Domenica 11 ottobre si è svolta l’annuale cerimonia di commemorazione dei caduti della Brigata “G. Perlasca” delle Fiamme Verdi, associazione federata alla FIVL.
L’evento si è svolto alla presenza di numerose autorità civili (presenti, oltre al sindaco di Pertica Alta e Presidente della Comunità Montana di Valle Sabbia Giovan Maria Flocchini, l’on. Gianantonio Girelli, il vicesindaco della città di Brescia Federico Manzoni e numerosi sindaci e amministratori locali dei comuni della Valle e della provincia), di appartenenti ai gruppi Fiamme Verdi, ANPI e ANEI della città e della provincia, delle delegazioni di studenti e studentesse dell’I.I.S. “Perlasca” delle sedi di Idro e Vobarno e di numerosi cittadini e cittadine.
La cerimonia si è aperta con la deposizione di una corona al monumento ai caduti di Livemmo, per proseguire con la messa celebrata da don Lorenzo Bacchetta nella chiesa di Sant’Andrea a Barbaine.
Al termine della messa, dopo l’introduzione del sindaco Flocchini, sono intervenute Mina e Azzurra dell’I.I.S. Perlasca che hanno dedicato la loro riflessione alle donne della Resistenza, e in particolare al ricordo di Santina Dusi, con la quale hanno immaginato un’intervista a distanza.
È poi intervenuto per l’orazione ufficiale il prof. Filippo Danieli, capo scout e docente al Liceo “Fermi” di Salò, della quale riportiamo alcuni passaggi:
[…] Guardandomi intorno e stando alla realtà che ci circonda, ho pensato che questa esigenza di pronunciare qualcosa di nuovo non è che sia poi così necessaria e forse avrebbe più senso ribadire ancora le stesse parole, gli stessi concetti, le stesse convinzioni, gli stessi valori e gli stessi obiettivi anche se già li conosciamo e sappiamo che sono giusti, perché non solo non sono superati, ma spesso non sono ancora stati raggiunti, e non hanno bisogno di essere ammantati di una verniciata di novità perché erano attuali ieri, lo sono oggi e lo saranno anche domani e dopodomani.[…] Sappiamo quali siano i valori dominanti, basta guardarsi intorno: successo personale, profitto, ricchezza, benessere personale, produttività, efficienza, potenza, innovazione… insomma tutte cose che non sembrerebbero neanche negative a prima vista, anzi tantissime persone le considerano positive, altrimenti non sarebbero neanche valori così diffusi e rincorsi. Ma una vecchia preghiera scout recita: aiutami a lottare per il bene difficile contro il male facile. Qui sta la questione cruciale: saper vedere e discernere. Quei valori di prima, a quale costo siamo disposti a inseguirli? La maggior parte delle volte ad ogni costo, che sia costo umano, sociale, ambientale o bellico.[…] In un mondo in cui si preferisce continuare ad aumentare gli investimenti per le armi in nome della sicurezza invece che impiegare risorse nella sanità, nell’istruzione, nel lavoro e nella lotta alle diseguaglianze sociali, in una società pervasa da uno sviluppo tecnologico e da un paradigma tecnocratico che troppo spesso arricchiscono pochi e dimenticano il dato etico rischiando di far sembrare giuste visioni efficientiste ma antiumane, affinchè non diventiamo vittime delle nostre conquiste, ci tornino e ci restino nelle mente le parole di Emiliano Rinaldini: “Troppo abbiamo progredito nelle scienze fisiche, meccaniche, ma senza che ci fosse il correlativo progresso spirituale. […] A nulla vale tutto quello che si fa oggi se non è in funzione di una ricostruzione profonda degli spiriti. Ormai, viziati dall’educazione di vent’anni, non riusciamo a comprendere che, armando della gente con lo scopo di difendere le nostre case, la nostra terra, tutto quello che c’è di più caro, non riusciremo a niente se non avremo in pari tempo armato degli spiriti. […] Manca una coscienza profonda: è venuta meno la base su cui edificare ogni cosa. Allora, quando hai pensato questo, t’assale uno sconforto, una sfiducia negli uomini tutti e pensi: che cosa si può fare? […] Un gruppo di pochi dovrà iniziare con una pazienza grande, ma con una grande speranza altrettanto estesa, una rigenerazione capillare dell’umanità, con l’esempio”.Io spero che noi siamo desiderosi di avere la forza per essere quei pochi, anche se e proprio perché il vento sembra stia tirando da un’altra parte e il fascismo, più o meno travestito, stia tornando ad avere una forza e un consenso sempre maggiore. Dinnanzi alla facile seduzione propria sia dell’ideologia fascista sia della visione ultra liberista e capitalista che consiste nel dire “prima io! Prima noi!, nell’affermazione di sé a ogni costo, nella ricerca spasmodica del vantaggio personale, nella sopraffazione e nello sfruttamento delle categorie più deboli, vorrei che noi sapessimo rispondere come fece Tita Secchi quando, in carcere coi suoi compagni, ebbe la possibilità, lui solo, di essere liberato: “o tutti o nessuno!” […]
Dopo l’intervento finale del presidente nazionale della FIVL, Roberto Tagliani, la cerimonia si è conclusa con la deposizione di una corona d’alloro al Sacrario che custodisce la memoria dei caduti della Perlasca, collocata dalle sorelle Doregatti, figlie dei partigiani Toni Doregatti e Santina Dusi, sulle note di «Bella ciao», eseguita dalla Banda di Barghe che ha accompagnato l’intera cerimonia.
Di seguito, alcune immagini della giornata.