale e sul web. Esse diffondono i virus della violenza, della discriminazione, dell'odio verso chi bollano come diverso, del razzismo e della xenofobia, a ottant'anni da uno dei provvedimenti più odiosi del fascismo: la promulgazione delle leggi razziali. Fenomeni analoghi stanno avvenendo nel mondo e in Europa, in particolare nell'est, e si manifestano specialmente attraverso risorgenti chiusure nazionalistiche e xenofobe, con cortei e iniziative di stampo oscurantista o nazista, come recentemente avvenuto a Varsavia, persino con atti di repressione e di persecuzione verso le opposizioni. Per questo, uniti, vogliamo dare una risposta umana a tali idee disumane affermando un'altra visione delle realtà che metta al centro il valore della persona, della vita, della solidarietà, della democrazia come strumento di partecipazione e di riscatto sociale. Per questo, uniti, sollecitiamo ogni potere pubblico e privato a promuovere una nuova stagione di giustizia sociale contrastando il degrado, l'abbandono e la povertà che sono oggi il brodo di coltura che alimenta tutti i neofascismi. Per questo, uniti, invitiamo le Istituzioni a operare perché lo Stato manifesti pienamente la sua natura antifascista in ogni sua articolazione, impegnandosi in particolare sul terreno della formazione, della memoria, della conoscenza e dell'attuazione della Costituzione. Per questo, uniti, lanciamo un allarme democratico richiamando alle proprie responsabilità tutti i livelli delle Istituzioni affinché si attui pienamente la XII Disposizione della Costituzione (“È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”) e si applichino integralmente le leggi Scelba e Mancino che puniscono ogni forma di fascismo e di razzismo. Per questo, uniti, esortiamo le autorità competenti a vietare nelle competizioni elettorali la presentazione di liste direttamente o indirettamente legate a organizzazioni, associazioni o partiti che si richiamino al fascismo o al nazismo, come sostanzialmente previsto dagli attuali regolamenti, ma non sempre applicato, e a proibire nei Comuni e nelle Regioni iniziative promosse da tali organismi, comunque camuffati, prendendo esempio dalle buone pratiche di diverse Istituzioni locali. Per questo, uniti, chiediamo che le organizzazioni neofasciste o neonaziste siano messe nella condizione di non nuocere sciogliendole per legge, come già avvenuto in alcuni casi negli anni 70 e come imposto dalla XII Disposizione della Costituzione. Per questo, uniti, come primo impegno verso una più vasta mobilitazione popolare e nazionale invitiamo a sottoscrivere questo appello le cittadine e i cittadini, le associazioni democratiche sociali, civili, politiche e culturali. L'esperienza della Resistenza ci insegna che i fascismi si sconfiggono con la conoscenza, con l'unità democratica, con la fermezza delle Istituzioni. Nel nostro Paese già un'altra volta la debolezza dello Stato rese possibile l'avventura fascista che portò sangue, guerra e rovina come mai si era visto nella storia dell'umanità. L'Italia, l'Europa e il mondo intero pagarono un prezzo altissimo. Dicemmo “Mai più!”; oggi, ancora più forte, gridiamo “Mai più!”.

Tra i firmatari: ACLI, ANED, ANPI, Articolo 21, FIAP, FIVL, Libertà e Giustizia.
Firma l’appello

