Ricordata, nel paese della famiglia, la figura di Teresio Olivelli

Teresio Olivelli è una delle figure più rappresentative della Resistenza, in particolare della Resistenza patriottica e cattolica: sua infatti è la “Preghiera del Ribelle”, che viene tradizionalmente letta alla conclusione di celebrazioni liturgiche e cerimonie commemorative. Teresio Olivelli era nato nel 1916 a Bellagio, in provincia di Como, ma nel 1923 la famiglia rientrò nel paese d’origine, Zeme, un comune della Lomenllina in provincia di Pavia, diocesi di Vigevano. Dopo aver conseguito la maturità al Liceo Ginnasio Statale “B. Cairoli” di Vigevano, presentandosi all’esame con un distintivo dell’Azione cattolica, la cui esibizione in pubblico era vietata dal regime fascista, Olivelli si iscrisse ai corsi di Giurisprudenza, all’università degli Studi di Pavia. Nel 1938, dopo la laurea, fu destinato come assistente alla cattedra di Diritto Amministrativo all’università degli Studi di Torino. frequentò le scuole. 

Nel gennaio 1941, rinunciò al rinvio del servizio militare e si arruolò volontario. Volle condividere la sorte dei più esposti, che erano destinati alla campagna di Russia, come sottotenente della Divisione Tridentina. Rientrato dalla Russia, fu nominato rettore del prestigioso Collegio “Ghislieri” di Pavia, a soli 27 anni. 

Il 9 settembre 1943, essendosi rifiutato di collaborare con i nazifascisti, fu arrestato e deportato in Austria; riuscì ad evadere e, passando da Udine, arrivò a Brescia dove si unì alla Resistenza cattolica e fondò il giornale clandestino “Il Ribelle”. Fu arrestato e deportato nel campo di concentramento di Hersbruck, dove morì il 17 gennaio del 1945. 

Domenica 3 aprile, il Comune di Zeme, assieme alla Associazione Partigiani Cristiani, aderente alla FIVL ha voluto ricordare la sua figura, con la posa di una piccola targa davanti alla sede del Comune. Analoga targa è stata posta per ricordare anche Ernesto Staglini, giovane caduto della Resistenza, nativo del piccolo comune della Lomellina.

 

Successivamente allo scoprimento, è seguita la rievocazione della figura di Teresio Olivelli, con il saluto del sindaco, Massimo Saronni, la lettura di alcuni passi de “Il Ribelle”, da parte di Marco Miconi, presidente dell’A.P.C., le riflessioni di Carla Bianchi, figlia di Carlo Bianchi, amico e collaboratore di Teresio Olivelli, di Roberto Tagliani, vicepresidente della F.I.V.L., e di Alvaro Peli, presidente delle Fiamme Verdi di Brescia.

 

 

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