Care amiche e cari amici,
nell’approssimarsi delle festività vi giungano i più fraterni e cordiali auguri di Buon Natale e Felice 2026 a nome mio, della Giunta Federale e dell’intera Federazione Italiana Volontari della Libertà.
Com’è ormai consuetudine, unisco agli auguri una breve riflessione, che muove da un documento storico:
Un dovere, del resto, obbliga tutti, un dovere che non tollera alcun ritardo, alcun differimento, alcuna esitazione, alcuna tergiversazione: di fare cioè tutto quanto possibile per proscrivere e bandire una volta per sempre la guerra di aggressione come soluzione legittima delle controversie internazionali e come strumento di aspirazioni nazionali. Si son veduti nel passato molti tentativi intrapresi a tale scopo. Tutti sono falliti. E falliranno tutti sempre, fino a quando la parte più sana del genere umano non avrà volontà ferma, santamente ostinata, come un obbligo di coscienza, di compire la missione che i tempi passati avevano iniziata con non sufficiente serietà e risolutezza. Se mai una generazione ha dovuto sentire nel fondo della coscienza il grido: “Guerra alla guerra!”, essa è certamente la presente. Passata com’è attraverso un oceano di sangue e di lagrime, quale forse i tempi passati mai non conobbero, essa ne ha vissuto le indicibili atrocità così intensamente, che il ricordo di tanti orrori dovrà restarle impresso nella memoria e fino nel più profondo dell’anima, come l’immagine di un inferno, in cui chiunque nutre nel cuore sentimenti di umanità non potrà mai avere più ardente brama che di chiudere per sempre le porte.
Queste parole forti e profetiche, che da più di ottant’anni condannano la guerra come orrore assoluto e come inferno sulla Terra, furono pronunciate per radio da papa Pio XII in occasione dell’ultimo Natale di guerra, il 24 dicembre 1944. Parole che, nei mutati scenari di questo volgere del primo quarto del nuovo millennio, ancora ci interrogano su temi che speravamo superati e abbandonati dall’uomo dopo quella tragedia terribile che fu il secondo conflitto mondiale. Innumerevoli guerre, nuove aggressioni, ridestati desideri di conquista e sopraffazione infiammano molti luoghi del mondo. Dopo che gli eventi sembravano aver riacceso nella pubblica opinione un generale sentimento di sconcerto, di dubbio e d’indignazione, vediamo intorno a noi la rassegnazione che sfocia pericolosamente vero l’indifferenza, l’egoismo e il disimpegno.
In questo scenario, ci soccorrono le parole che chiudono il testo del radiomessaggio dal quale siamo partiti:
Mentre gli uomini di buona volontà si studiano di gettare un ponte spirituale di unione tra i popoli, questa pura e disinteressata azione di bene assume un aspetto e un valore di singolare importanza. Allorché – come tutti ci auguriamo – le dissonanze dell’odio e della discordia, che dominano l’ora presente, non saranno più che un triste ricordo, matureranno con ancor più larga abbondanza i frutti di questa vittoria dell’attuoso e magnanimo amore sul veleno dell’egoismo e delle inimicizie.
Che davvero questo Natale ci faccia riflettere sul dono divino della Pace e sull’impegno che ciascuno di noi è chiamato a compiere per costruirla e preservarla, nel proprio quotidiano, giorno dopo giorno.
Con i migliori auguri,
Roberto Tagliani
Presidente Nazionale FIVL

Il testo completo del radiomessaggio di Pio XII per il Natale 1944 ai popoli del mondo intero si può leggere a questo link: https://www.vatican.va/content/pius-xii/it/speeches/1944/documents/hf_p-xii_spe_19441224_natale.html.