È scomparso lunedì 12 febbraio all’età di 94 anni, Guido De Carli, partigiano e Presidente emerito della Federazione Italiana Volontari della Libertà e già presidente del Raggruppamento Alfredo Di Dio di Busto Arsizio, fazzoletto azzurro sempre in prima linea nel promuovere i valori della Resistenza.
Guido De Carli, nato a Cornaredo nel 1923, trasferito presto a Cuggiono, è uno dei ragazzi di Don Albeni, splendida figura di sacerdote educatore alla libertà, coadiutore dell’oratorio che ha indirizzato allevato una schiera di resistenti: Angelo e Pinetto Spezia, Bruno Bossi, Gianangelo Mauri , Giovani Marcora.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 si costituiscono tra Cuggiono e Inveruno e zona i primi gruppi partigiani: tra questi esponenti anche Guido, che sarà un importante figura all’interno delle neonate formazioni, che appena organizzate diventeranno la Gasparotto (e la Ticino per stare solo in zona). Formazioni al piano, di supporto logistico e organizzativo alla Resistenza: salgono i giovani a Pian Cavallo (per indicazione di Nino Chiovini, residente a Cuggiono ma proveniente da là) e poi in Val d’Ossola e Val Toce: frequenti continui scambi anche con Busto, dove Luciano Vignati tiene le redini ed il collegamento di tutta la Resistenza.
E Guido funge da staffetta–coordinatore, in quanto essendo minuto e un po’ cagionevole viene ricoverato nella casa di cura a Miazzina ma deve effettuare analisi e verifiche all’ospedale di Busto Arsizio. Ottiene così un lasciapassare di potersi muovere liberamente dalla Val Grande a Busto. Il suo soprannome partigiano è Ranin (ranetta), ragazzo esile.
L’imprimatur della Resistenza lo porterà ad impegnarsi per tutta la vita a favore degli ideali e dei valori di libertà e di pace. Nel settembre 1963 Albertino Marcora e Luciano Vignati fondano il Raggruppamento Divisioni Patrioti Alfredo Di Dio, per dare seguito all’esperienza nata come movimento militare nel dicembre 1944. E qualche anno dopo la modifica dello statuto del 1987, Guido succede a Cesare Bettini alla presidenza del Raggruppamento. Presidenza che terrà ininterrottamente fino al febbraio 2017. La sede si stabilisce in Via Espinasse dove si raccolgono via via tutte le testimonianze, i libri, i cimeli, le documentazioni della guerra partigiana.
Ma il suo impegno è anche impegno civile: assessore a Cuggiono, poi membro della direzione provinciale scudocrociata, economo all’Ospedale; negli anni ’60 è assessore a Turbigo, dove si è sposato con Agnese Lazzaroni, nella Giunta del sindaco Paratico; nel 1967 è segretario generale dell’ospedale di Bollate: nel 1992 è nell’ufficio di segreteria del presidente della Regione Lombardia Giuseppe Guzzetti.
Alla morte di Marcora nel 1983 saranno i partigiani della Gasparotto a portare il feretro: Guido è in prima fila, e sarà in prima fila per decenni come testimone attivo a tutte le manifestazioni organizzate dal Comune di Inveruno e dal Centro Studi Marcora: i vari premi europei, le ricorrenze degli anniversari, la presentazione di libri, le inaugurazione: lui e i suoi fazzoletti azzurri sempre numerosi e orgogliosi col loro medagliere onusto di riconoscimenti.
Ma il suo impegno era soprattutto rivolto ai giovani, che incontrava nei ricorrenti appuntamenti, sia alle Medie che alle Superiori della zona per ricordare e sottolineare l’importanza del rispetto e della trasmissione dei valori della Resistenza alle nuove generazioni.
Per le ricorrenze natalizie riempiva sempre il salone della sede di Via Espinasse. Dopo la S. Messa in ricordo dei partigiani caduti eseguiva la puntuale commemorazione dei deceduti nell’anno.
Il rapporto coi sindaci e le comunità locali, oltre a quelle di Busto, dell’Alto milanese e della valle Olona, cosi come quelle della Val Grande, della Val d’Ossola, Val Toce, Val Strona, Val Cannobina era una sua costante preoccupazione, per evitare di dimenticare o non presenziare alle varie celebrazioni, da quelle della Repubblica dell’Ossola alla Giornata del Ricordo dell’eccidio di Finero e della morte di Alfredo Di Dio o alle varie adunanze partigiane soprattutto al Boden di Ornavasso.
In occasione del 70° della Liberazione, nel novembre 2015 aveva organizzato una grande cerimonia in Comune a Busto per l’assegnazione delle medaglie ai partigiani e degli attestati a ciascun sindaco dei comuni dell’Alto Milanese, Valle Olona per “il contributo dato alla Resistenza e alla lotta per la Libertà e la Democrazia sul suo territorio”.
Col prefetto Giorgio Zanzi ed il sindaco Gigi Farioli aveva consegnato ancor fermo (per l’occasione aveva abbandonato il bastone che ormai aveva incominciato ad usare) le medaglie e gli attestati. Ma prima ancora, nell’aprile aveva ricevuto a sua volta a Roma dal ministro Pinotti la medaglia d’onore come partigiano e come presidente della FIVL, Federazione Italiana Volontari della Libertà ,presidenza che ha tenuto con capacità e competenza per oltre dieci anni, dal 2008. Cosi lo ricorda il nuovo presidente Tessarolo, succedutogli all’inizio del 2017: “Mi ha colpito la sua passione e la sua generosità, unite ad una costanza ed ad un impegno inarrestabili, gli stessi tratti che accomunavano i protagonisti della Resistenza, tutti intransigenti verso se stessi prima che verso gli altri, limpidi e diritti, liberi e intensi come recita la preghiera del Ribelle bel beato Teresio Olivelli”.
Da presidente del Raggruppamento aveva organizzato con un impegno continuo grazie anche all’aiuto del senatore Giampietro Rossi, il trasferimento della sede da Via Espinasse alla Casa del 900,Villa Tovaglieri, ma soprattutto la donazione al Comune di Busto di tutto il patrimonio digitalizzato del Museo Partigiano, ora disponibile su internet, assieme a quello dell’altro museo del Raggruppamento, quello di Ornavasso (val Toce), due pietre miliari per la conservazione della storia della Resistenza .
In accordo con Mario Colombo aveva informato di tutte le iniziative, soprattutto quelle del 70°, gli amici della missione statunitense Chrysler Mangosteen, in particolare il tenente Icardi, il capitano Corvo e sottotenente Daddario e tutta l’OSS (Organisation Strategic Service) con una pergamena di ringraziamento (autunno 2016) che diceva “I’m glad to transmit you a Thanking Parchment in memory of the help received in the Liberation of Italy-cooperating with our Resistenza”.
Negli ultimi tempi non riusciva più a tornare a Busto e dall’alto della casa sulla punta di una collinetta del comune di Premeno che spaziava su tutto il lago Maggiore ci incoraggiava comunque; voleva essere informato di tutte le iniziative e non si stancava di dare suggerimenti, con la voce sempre più incerta.
In giugno 2017 una rappresentanza del Raggruppamento, composta dal presidente e vice presidenti (Mainini, Vignati, Tosi, Mariani) gli aveva recapitato in una semplice cerimonia un attestato di ringraziamento “in riconoscimento del contributo offerto alla lotta partigiana di cui ha condiviso i rischi e gli impegni diventando esempio di autentica educazione alla libertà e alla democrazia. E per la sua lunga appassionata, competente testimonianza dei valori della Resistenza alla guida per tanti anni fecondi del Raggruppamento Divisioni Patrioti Alfredo Di Dio e della FIVL-Federazione Italiana Volontari della Libertà”.

Con lui se ne va un pezzo di storia, della nostra storia comune.

Cari amici,
con dolore e commozione salutiamo Guido De Carli, partigiano e Presidente Emerito della nostra Federazione.
Il nostro più forte abbraccio ai figli, Anna e Paolo, ai famigliari tutti e agli amici dell’Associazione Raggruppamento Divisioni Patrioti Alfredo di Dio, di cui a lungo Guido è stato presidente.
I funerali si svolgeranno mercoledì 14 febbraio, alle ore 11.00, nella Chiesa di Pollino, frazione di Premeno.
Vogliamo ricordare Guido, emozionato e sorridente, mentre riceve la Medaglia della Liberazione dalle mani del Ministro Pinotti nel 70.mo della Liberazione, e con le parole del nostro Presidente, Francesco Tessarolo.

In ricordo di Guido De Carli, Presidente emerito della Federazione Italiana Volontari della Libertà

A nome della Federazione Italiana Volontari della Libertà e mio personale, voglio esprimere profondo cordoglio per la scomparsa del nostro Presidente emerito, Guido De Carli.
Ho potuto conoscerlo personalmente solo qualche anno fa e mi hanno subito colpito la sua passione e generosità, unite a una costanza e a un impegno inarrestabili, gli stessi tratti che accomunavano i protagonisti della Resistenza, tutti intransigenti verso se stessi prima che verso gli altri, “limpidi e diritti, liberi ed intensi” come recita la “Preghiera del Ribelle” del beato Teresio Olivelli.
Anche per questo la sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, ma il suo esempio e i suoi insegnamenti, uniti a quelli dei Presidenti che lo hanno preceduto alla guida della F.I.V.L., costituiscono le forti radici della nostra Federazione e ci spronano a guardare con fiducia al futuro pur nei tempi difficili in cui viviamo, per continuare a far crescere un’Italia libera, pacifica e democratica.

La FIVL e l'Associazione Partigiani Osoppo-Friuli invitano a partecipare alla commemorazione del 73° anniversario dell'eccidio della Malghe di Porzus.
Venerdì 9 febbraio alle ore 20,45 presso il Centro culturale delle Grazie a Udine si terrà la lettura scenica su testo di Giannino Angeli dal titolo "Il Diario di Bolla". Regia di Claudio Mezzelani.
Domenica 11 febbraio alle ore 10 a Faedis in piazza 1° maggio dopo l'onore ai Caduti intervento del sindaco di Faedis, Claudio Zani e saluto del Presidente dell'APO, Cesare Marzona.
Alle 11 a Canebola Santa Messa concelebrata da don Gianni Arduini e don Federico Saracino.
Alle 11,45 interventi dei rappresentanti delle istituzioni e relazione ufficiale del Presidente della Federazione Italiana Volontari della Libertà FIVL Francesco Tessarolo.

Mai più fascismi: firma l’appello nazionale

Tra i firmatari le realtà partigiane FIVL, ANPI e FIAP

Noi, cittadine e cittadini democratici, lanciamo questo appello alle Istituzioni repubblicane.

Attenzione: qui ed ora c'è una minaccia per la democrazia.

Si stanno moltiplicando nel nostro Paese sotto varie sigle organizzazioni neofasciste o neonaziste presenti in modo crescente nella realtà sociale e sul web. Esse diffondono i virus della violenza, della discriminazione, dell'odio verso chi bollano come diverso, del razzismo e della xenofobia, a ottant'anni da uno dei provvedimenti più odiosi del fascismo: la promulgazione delle leggi razziali.

Fenomeni analoghi stanno avvenendo nel mondo e in Europa, in particolare nell'est, e si manifestano specialmente attraverso risorgenti chiusure nazionalistiche e xenofobe, con cortei e iniziative di stampo oscurantista o nazista, come recentemente avvenuto a Varsavia, persino con atti di repressione e di persecuzione verso le opposizioni.

Per questo, uniti, vogliamo dare una risposta umana a tali idee disumane affermando un'altra visione delle realtà che metta al centro il valore della persona, della vita, della solidarietà, della democrazia come strumento di partecipazione e di riscatto sociale.

Per questo, uniti, sollecitiamo ogni potere pubblico e privato a promuovere una nuova stagione di giustizia sociale contrastando il degrado, l'abbandono e la povertà che sono oggi il brodo di coltura che alimenta tutti i neofascismi.

Per questo, uniti, invitiamo le Istituzioni a operare perché lo Stato manifesti pienamente la sua natura antifascista in ogni sua articolazione, impegnandosi in particolare sul terreno della formazione, della memoria, della conoscenza e dell'attuazione della Costituzione.

Per questo, uniti, lanciamo un allarme democratico richiamando alle proprie responsabilità tutti i livelli delle Istituzioni affinché si attui pienamente la XII Disposizione della Costituzione (“È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”) e si applichino integralmente le leggi Scelba e Mancino che puniscono ogni forma di fascismo e di razzismo.

Per questo, uniti, esortiamo le autorità competenti a vietare nelle competizioni elettorali la presentazione di liste direttamente o indirettamente legate a organizzazioni, associazioni o partiti che si richiamino al fascismo o al nazismo, come sostanzialmente previsto dagli attuali regolamenti, ma non sempre applicato, e a proibire nei Comuni e nelle Regioni iniziative promosse da tali organismi, comunque camuffati, prendendo esempio dalle buone pratiche di diverse Istituzioni locali.

Per questo, uniti, chiediamo che le organizzazioni neofasciste o neonaziste siano messe nella condizione di non nuocere sciogliendole per legge, come già avvenuto in alcuni casi negli anni 70 e come imposto dalla XII Disposizione della Costituzione.

Per questo, uniti, come primo impegno verso una più vasta mobilitazione popolare e nazionale invitiamo a sottoscrivere questo appello le cittadine e i cittadini, le associazioni democratiche sociali, civili, politiche e culturali. L'esperienza della Resistenza ci insegna che i fascismi si sconfiggono con la conoscenza, con l'unità democratica, con la fermezza delle Istituzioni.

Nel nostro Paese già un'altra volta la debolezza dello Stato rese possibile l'avventura fascista che portò sangue, guerra e rovina come mai si era visto nella storia dell'umanità. L'Italia, l'Europa e il mondo intero pagarono un prezzo altissimo. Dicemmo “Mai più!”; oggi, ancora più forte, gridiamo “Mai più!”.

3 gennaio 2018

Tra i firmatari: ACLI, ANED, ANPI, Articolo 21, FIAP, FIVL, Libertà e Giustizia.

Firma l’appello:

https://www.change.org/p/istituzioni-democratiche-mai-pi%C3%B9-fascismi-appello-nazionale

Nell’incontro, in cui verrà anche presentata una guida sulla Resistenza in montagna, saranno celebrate le figure dei due partigiani, l’uno medico e l’altro sacerdote, scomparsi 45 e 40 anni fa

(Villa Minozzo, 21 ottobre 2017). “Nell’occasione vogliamo celebrare due straordinari personaggi della Resistenza nel periodo del secondo conflitto mondiale, l’onorevole e medico Pasquale Marconi, ‘Franceschini’, e don Domenico Orlandini, ‘Carlo’, di cui quest’anno ricorrono il quarantacinquesimo e il quarantesimo della scomparsa”: così Elio Ivo Sassi, vicepresidente dell’Associazione liberi partigiani italiani - partigiani cristiani (Alpi-Apc) di Reggio Emilia, annuncia l’incontro sul tema della Resistenza in montagna, in programma per sabato pomeriggio (28 ottobre) a Minozzo, nel salone della casa mezzadrile dell’antica Pieve.

“Il ritrovo - spiega Sassi che, oltre ad essere responsabile dell’organizzazione, dirigerà e presiederà l’evento - è previsto per le 14.30, con accoglienza nel piazzale antistante la chiesa, mentre dalle 15 inizieranno ufficialmente i lavori con i saluti del sindaco Luigi Fiocchi e dell’onorevole Danilo Morini, presidente provinciale di Alpi-Apc. L’iniziativa della nostra associazione è patrocinata dal Comune di Villa Minozzo e dall’Unione dei Comuni, con l’adesione degli altri territori del comprensorio, Castelnovo ne’ Monti, Carpineti, Casina, Toano, Vetto e Ventasso, e la collaborazione della Federazione italiana volontari della libertà, del gruppo Alpini di Villa Minozzo, della locale Croce verde, dell’Arcipretura, del Centro studi Fiamme verdi e degli Usi civici di Minozzo, nonché dell’Associazione carabinieri di Villa e Toano”.
Dopo l’intervento introduttivo di Elio Ivo Sassi, il professor Paolo Gandini, il dottor Tarcisio Zobbi e il capogruppo degli Alpini, Marco Zobbi, presenteranno in anteprima la guida “La via delle Fiamme Verdi”. Si tratta di una pubblicazione “che - sottolinea il vicepresidente dell’associazione Alpi-Apc - ricalca i luoghi e i percorsi che hanno caratterizzato le azioni della 284.a Brigata ‘Italo’, appartenente alle formazioni partigiane di ispirazione cattolica impegnate nella guerra di Liberazione, fondata da don ‘Carlo’ nell’estate del 1944, con proiezioni di immagini relative a questo progetto editoriale”.
Seguiranno le relazioni del professor Giuseppe Giovanelli e di monsignor Giovanni Costi, che parleranno in modo approfondito dei partigiani Pasquale Marconi e della sua “azione nella Resistenza” e di Domenico Orlandini, “prete e comandante nelle Fiamme Verdi”. Conclude il vicepresidente Alpi-Apc Sassi: “L’incontro avrà termine col dibattito e un momento conviviale. Sarà anche possibile ammirare diversi cimeli della seconda guerra mondiale, messi cortesemente a disposizione da alcuni privati. Crediamo che quello di sabato prossimo sia un appuntamento davvero significativo per approfondire, fra l’altro, le figure di due protagonisti della Liberazione nell’Appennino reggiano, ma non solo, il cui ruolo non è stato ancora svelato in tutta la propria grandezza”.